VERRÀ PRESENTATO AI CITTADINI IL 14 GENNAIO
“Il filo di Emma”: nasce un progetto per l’affido dei minori

Si tratta di un percorso per promuovere l’affido familiare dei minori, promosso dall’associazione Onlus La Casa Gialla e condiviso con Progetto Pollicino e Piccolo Principe con La Casa sull’Albero

Silvia Bellezza

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L’affido è una risorsa ancora poco conosciuta nonostante oggi trovare famiglie disposte ad accogliere bambini e ragazzi in difficoltà sia una esigenza. Per questo motivo, la comunità per minori Casa Gialla Onlus, in collaborazione con Progetto Pollicino Onlus e Piccolo Principe Onlus, propone un nuovo percorso di avvicinamento sul tema dell’affido.

L’obiettivo è promuovere l’affidamento di bambini e adolescenti che stanno vivendo un momento di temporanea difficoltà con le famiglie d’origine, accompagnandoli per un periodo più o meno lungo ed offrendo loro un ambiente familiare idoneo e delle figure di riferimento stabili: “Si tratta dei  cosiddetti genitori sociali”, questa è la definizione utilizzata da Lia Silanos, coordinatrice della Casa Gialla: “Il primo compito di un servizio per l’affido è quello di suscitare in adulti maturi il desiderio di diventare genitori sociali – afferma Silanos –. In tanti casi abbiamo visto adulti che sarebbero stati in grado di prendersi una responsabilità più grande rispetto a quella delle loro famiglie. Da qui è nato il coinvolgimento delle altre comunità, Pollicino e Piccolo Principe con la Casa sull’Albero. È stata condivisa l’idea di intercettare più persone possibili  che vogliano iniziare questo percorso”.

L’assessore ai Servizi Sociali, Osvaldo Attolini, sottolinea: “È un progetto che può essere inquadrato nel lavoro sociale di comunità. Il Comune per questo servizio si affida alle associazioni in una logica di dimensione collettiva che prende in considerazione i bisogni dei minori in difficoltà. Questo intervento non nasce solo da una valutazione  di tipo economico ma dalla consapevolezza che, ad un bisogno di questo tipo, la risposta è più efficace se avviene nella logica di una partnership”.

Il percorso, dal titolo “Il Filo di Emma”, si articola in cinque fili che si intrecciano:  a partire da serate informative, un cineforum per lasciare spazio alla riflessione (in una location messa a disposizione dai Fratelli Mara in via Tolmezzo), incontri con professionisti che si occupano di questo tema (psicologo, educatore, avvocato), momenti di esperienza condivisa per poi arrivare al vero e proprio percorso di affido.

Il progetto, patrocinato dall’amministrazione comunale, con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Varesotto è stato presentato a Palazzo Gilardoni  da Lia Silanos, insieme a Michela Chiolle, assistente sociale della Casa Gialla, Alessandra Di Modica, psicologa della Casa Gialla, Luigi Baggio, psicoterapeuta di Progetto Pollicino e Francesca Prosperini, psicoterapeuta della Casa sull’Albero, comunità che fa parte di Piccolo Principe. Il percorso sarà illustrato al pubblico il 14 gennaio.

“L’esigenza è quella di avvicinare gli adulti e di sensibilizzarli. Purtroppo in alcuni casi accade che bambini affidati siano rispediti indietro al mittente di fronte alla prima difficoltà – spiegano  i referenti delle comunità- vogliamo che non succeda più perché per un bambino è un trauma e significa avere per tutta la vita un solco indelebile basato sul rifiuto”. Per  questo è importante  che le famiglie affidatarie non siano lasciate sole: “Occorre, anche dopo l’affido agire in un’ottica di rete”, sottolinea Silanos ed è proprio questo uno degli obiettivi di questo nuovo percorso affidi.

L’emergenza più significativa riguarda i giovani adolescenti (dai 12 ai 14 anni) per i quali è molto importante avere dei punti di riferimento che li accompagnino in un’età cosi delicata. Da questo progetto è nato anche  un libro illustrato ispirato alla bella storia di Emma, una bimba che ha vissuto l’esperienza dell’affido.

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