IL SINDACATO ADL ESULTA PER LA SENTENZA
“Il giudice dà ragione alle educatrici: hanno diritto all’indennità di turno”

In precedenza lo stesso tribunale di Busto si era espresso in maniere diversa per un caso analogo. Probabile, pertanto, l’appello del Comune

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Nuovo capitolo della vicenda relativa all’indennità di turno delle educatrici di asili nido e scuole materne, che lo scorso anno aveva visto le lavoratrici scioperare e protestare a più riprese davanti al municipio.
Oltre a manifestazioni e assemblee, due dipendenti – affiancate dal sindacato Adl – avevano presentato ricorso contro l’eliminazione dell’indennità da parte del Comune. E se nei mesi scorsi la prima delle due aveva ricevuto una sentenza “sfavorevole”, le cose sono andate diversamente per la collega.
Infatti, “il giudice del lavoro del tribiunale di Busto ha rigettato il ricorso del Comune, che dovrà risarcire la dipendente in questione e pagare le spese legali – annuncia Fausto Sartorato di Adl –. Questo è un passo avanti verso la vittoria finale, ossia il riconoscimento dell’indennità di turno a tutte le lavoratrici”.

“Sentenza netta” per Sartorato, “che dice chiaramente che alla dipendente spetta quanto richiesto. Stavolta non ci sono dubbi, tanto è vero che il Comune è stato anche condannato al pagamento delle spese legali”.
A questo punto, “alla luce di questo verdetto, faremo appello per la collega. Ora voglio vedere che cosa deciderà di fare il sindaco o l’amministrazione. Mi aspetto che adesso venga riconosciuto il dovuto a tutte le educatrici, che turnano a tutti gli effetti. Mi auguro che non si voglia portare avanti ulteriormente questa vertenza, col rischio che il Comune si ritrovi poi a dover pagare ulteriori spese legali. Auspico che prevalga il buonsenso: a settembre sediamoci intorno a un tavolo e ragioniamo insieme”.
Intanto, però, il sindacalista esulta: “Qualcuno diceva che noi illudiamo la gente. In realtà, il nostro unico obiettivo è fare le cose nell’interesse del personale del Comune. E questa sentenza è una vittoria delle lavoratrici”.

Probabilmente, però, la vicenda sul fronte legale non si chiude qui. È verosimile, infatti, che il Comune farà appello. L’assessore al Personale Alessandro Chiesa spiega infatti che “si tratta di una possibilità concreta, alla luce di due sentenze dello stesso tribunale che al momento appaiono contraddittorie. La materia non è di facile interpretazione, quindi siamo ancora nel campo delle ipotesi in attesa di fare tutte le valutazioni del caso. È chiaro che non possiamo riconoscere l’indennità a una dipendente mentre non farlo per l’altra. Abbiamo l’obbligo di tenere conto di entrambe le sentenze e a questo punto l’appello potrebbe essere inevitabile. Però ripeto: la materia è complessa anche per gli addetti ai lavori. Faremo tutte le opportune valutazioni prima di prendere ogni decisione”.

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