Giovani e violenza

Parlare di giovani e coi giovani, si rischia un po', ma il problema non è drammatico, ma (come diceva Flaiano) "è quasi comico". Per uno ....antico, come lo è il sottoscritto, diventa sintomatico fare un parallelo fra generazioni, ma si rischia pure la retorica o di "fare la predica" a chi vive in una dimensione "moderna"

Gianluigi Marcora

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Parlare di giovani e coi giovani, si rischia un po’, ma il problema non è drammatico, ma (come diceva Flaiano) “è quasi comico“. Per uno ….antico, come lo è il sottoscritto, diventa sintomatico fare un parallelo fra generazioni, ma si rischia pure la retorica o di “fare la predica” a chi vive in una dimensione “moderna”.

Tranquilli, giovani, nulla di tutto ciò. Siccome tuttavia il problema rimane, vediamo di risolverlo insieme.

Siccome prima delle vacanze vi è stato distribuito (5400 copie) il libro dal titolo FATTI MALE scritto da me e dal collega Luciano Landoni in merito al doppio problema BUSSLISMO e INDIFFERENZA (parlo degli Studenti delle Scuole Medie Superiori in Busto Arsizio), adesso è arrivato il momento di parlarne. E lo faremo a ottobre, come promesso e concorderemo il tutto coi rispettivi Presidi d’Istituto.

Ora, però c’è un altro problema drammatico, già illustrato dalla stampa locale. Riguarda la VIOLENZA tra FIDANZATINI. A parte che la violenza è solo ….violenza e chi la attua non è una Persona Civile. Inoltre, le percosse che la coppia ogni tanto “si scambia” è pure prerogativa degli adulti con una escalation che mette in piazza la cosiddetta crisi della coppia.

Vediamo di circoscrivere il problema della “violenza tra fidanzati” che tocca le nuove generazioni. Nasce in casa, non c’è dubbio. E spesse volte, il problema della violenza, diventa il seguito di ciò che avviene fra i genitori. Ovviamente non dappertutto. Ci sono genitori che non fanno violenza, eppure si trovano ad affrontare il problema coi loro figli; specie quelli in età giovanissima che nemmeno hanno raggiunto l’età anagrafica dei 18 anni, quella che per Legge fa diventare maggiorenni, con diritti e doveri annessi.

Questa violenza nasce soprattutto dal “non rispetto” reciproco; dalla tolleranza venuta meno e persino dal connubio gelosia-possesso. Ho unito la gelosia al possesso, proprio in base al comportamento dei soggetti. Non importa se maschio o femmina, ma si è gelosi nel genere e spesso e volentieri si scade nel “possesso” quasi fosse un diritto, mentre in realtà, non lo è. La violenza, quindi prende il sopravvento sulla ragione che fa “dimenticare” il sentimento che dovrebbe unire i due soggetti della coppia, invece di dividerli.

Sia l’Assessore ai Servizi Sociali di Busto Arsizio, Avv. Miriam Arabini sia la Dirigente di EVA Onlus, Dr.ssa Di Pilla concordano sul fatto che i litigi (con botte, percosse) sono in aumento negli ultimi tempi e occorre almeno frenare la tendenza, prima di ricorrere al “che fare” dopo la manifestazione violenta.

Sembra strano, ma il problema nasce sempre dalla fonte atavica secondo cui il maschio è figura dominante sulla femmina e si sente quasi in “diritto” di utilizzare la propria forza nei confronti della “sua” donna. Chiaro che da noi non è così. Tuttavia la prima “violenza” si esercita quando in casa si è più contenti quando nasce un maschio e un po’ meno, quando nasce una femmina. Da lì in poi, aumenta sempre più il “prestigio” del maschio e si ritiene meno prestigioso il “prestigio” della figlia femmina. E’ di pochi anni fa l’aggiornamento della Legge sul Matrimonio dove non si dice più che “il marito è capo della Famiglia” e meno che meno che il “marito ha certi ulteriori diritti” rispetto alla moglie, ma che entrambi hanno le stesse potenzialità.

Assodato ciò è facile capire che alla base di tutto c’è il rispetto che coinvolge le varie generazioni. E se ci addentrassimo nello specifico, i “fidanzatini” devono comprendere che rispettarsi a vicenda vuol anche dire avere una certa tolleranza col partner o con la partner a cominciare dal linguaggio utilizzato e dalle pretese reciproche. Non è che ora difendiamo certe “abitudini” di una volta, ma oggi tutto sembra “dovuto”, sesso compreso. La gelosia reciproca e il sesso “facile” portano inequivocabilmente alle “prove di fatto” e al disagio della coppia sempre in evoluzione che arriva pure alla …. vanteria (quasi per gioco) di avere avuto tanti partner da “esibire” quasi fossero trofei.

Non è così: quando c’è sentimento si comprendono meglio certe azioni. Non è chi dice “ti amo” ad amare seriamente. E’ chi con il dialogo e le azioni arriva ad offrire al sentimento la giusta prerogativa dello stare insieme, con capacità, maturità e tolleranza. Gli errori si compiono, ma penalizzarli con la violenza si sfocia nella disgregazione assoluta.

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