LA FINESTRA SUL MONDO
In fiamme la cattedrale di Notre Dame

Luciano Landoni

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L’incendio che da ieri sta devastando la cattedrale di Notre Dame a Parigi, oltre a distruggere uno dei monumenti più celebri e importanti al mondo dell’architettura gotica, rischia di frantumare la nostra stessa saldezza psicologica.

O, perlomeno, rischia di incrinarla pericolosamente.

È stato (ed è) proprio il progressivo venir meno di quella stessa saldezza, che in questi ultimi decenni, a partire grosso modo dal 2001, vale a dire l’anno dell’attentato terroristico alle Torri gemelle di New York, ci ha fatti precipitare (letteralmente) in un gorgo di paure, incertezze, precarietà crescenti.

Un monumento come Notre Dame, al di là del suo grande significato religioso ed artistico, ha rappresentato nei secoli (la cattedrale è stata edificata più di 800 anni fa), come altri celeberrimi monumenti della civiltà occidentale, una sorta di baluardo, di punto di riferimento della nostra cultura, delle nostre tradizioni e quindi delle nostre stesse esistenze.

E’ come se le nostre radici più profonde fossero state in parte recise.

Qualcosa a cui rivolgersi in tempi difficili e complessi con la convinzione (o almeno l’illusione consolatoria e lenitiva) che la semplice presenza di quelle pietre e dei possenti archi gotici costruiti con le stesse rappresentasse un porto sicuro in cui rifugiarsi, una specie di casa comune indistruttibile e sicura al cui interno trovare usbergo.

Le fiamme non hanno incenerito soltanto questa convinzione(illusione), hanno provocato una profonda ferita psicologica nell’animo di tutti noi.

Una ferita che sarà difficile  curare e a maggior ragione cicatrizzare.

La mente umana non può tollerare più di tanto un senso di assoluta precarietà: gli stessi cristiani, per i quali la vita terrena è solo un passaggio in vista del totalmente altro ultraterreno, hanno bisogno di un’ancora sicura, di un appiglio a cui aggrapparsi.

Notre Dame rappresentava  proprio questo: un simbolo di sicurezza/certezza, capace di sfidare il tempo alla stessa stregua delle piramidi d’Egitto (dice infatti un antichissimo proverbio egiziano: “Il tempo se ne ride di ogni cosa, ma le piramidi se ne ridono del tempo”).

Certo, Notre Dame potrà essere ricostruita e tuttavia non potrà essere ricostruito quel senso di stabilità da essa simboleggiato in tutti questi secoli.

Ci sentiamo tutti più insicuri mentre la cattedrale brucia.

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