Il Lombardia Aerospace Cluster compie 10 anni di vita
Fondi per la ricerca al Sud, e la Lombardia dove la mettiamo?

Il presidente dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese Riccardo Comerio ricorda al governo la madre di tutte le priorità: rilanciare il sistema produttivo nazionale attraverso una politica economico-industriale che favorisca e incentivi gli investimenti strategici

Luciano Landoni

VARESE

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Il Lombardia Aerospace Cluster compie 10 anni di vita.

In occasione del suo “compleanno”, il presidente dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese Riccardo Comerio ne approfitta per ricordare al governo la madre di tutte le priorità: rilanciare il sistema produttivo nazionale attraverso una politica economico-industriale che favorisca e incentivi nei fatti gli investimenti strategici (sia pubblici che privati).

Non c’è più un momento da perdere, dato che si moltiplicano i “segnali di allarme di un rallentamento sempre più preoccupante”.

Il vero problema secondo il leader degli industriali è che “la politica sta rimandando tutte le decisioni più strategiche a dopo le elezioni europee. La campagna elettorale prima di tutto. Il consenso, prima dello sviluppo. Le sorti della Tav – sottolinea Riccardo Comerio –  sempre più appese ad un filo ne sono l’esempio lampante”.

Il numero uno dell’UNIVA riprende un messaggio incoraggiante lanciato dal vice premier Luigi Di Maio che di recente ha visitato gli stabilimenti di Leonardo a Pomigliano: “Un euro investito in questi stabilimenti vale decine di euro per i commercianti, i professionisti e le altre attività produttive di tutto il territorio. Nulla di più vero. Così come la conseguenza di questa affermazione: l’aerospazio è un settore per cui senza investimenti pubblici non ci possono essere upgrade di processi produttivi. Sottoscriviamo in pieno, aggiungendo però, che è anche questione di domanda nazionale che deve essere generata con gli acquisti dei prodotti italiani da parte dello stesso Esecutivo. Ben venga dunque – afferma Riccardo Comerio – anche la decisione di stanziare fondi per la crescita del comparto nel Sud del Paese, in Campania. Ma la Lombardia dove la mettiamo? Qui si produce il 33% dell’export nazionale. Solo la provincia di Varese si ritaglia una quota del 30%. Nessuno più di noi sa quanto siano vere le affermazioni del ministro Di Maio sulle potenzialità delle imprese di questo settore di fare da traino per l’intera economia di un territorio. Chiediamo, però, pari opportunità per tutto il settore a livello nazionale. Tanto più – aggiunge il presidente dell’Unione Industriali – che sul nostro territorio ci sono le imprese che assemblano il prodotto finale, frutto del lavoro di altre regioni”. Insomma, secondo Riccardo Comerio “sostenendo la Lombardia si sostiene l’intera filiera italiana. Il Governo, in sostanza, investa anche qui. Su chi fa, letteralmente, volare l’intero indotto nazionale”.
Allineandosi a quanto già richiesto da Angelo Vallerani, presidente di Lombardia Aerospace Cluster, Comerio sottolinea l’importanza di “creare una cabina di regia nazionale per l’industria della difesa”.

“Aerei, elicotteri e satelliti possono essere piazzati sui mercati solo muovendoci come un unico Sistema-Paese, con il pieno sostegno delle istituzioni. Governo in primis.
Si tratta di valorizzare competenze centenarie. Si tratta – precisa Riccardo Comerio – di investire su un know how diffuso che è patrimonio comune, in grado di far crescere l’Italia. Da qui il nostro appello al Governo, ma anche alla stessa Regione Lombardia che deve dimostrare nei fatti di saper e voler investire così come in maniera lungimirante già stanno facendo Campania, Piemonte, Lazio, Puglia e Sardegna. C’è la sensazione che i primati lombardi di questo settore siano dati per scontati. Ma così non è. Il mercato sta diventando sempre più difficile e la corsa tecnologica è sinonimo di competitività. Ed in questa gara le Pmi devono poter contare su un serio e concreto sostegno da parte delle istituzioni”.

E’ indispensabile, prima di subito, passare dalle belle parole ai fatti concreti e “spendersi per cercare e stanziare risorse a vantaggio della ricerca, dell’innovazione, del mantenimento sul territorio delle competenze e della trasformazione delle imprese verso il nuovo”.

Bisogna darsi da fare favorendo, attraverso la politica dei fatti concreti, la creazione di un autentico sistema fra i diversi attori in gioco così da raggiungere risultati tangibili: “la provincia con le ali non è uno slogan elettorale da tirare fuori quando fa comodo. È qualcosa di più. È un patrimonio industriale da difendere con il lavoro. Chi è disposto a tirarsi su le maniche – conclude Riccardo Comerio – è ora che lo faccia fuori dai riflettori ma con un efficace impegno nelle istituzioni. Fa sempre piacere sentirsi dire che siamo bravi, ma ora serve un’azione corale. Quella nazionale deve garantire parità di condizioni competitive. Quella regionale deve riconoscere con risorse concrete a sostegno dell’innovazione e della promozione sui mercati esteri, la capacità di traino dell’aerospazio a vantaggio di tutto il benessere lombardo e, per il suo tramite, nazionale”.

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