La Guardia di Finanza di Gallarate arresta due pubblici ufficiali
Funzionaria della Procura e amministratrice di sostegno in manette

Altre cinque persone sono indagate a piede libero. Eseguiti sequestri di beni per circa 1,5 milioni di Euro. I reati contestati alle due donne sono peculato, rivelazione di segreti di ufficio, corruzione, abuso di ufficio e ricettazione

Busto Arsizio

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In data 28 febbraio, la Guardia di Finanza di Gallarate ha eseguito una ordinanza di custodia in carcere nei confronti di una amministratrice di sostegno, nominata dal Tribunale di Busto Arsizio, per il reato di peculato e una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di una funzionaria della Procura della Repubblica di Busto per accesso abusivo al sistema informatico della Procura. Nei confronti dell’amministratrice è stato disposto un decreto di sequestro di beni e liquidità per circa 600mila euro.

Altre cinque persone sono indagate a piede libero.

L’amministratrice di sostegno di oltre sessanta soggetti, acquisito l’incarico dai giudici tutelari del Tribunale, si è appropriata fraudolentemente della cifra, accertata ad oggi, di oltre un milione di euro appartenente ai propri amministrati (persone con gravi problemi di salute), spendendoli, in parte, nelle sale gioco della zona. Inoltre, all’amministratrice di sostegno è stato contestato, a piede libero, il reato di abuso d’ufficio, in quanto nello svolgimento delle proprie funzioni pubbliche, ha procurato a sé un ingiusto vantaggio patrimoniale, intestando a se stessa, in qualità di beneficiaria mortis causa, una polizza vita del valore di 350mila euro del proprio ignaro amministrato.

Le indagini hanno portato, come detto, all’individuazione anche di un’amica dell’amministratrice di sostegno, funzionaria giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Busto, alla quale sono stato contestati, a piede libero, oltre all’accesso abusivo al sistema informatico della Procura, anche i reati di rivelazione di segreti di ufficio, corruzione, abuso di ufficio, ricettazione (per aver ricevuto dall’amministratrice di sostegno due quadri provento del delitto di peculato ai danni di un assistito) e reato elettorale, poiché, nel corso delle ultime elezioni comunali di Busto del giugno 2017, al fine di ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale, si è sostituita nella votazione, senza alcun titolo, ad un’altra persona.

Dalle indagini dei militari delle Fiamme Gialle gallaratesi è emerso che la funzionaria ha ricevuto dall’amministratrice almeno tremila euro a titolo di prestito.

Prima dell’esecuzione della misura, nel corso dello sviluppo delle indagini, anche bancarie, sono state eseguite perquisizioni locali/domiciliari che hanno portato al sequestro preventivo, nei confronti dell’amministratrice di sostegno, di tutti i conti correnti della stessa, rintracciando liquidità per oltre 500mila euro e strumenti finanziari ammontanti a 350mila euro, cui si aggiungono i sequestri operati per circa 600mila euro.

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