L’ORGANIZZAZIONE (QUASI PERFETTA) NEL RACCONTO DEI PROTAGONISTI
Folador presenta “Storie di ordinaria economia” alla Liuc

Il libro di Massimo Folador raccoglie le realtà di 24 imprese di medie e grandi dimensioni. Tutte si caratterizzano per un modello vincente fondato sull’attenzione al capitale umano e alla persona

Silvia Bellezza

CASTELLANZA

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

“Noi non viviamo in un’epoca di cambiamento ma in un cambio di epoca”, scrive Jan Rotmans. Ed è proprio in questi momenti che emergono alcune minoranze creative che generano paradigmi, riflessioni e modelli innovativi. Ci sono imprese che si differenziano perché, anziché concentrarsi nella ricerca esasperata del profitto, stanno cercando di dare un senso e una direzione al proprio lavoro che generi un futuro migliore per sé e per gli altri.

Di questo tema tratta il libro Storie di ordinaria economia. L’organizzazione (quasi) perfetta nel racconto dei protagonisti” di Massimo Folador, docente di Business Ethics della Liuc Business School, presentato martedì 5 dicembre nell’auditorium dell’università.

L’evento è stato introdotto da Raffaele Secchi, della Liuc Business School che afferma: “Ѐun tema non facile ma che apre a grandi prospettive, ci sono tanti spunti importanti per la gestione delle aziende. Alcune hanno sposato un certo modo di fare business ottenendo grandi risultati, questo ci deve far riflettere”.

Il libro raccoglie le realtà di 24 imprese di medie e grandi dimensioni. Tutte si caratterizzano per l’attenzione al capitale umano, alla persona, una cura che si concretizza in azioni concrete e sistematiche.

“Ѐun libro un po’ strano che si è quasi creato da solo – racconta Folador – incontrando imprenditori appassionati come Olivetti e Marzotto che avevano uno sguardo diverso rispetto al fare impresa tutti i giorni, ho scoperto modelli e strumenti significativi, ho avuto la fortuna di incontrare tanti imprenditori con cui abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. Così si è concretizzato un percorso. Volevo che chi leggesse comprendesse che dietro a queste imprese c’è tanta buona volontà ma non sempre c’è un mondo perfetto”.

Folador ha cercato  di far parlare direttamente i fatti, e rileggendo a distanza i 24 capitoli, si è reso conto di aver raccontato storie diverse ma legate tutte da un filo rosso: “La tipologia delle imprese era accomunata da tre capisaldi: l’attenzione istintiva alle persone, la tendenza a cooperare e il sentire e vivere l’impresa come progetto. Da questa riflessione ho inoltre dedotto che  alla base dei problemi economici di un’impresa ci sono spesso crisi morali e spirituali. Questo lavoro mi ha riportato a un mio studio iniziale sul modelli che i Monaci Benedettini hanno avuto nei secoli di fare impresa”.

Alla presentazione sono intervenuti anche Ruggero Frecchiami, direttore generale del Gruppo Assimoco, già sottosegretario all’Economia che, occupandosi di fare assicurazioni per il mondo cooperativo, ha messo a punto un modello di operare di operare “basato sulla reciprocità e sulla collaborazione”. Inoltre, Luciano Cimmino, presidente di Pianoforte Holding e Padre Natale Brescianini, monaco Benedettino Camaldolese, le cui testimonianze sono contenute nel libro di Folador.

Copyright @2017

NELLA STESSA CATEGORIA