GLI STUDENTI PROTAGONISTI DELLE CELEBRAZIONI
Giorno del Ricordo, Busto non dimentica le vittime delle Foibe

L'amministrazione comunale ha organizzato una serie di iniziative che coinvolgono gli studenti e ha promosso la realizzazione del documentario “Italiani due volte” , in collaborazione con il gruppo Ricerche Storiche di Borsano e l’Istituto cinematografico Antonioni

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Busto celebra il Giorno del Ricordo. Quest’anno, per mantenere viva la memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre, l’amministrazione comunale ha organizzato una serie di iniziative che coinvolgono gli studenti e ha promosso la realizzazione del documentario “Italiani due volte” , in collaborazione con il gruppo Ricerche Storiche di Borsano e l’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni.

“A Busto non c’è mai stato negazionismo anche perché il centro di Borsano ospita il villaggio Giuliani e Dalmati – sottolinea l’assessore all’Educazione Gigi Farioli –. L’Amministrazione desidera che memoria e ricordo non si declinino al passato, ma all’indicativo presente in un processo continuo che porta al futuro: ricordiamo questa giornata, affinché diventi patrimonio comune, rendendo protagonista il mondo delle scuole e dei giovani”.

Novità di quest’anno è la produzione di un filmato che raccoglie documenti dell’epoca e testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’esilio. Tra gli intervistati, l’ex sindaco Gian Pietro Rossi, Pier Maria Morresi , presidente dell’associazione Giuliani e Dalmati di Varese, e la produttrice Rita Rusich che racconta di quando, ottenuta la cittadinanza italiana, la sua famiglia scelse di vivere a Busto.

Il documentario è scritto, diretto e montato da Luca Casertelli e Gabriele Martelli, da un’idea di Mario Colombo, Valerino Del Mastro e Emanuele Fiore. “È un patrimonio comune da conoscere e soprattutto salvaguardare per consegnarlo al futuro, tramandando una memoria che non intendiamo lasciar evaporare”, osserva l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli.
Mario Colombo ha ringraziato l’amministrazione comunale: “Con questo documentario ho realizzato un mio vecchio sogno. Borsano ha ospitato gli esuli con favore, ha una grande tradizione di accoglienza”.

“La collaborazione con le istituzioni parte da lontano – evidenzia Morresi – Creare una banca dati con le immagini è importantissimo, chiedo a Busto di farsi capofila di questo percorso”. L’assessore al Marketing Territoriale Paola Magugliani ha ricordato i momenti principali previsti in calendario: le celebrazioni si terranno venerdì 8 febbraio a partire dalle ore 10 con la tradizionale santa messa nella chiesa SS. Apostoli Pietro e Paolo di Borsano.
Seguirà, alle 11, al Teatro Aurora, la presentazione di alcuni lavori di ricerca e approfondimento realizzati dagli studenti del Liceo Candiani, dell’ITE Tosi e dell’IPC Verri e la proiezione del documentario “Italiani due volte”.

Il documentario farà da filo conduttore agli interventi degli studenti.  “Un quartiere per accogliere. Busto Arsizio e l’esodo giuliano-dalmata. Luci e ombre di un’accoglienza da riscoprire”, è il titolo dell’evento in programma al teatro Aurora, che vedrà, dopo i saluti del sindaco Emanuele Antonelli e della portavoce del tavolo delle scuole superiori Patrizia Fazzini, l’illustrazione del quadro storico da parte degli studenti del Tosi  guidati dal professor Biagio Fantacuzzi.
Gli studenti del Verri con la professoressa Anna Ferrario intervisteranno in diretta alcuni testimoni dell’esodo, residenti a Borsano: Olivio Pernich, Livio e Mariella Busdachin, Bruna Paoli, quattro storie diverse “che resteranno nelle teste dei nostri ragazzi per la loro autenticità e concretezza” come osserva la professoressa Ferrario.
Gli studenti, con i professori Anna Fumagalli e Alberto Grandi, presenteranno un lavoro sull’espansione architettonica e urbanistica di Borsano dal titolo: “L’architettura a servizio della città: esperienze di accoglienza. Il passato e il presente del quartiere di Borsano”.
Concluderanno con la lettura di due poesie gli studenti del Verri che proporranno anche l’ascolto del brano “Pola” di Sergio Endrigo.

Subito dopo la presentazione partirà un corteo fino al monumento di San Biagio che si trova nella piazzetta intitolata a don Emerico Ceci, sacerdote, educatore, storico di origini istriane che si prodigò per gli sfollati a Borsano. Un momento di riflessione dedicato alle vittime concluderà la giornata.
Sabato 9 febbraio, dalle 10 alle 12,  al teatro Aurora sarà riproposto in loop il documentario “Italiani due volte”.

A Busto, le vittime delle foibe sono ricordate anche al Tempio Civico dove è esposta una  targa con una citazione di Monsignor Antonio Santin, vescovo di Trieste e figura cardine di Borsano (che dedicò una bellissima preghiera alle vittime delle Foibe): “Questo Calvario, con il vertice sprofondato nelle viscere della terra, costituisce una grande cattedra che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace”.

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