Presentato il nuovo libro LIUC della collana Guerini Next
Il futuro (in fabbrica) è già cominciato, non facciamolo attendere

Il nuovo libro della collana editoriale Guerini Next raccoglie le riflessioni dei docenti della LIUC-Università Cattaneo

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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La presentazione del nuovo libro della collana editoriale Guerini Next che raccoglie le riflessioni dei docenti della LIUC-Università Cattaneo in merito alle macro tendenze socio-economiche in atto, intitolato “Fabbriche 4.0 – Percorsi di trasformazione digitale della manifattura italiana” di Raffaele Secchi (Dean, LIUC Business School) e Tommaso Rossi (Professore Associato di Impianti industriali meccanici della Facoltà di Ingegneria della LIUC), è stata l’occasione per approfondire – attraverso l’analisi di 8 esperienze imprenditoriali d’eccellenza – cosa sia esattamente e quali caratteristiche strategico-operative abbia la cosiddetta “ Rivoluzione Industriale”.

Tenuto conto del fatto che oltre il 97% delle imprese manifatturiere italiane è composto da aziende di piccola dimensione, la “metabolizzazione” del nuovo paradigma produttivo identificato con la formula “Industria 4.0” è tutt’altro che scontata.

L’ha premesso e l’ha sottolineato più volte Raffaele Secchi.

La “digitalizzazione produttiva” (automazione della produzione; “dialogo” fra le macchine; possibilità di interazione fra queste ultime e i soggetti umani attraverso tablet, smartphone, computer; diagnosi predittiva dei guasti; controllo remoto del ciclo produttivo; utilizzo dell’intelligenza artificiale; robotizzazione di intere fasi dei processi all’interno delle fabbriche; cloud; cybersecurity; big data & analytics) richiede tutta una serie di “fattori facilitanti” (readiness) in assenza dei quali la “trasformazione 4.0” diventa estremamente difficoltosa.

Veri e propri elementi strategici che attengono all’organizzazione dell’impresa, alla produzione, alla gestione dell’innovation technology, allo sfruttamento dei vantaggi di filiera che il testo scritto a quattro mani da Raffaele Secchi e Tommaso Rossi mette in evidenza mediante la descrizione rigorosa e dettagliata di 8 casi aziendali: ABB (unità operativa di Dalmine, ASO Hydraulics & Pneumatics, Fabbrica d’Armi Pietro Beretta Spa, Goglio, Pedrollo, Pietro Carnaghi, ROLD, SACMI.

Fondamentale è la capacità di cogliere tempestivamente le potenzialità delle nuove tendenze produttive e “adattare” ad esse la strategia operativa dell’impresa.

“Le aziende indagate – ha sottolineato Raffaele Secchi – non hanno aspettato che si manifestassero delle opportunità per decidere se e come integrarle nei loro modelli di business e nei loro processi, ma hanno adottato approcci proattivi finalizzati a comprendere i trend in corso e a declinarli rispetto ai propri contesti competitivi”.

“Secondo il nuovo paradigma industriale, gli oggetti fisici – ha scritto Tommaso Rossi – presenti nella fabbrica si integrano senza soluzione di continuità con la rete informativa. Internet si combina con le macchine intelligenti, processi e sistemi produttivi per dar vita a una rete estremamente sofisticata. Il mondo reale si trasforma in un enorme sistema informativo”.

Una delle “sfide” cruciali, all’interno della “sfida produttiva” del 3° Millennio, è indubitabilmente il “fattore umano”.

La cosiddetta “fabbrica intelligente” ha bisogno di operatori (definirli semplicemente e tradizionalmente “operai” appare riduttivo da tutti i punti di vista) in grado di padroneggiare/governare le innumerevoli innovazioni senza esserne travolti/sconcertati/intimoriti.

Il “meccatronico” di domani (che in pratica è già oggi), in altre parole, dovrà essere messo in condizione di gestire al meglio il nuovo paradigma produttivo: l’hanno precisato chiaramente Fabio Golinelli (Supply Chain Management & Production Processes Manager di ABB Dalmine) e Alessandra Braga (Responsabile dei processi produttivi di ABB Dalmine).

“Certamente gli addetti a cui sono affidate le attività operative in ambito industriale devono essere accompagnati lungo un percorso di sviluppo di nuove competenze che sono necessarie per gestire l’enorme mole di dati generata da risorse produttive sempre più intelligenti e interconnesse. In sintesi, il personale di fabbrica – ha sottolineato Raffaele Secchi nel capitolo “La trasformazione digitale della manifattura” – dovrà possedere più capacità di gestione che di esecuzione, nel senso che sulla base di una corretta interpretazione delle informazioni fornite dalle macchine, dovrà assumersi  la responsabilità di prendere alcune decisioni di carattere operativo”.

Della serie: l’acquisizione di nuove conoscenze/competenze è alla base della gestione delle nuove tecniche produttive.

In un’epoca di cambiamenti drastici quelli che apprendono erediteranno il futuro. Coloro che hanno smesso di apprendere si troveranno splendidamente equipaggiati per confrontarsi con un mondo che non esiste più” (copyright Eric Hoffer, filosofo e scrittore).

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