A “COLLOQUIO” COL PRESIDENTE GRASSO
Gli avrei voluto chiedere…

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A Torino, Salone Internazionale del libro, va in onda in diretta il mio colloquio con Paola Surano su VOLARE. Passa uno stuolo di persone e proprio davanti al mio sguardo c’è il Presidente del Senato, Piero Grasso. Non posso certo fermarmi per “accogliere” l’illustre ospite. Anche perchè la “guardia” che gli montano gli agenti è ferrea e comprensibile. Lui ha il viso cordiale e quasi rappacificante, ma io… gli avrei voluto chiedere un po’ di cose, al di là di VOLARE.

Signor Presidente ho ascoltato per radio sia le dichiarazione dell’ex Ministro di Giustizia Claudio Martelli e mentre ero in macchina, innumerevoli dichiarazioni su Falcone e Borsellino. Poi ho sentito lo speaker che declamava la lettera che lei scrisse a Falcone e Borsellino. Non le pare ci sia discrepanza fra il “trattamento” in vita degli insigni Uomini di Giustizia con l’evidenza dei fatti? Mi spiego meglio: Falcone fu quasi “linciato” proprio da coloro che avrebbero dovuto seguirlo nella battaglia contro la Mafia e l’On. Martelli l’ha detto chiaro e tondo. La sua lettera, Presidente analizza, l’operato di “Giovanni e Paolo” ed è scritta dopo i due attentati che ben sappiamo come sono andati a finire. Commemorare, va bene, ma è giusto dire la verità su come a Roma (sic) hanno decretato la condanna a morte sia di Falcone sia di Borsellino. Non le pare?

Stamani, mentre andavo in Redazione ho ascoltato per radio il già Procuratore della Repubblica di Palermo, Gian Carlo Caselli e anche lui (come Martelli) evidenzia l’acredine, l’odio dei Politici e degli Uomini di Giustizia nei confronti di Falcone e di Borsellino. Lei… commemora, ma non condanna, Presidente.

Tornando a noi, Presidente Grasso, vorrei “rispolverasse” quelle Proposte di Legge inerenti il dimezzamento dei costi della Politica. Non l’ha tuttora fatto (e con lei, la Presidente della Camera, Laura Boldrini). Avevate “giurato” di “dare il buon esempio” – non s’è tuttora visto. Poi, ci sono i problemi del costi della Democrazia. Intanto siamo a quota 2260 milioni di Euro del nostro Debito Pubblico. Possibile non ci sia nel Parlamento intero un minimo… una briciola… un esempio di riduzione del terribile ammontare? Dimezzare i costi della Politica e dimezzare i costi della Democrazia è… un esempio! Invece, ci si appella a Draghi che proprio oggi ha annunciato la fine della crisi, in Europa. Dove? in quale film?

Mi fermo (quasi) qui, Presidente, nelle mie richieste. Ne aggiungo solo una, affinché possa prenderne atto e far capire a chi ci governa che è essenziale trovare la soluzione. Legge Elettorale? No, non mi riferisco ad essa. La mia specifica richiesta ha un titolo di tre sole parole: Contratto di Lavoro – e mi riferisco a tutti coloro che parlano di LAVORO dentro e fuori il Parlamento. Non se ne può più, Sen. Grasso di sacrifici del Popolo e di aumenti indiscriminati delle “prebende” dei Parlamentari. Col Contratto di Lavoro anche per il Parlamento (esteso a tutti i Maggiorenti Istituzionali), ci sarebbero “due parti” e una soluzione corretta la si potrebbe trovare.

Presidente – creda – la mano gliel’avrei stretta volentieri. Credo nelle Istituzioni. Forse l’avrei omaggiata del mio VOLARE, ma so che un libro, se uno non lo acquista, perde di interesse e di valore. Quindi, va bene così. Creda, Presidente, al mio Paese voglio bene e quando vedo e sento certe “porcherie” non mi capacito di come l’Italia stia ancora a galla. In Resto qui! sono esplicito. In VOLARE sono categorico!

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