Si è riunito il Consiglio Generale dell’UNIVA
“Finora la politica ha dimostrato di essere brava solo a parlare”

Il messaggio forte e chiaro trasmesso dal Consiglio Generale dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese al governo Conte bis è anche estremamente sintetico: basta parole, è ora di passare ai fatti

Luciano Landoni

VARESE

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Il messaggio forte e chiaro, che più forte e più chiaro non si può, trasmesso dal Consiglio Generale dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese al governo Conte bis è anche estremamente sintetico: basta parole, è ora di passare ai fatti.

I nodi da sciogliere sono i soliti: semplificazione della burocrazia e del fisco,  sostegno all’internazionalizzazione e alla ricerca e sviluppo, riduzione dei costi dell’energia.

Sono queste le basi su cui deve poggiare un’autentica ed efficace politica industriale.

“Chi ha il compito di decidere, ha anche il dovere di ascoltare le richieste che arrivano dall’industria; le imprese non pretendono favoritismi, ma condivisione delle scelte, perché per il mondo produttivo – precisa una nota stampa diffusa dall’Unione Industriali –  è fondamentale sentire e avere dalla propria parte tutto il sistema Paese, come avviene in altri stati europei nostri concorrenti. Dopo le elezioni politiche della primavera del 2018 si sono sentite proposte di ogni genere; tante parole che poi quasi sempre si sono esaurite in un nulla di fatto o soltanto in polemiche tra partiti e leader politici. È arrivato il momento della concretezza e della praticità e la Legge di Bilancio 2020 deve rappresentare un’occasione di svolta”.

La bestia burocratica (sempre lei!) rappresenta il problema dei problemi.

Per disinnescarne il nefasto potere di incatenamento della voglia di fare e lavorare, si deve prima di subito semplificare l’intera normativa fiscale e gli adempimenti amministrativi annessi e connessi (compresi quelli legati allo smaltimento dei rifiuti) che un giorno sì e l’altro pure imbrigliano l’attività manifatturiera rallentandola e addirittura soffocandola.

“Bisogna creare insomma quel clima favorevole che agevoli lo sviluppo delle imprese e il raggiungimento di questo obiettivo – sostengono con forza gli imprenditori dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese –  non può prescindere dalla soluzione di un altro problema che sta aggravandosi sempre di più, quello dei costi dell’energia, sempre più insostenibili. Clima favorevole che verrebbe sicuramente facilitato, se si evitasse di attaccare un intero settore industriale come quello della plastica, come se la colpa dei rifiuti abbandonati nei corsi d’acqua o lungo le strade fosse da attribuire alle aziende produttrici e non piuttosto all’inciviltà dei singoli”.

L’internazionalizzazione è un’altra leva strategica su cui puntare  per (ri)scatenare lo sviluppo.

Si tratta “per le aziende non è più una scelta ma una necessità e va sostenuta e incoraggiata con provvedimenti mirati e strutturali”.

E’ inoltre cruciale il tema del lavoro.

“E’ necessario rendere ‘conveniente’ assumere e creare occupazione, attraverso una semplificazione delle normative in materia, per favorire l’ingresso dei giovani e per accrescere il reddito dei collaboratori, attraverso un taglio del cuneo fiscale. L’auspicio espresso dal Consiglio Generale è che il governo – precisa la nota dell’UNIVA –  promuova misure che dispieghino i loro effetti nel medio lungo periodo, lasciando da parte, com’è invece stato sinora, la ricerca immediata del consenso elettorale. L’Italia ha bisogno di una politica economica concreta, che per essere davvero efficace deve partire dall’ascolto delle esigenze delle imprese, anche se finora, purtroppo, la politica ha dimostrato di essere brava solo a parlare”.

L’Industria 4.0 non ne può veramente più della … Politica 0.0.

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