VIALE DELLA GLORIA
Gatta da pelare…

La polemica a Busto Arsizio è: il vecchio ex Calzaturificio Borri merita di diventare un Supermercato? A suo tempo, l'Amministrazione comunale ritenne di sì...

Gianluigi Marcora

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La polemica a Busto Arsizio è: il vecchio ex Calzaturificio Borri merita di diventare un Supermercato? A suo tempo, l’Amministrazione comunale ritenne di sì. Anche perchè, non tutto l’immobile era destinato a ciò, ma si pensò (allora) di far pagare al privato sia gli oneri di differente destinazione sia gli oneri di differente urbanizzazione.

Dentro quegli accordi si pronunciò la Giunta comunale e, l’allora Sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli ne firmò gli atti e ne ratificò gli effetti. Adesso, salta fuori la colossale protesta di ecologisti e benpensanti che vorrebbero modificare tutto, sia la destinazione dell’immobile sia la modifica su viale Duca d’Aosta.

Lo dico subito: personalmente sono contrario all’abbattimento di alberi in viale Duca d’Aosta e la creazione di una rotonda spartitraffico, utilizzando pure i controviali. Sono pure contrario all’intasamento del centro cittadino, con un Supermarket di cui (forse) non ce n’era bisogno. Tuttavia, mi chiedo: come mai si prese una decisione di tal fatta?

Da non dimenticare – poi – che nel “contratto” sono previste precise penali, tutte a carico del Comune di Busto Arsizio, in caso di inadempienza. Penali a carico della collettività, s’intende. E, di fronte a questa penuria di contanti da parte del Comune, non è che si deve operare a cuore leggero.

Quindi? Delle due l’una: o si pagano le penali di contratto oppure si tenti almeno di limitare i danni.

Da una parte, l’Amministrazione comunale ha chiesto e ottenuto di rivedere certe decisioni e di limitare al massimo l’impatto logistico, strutturale ed ecologico dell’atto e, d’altra parte è giusto ascoltare con tanto riguardo ogni esigenza della controparte che, per bocca del suo Presidente COOP Lombardia, Daniele Ferrè ha già detto che i benefici saranno molto, ma molto migliori dei disagi.

Chi più ne sa, più ne metta. Fare il “pugno di ferro” o schierarsi nel “muro contro muro” non portano certo a soluzioni idonee al problema. Far divampare a oltranza la polemica, poi non se ne esce. Nemmeno coi cortei o coi sit in. Ciò che conta è sapere se conviene buttare tutto a “carte e quarant’otto” e assumersi precise responsabilità, oppure non solo tentare un approccio di condivisione, ma trovare la soluzione giusta per la città. Quel che non si capisce è il “come mai” l’ex Calzaturificio Borri è rimasto un sacco di tempo, alla malora? Misteri politici!

Dentro la “soluzione giusta” ci devono essere sia gli eventuali danni che ciascuna delle parti deve subire sia i benefici che ne deriverebbero per l’intera città. Fermo restando l’antica domanda: era necessario un altro supermarket in città? Non scordiamoci che sino a qualche lustro fa, nessuno avrebbe voluto un supermarket in città, poi con l’accerchiamento dei vari supermarket a ridosso di Busto Arsizio si comprese che gli “oneri di urbanizzazione” che il Comune avrebbe introitato con le “licenze” non avrebbero “fatto del male” ai negozianti della piazza.

Certo, la “gatta da pelare” quasi ringhia come un rottweiler, ma è pur sempre una …. gatta. S’è detto che gli alberi divelti sarebbero sostituiti con piantumazione in altra parte. Di certo però, il Viale della Gloria (qui viale Duca d’Aosta) avrebbe meritato bel altra…..gloria!

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