Onoriamola
Festa della Repubblica

Il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica Italiana, dopo un Referendum a suffragio universale a cui, per la prima volta, parteciparono anche le donne. Il 2 giugno è Festa Nazionale: onoriamolo...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica Italiana, dopo un Referendum a suffragio universale a cui, per la prima volta, parteciparono anche le donne. Si trattava di scegliere fra Repubblica e Monarchia. Il verdetto sancì 12.717.923 preferenze per la Repubblica 10.719.284 per la Monarchia. Il re d’Italia, Umberto II di Savoia, il 13 giugno decise di lasciare l’Italia e andare in esilio in terra di Portogallo, per evitare il ripetersi di “fatti di sangue” fra Repubblicani e Monarchici. Fu la fine definitiva del Fascismo e la fine del Regno di Casa Savoia.

Ogni anno, a Roma, si svolge un “cerimoniale” con l’alzabandiera solenne all’Altare della Patria con l’omaggio al Milite Ignoto. Il Presidente della Repubblica  vi depone una corona d’alloro alla presenza delle massime cariche istituzionali: Presidente del Senato – Presidente della Camera dei Deputati – Presidente del Consiglio dei Ministri – Presidente della Corte Costituzionale – Ministro della Difesa. Segue l’Inno degli Italiani (comunemente detto Inno di Mameli), mentre le Frecce Tricolori volano sopra l’Altare della Patria.

Segue quindi un “rituale” col Presidente della Repubblica che raggiunge il Quirinale sulla “Lancia Flaminia” storica, scortato dai Corazzieri in motocicletta. Quindi, parata militare con le Forze Armate a sfilare lungo le vie di Roma e soprattutto presso i Fori Imperiali. Nel 2011 ci fu un momento particolarmente toccante, quando sfilò in parata, il Tricolore di Oliosi, storica bandiera inserita sopra un fusto di cannone, in onore e in memoria della Terza Guerra d’Indipendenza del 1866 salvata proprio a Oliosi (oggi frazione di Castelnuovo del Garda) durante la battaglia di Custoza che gli Austriaci volevano portarci via. Per l’onore di una bandiera, si può morire. Onoriamo i giovani di allora.

Che aggiungere? Qualche nota di colore, ad esempio. fa male al cuore, oggi sentire dai giovani il non conoscere il 2 giugno o barattarlo con altri avvenimenti – addirittura fa ancora più male sentire certi servizi giornalistici che vanno a interrogare Deputati e Senatori che non conoscono anch’essi cosa significa per l’Italia il 2 giugno. Difendono così la nascita della Repubblica Italiana? Squallido! Da quel momento in poi, ci furono consultazioni elettorali repubblicane, dove si permise la nascita dei Partiti Politici e si difese il principio della Democrazia da esprimere sempre col voto. Lasciamo stare, come la Repubblica (dal 1946 a oggi) è stata gestita e si gestisce. Ci furono (e ci sono) scandali a ogni livello; dal Parlamento alle varie Istituzioni con tanto di Leggi che impongono e confondono e che, alla fine, sotto il nome di Democrazia si compiono delitti e reati, proprio contro la Democrazia. Inutile passare in rassegna il “male di esistere”. Il 2 giugno è Festa Nazionale: onoriamolo. Quantomeno, non barattiamo una data storica con altre date e si onori col 2 giugno, il Tricolore: verde, bianco e rosso in doverosa sequenza di colori. Viva l’Italia.

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