Papà in ospedale con naso e costole rotti
Genitore aggredito dopo l’allenamento dei Giovanissimi

Al termine dell’allenamento dei Giovanissimi 2006 della Pro Patria, un papà particolarmente invasato, pare per un piccolo screzio tra i bambini, ha ingaggiato un’accesa e violenta discussione con un altro genitore degenerata nel giro di pochi minuti Questi i fatti che ci vengono segnalati, avvenuti giovedì 15 novembre

Alessio Murace

BUSTO ARSIZIO

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Ѐ di settimana scorsa la notizia delle offese razziste a un baby calciatore senegalese del Bibbiena. Ѐ di qualche giorno prima la notizia dell’aggressione al giovane arbitro Riccardo Bernardini a San Basilio (Roma), durante un match del campionato di Promozione laziale. Tutto questo per dire che il calcio, per noi lo sport più bello del mondo, finisce spesso nell’occhio del ciclone per episodi sempre più deprecabili e condannabili. Ed è, purtroppo, notizia che ci riguarda strettamente da vicino l’aggressione avvenuta al campo sportivo, al termine dell’allenamento dei Giovanissimi 2006 della Pro Patria. Questi i fatti, che ci vengono segnalati, avvenuti giovedì 15 novembre.

“Al termine dell’allenamento si è verificato un episodio di violenza nel quale un genitore ne è uscito con naso e costole rotti”. All’improvviso, un papà particolarmente invasato, pare per un piccolo screzio tra i bambini avvenuto durante l’allenamento, ha ingaggiato un’accesa e violenta discussione con un altro genitore, degenerata nel giro di pochi minuti sotto gli occhi dei presenti e, soprattutto, dei giovani calciatori. Il soggetto avrebbe violentemente aggredito l’altro papà, che stava attendendo il figlio fuori dagli spogliatoi, spaccandogli il naso con una testata e due costole a furia di calci al petto. “Questo genitore violento – ci segnalano nella lettera pervenuta in redazione – nelle stagioni precedenti è stato anche tesserato come dirigente. Oltretutto, siccome se ne parla molto in questi giorni, siamo venuti a scoprire che è recidivo. Già in passato era venuto alle mani con un allenatore”.

Ci risulta che la presidentessa della Pro Patria, con la società tutta, abbia già fatto quanto in suo potere ed anche i carabinieri, intervenuti al campo dopo i fatti, stanno valutando l’ipotesi di denunciare il responsabile alla Procura della Repubblica. “Soprattutto in una società come la Pro Patria fatti del genere non dovrebbero accadere. Mi rivolgo alla presidente ed al responsabile dell’attività di base affinché vengano presi seri provvedimenti. Noi genitori paghiamo una quota per far giocare e crescere i nostri figli, non per farli assistere ad episodi violenti di genitori squilibrati”.

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