Ladri e malviventi lo “consumano” prima
Frenesia per un Buon Natale

Ci sono bande di ladri e di malviventi che il Natale lo consumano prima. C’è una recrudescenza di furti d’appartamento che si fa fatica a contarli tutti. Poi c’è chi il Natale lo consuma nei boschi...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Frenesia del Natale. C’è tempo, ma (come diceva Pozzetto) “il Natale?… quando arriva, arriva“.

Già: non tutti la pensano ugualmente. Quantomeno nella nostra zona. Ci sono bande di ladri e di malviventi che il Natale lo consumano prima. C’è una recrudescenza di furti d’appartamento che si fa fatica a contarli tutti. Poi c’è chi il Natale lo consuma nei boschi. “Palo” all’imbocco e “accompagnatore” del cliente all’interno che vuole una dose o ne prenota due o tre da tenere in riserva. Tutto alla luce di una torcia che accompagna il viandante nel sentiero.

Intanto, i soliti “vestiti bene” si affacciano al portone di casa e trovano sempre qualche nonno ad aprire con tanta benevolenza a chi dice “mi fa vedere la bolletta? Lei ha sicuramente da prendere qualcosa“. Poi arrivano le brutte sorprese: di scherno e di millantata cortesia. Portano via di tutto: anche i ricordi.

C’è pure chi promette aiuto nel guardare gratis l’impianto del gas o la fuoriuscita di acqua “rossa” dal rubinetto in cucina. E chi osserva imperterrito il flusso delle lampadine per toccare con mano il “guasto” e di lasciare libero il “collega” (che in verità di chiama complice) di perlustrare dappertutto; specie in camera dove di solito la gente per bene vi trova un nascondiglio.

Quelli che fanno Natale con lo “specchietto rotto” non sono in disuso. Ne circolano parecchi e uno di questi l’ho trovato io: “sai che mi hai rotto lo specchietto della vettura?” Al mio “ah si?” il tizio ha cominciato ad imprecare e ad alzare la voce. Ho tolto il cellulare dalla tasca e l’ho fissato come ….Gary Cooper inmezzogiorno di fuoco“. Gli ho detto due semplici frasi: “dammi del lei, per favore” a cui ho fatto seguito col cellulare in mano “sto telefonando all’ACI per farti portare via la macchina e sostituire il tuo specchietto rotto” poi mentalmente ho pensato che quello specchietto rotto era ….rotto da almeno dieci imprese.

Il tizio ha alzato i tacchi e senza nemmeno salutare se n’è andato sopra una Ford blu un po’ datata e malconcia al punto giusto. Non ho fatto in tempo a rilevare il numero di targa (mannaggia la miseria). E per non essere tacciato “razzista” dico subito che il tizio parlava benissimo l’italiano, che le sue parolacce erano tipiche del nord Italia e che la maleducazione era di “uno” che scambia il “bon ton” per una marca di  brioche da prendere al bar.

Poi c’è chi fa Natale razziando le suppellettili in giro. Dove c’è rame c’è introito, perfino al Cimitero vanno a raccattare sulle tombe ciò che è possibile vendere: rame, fiori, lampade e porta fotografie. C’è chi entra nelle toilettes e non si ferma allo smontaggio dei sanitari, ma deturpa pure l’ambiente e si prova schifo a constatarlo in caso di necessità e rimane addosso un senso di incertezza misto a nervosismo che non è bello da esporre.

Una frase non mia, ma che m’è piaciuta molto, dice “il silenzio è la coperta di ogni palude” e ci credo; ne parlo; caspita quanto credo a un’affermazione del genere. Tuttavia, il mio “silenzio” non è dedicato a questi cialtroni che vogliono “fare Natale” a suon di scorrerie. Il mio “silenzio” è dedicato a chi protegge la “non” certezza della pena. Vorrei che di fronte alle sacrosante denunce ci siano prove di coraggio tramutate in sentenza. Non si può più dire a chi è fuori dal coro “stupidino, non farlo più” simile a chi va a confessarsi quasi ogni giorno e si sente dire dal prete “recita un atto di pentimento” e la preghiera “prometto di non offenderti più” (rivolto al Signore) e appena fuori da chiesa, ripete le stesse ….offese.

Ci vuole prendere i mariuoli, processarli, metterli in galera, stilare un conto preciso (in soldi) dei guai causati al vivere civile e applicare la pena, istantaneamente. Uno non ha da pagare? L’ho scritto qualche giorno fa: destinazione “lavori socialmente utili” e ce ne sono a bizzeffe: dalla pulitura dei corsi d’acqua alla ramazza in piazza e per le vie cittadine. ma pure raccolta di schifezze nei boschi dove si trova di tutto.

Il Natale non è da catalogare “quando arriva, arriva” ma è quando la gente per bene può andare in giro senza la paura di contrabbandare la vita civile che in troppi usurpano. Frenesia per un Buon Natale.

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