I primati industriali del nostro territorio
Il glocalismo “made in Varese” conquista i mercati del mondo e il futuro

L’Istituto nazionale di statistica (Istat) l’ha certificato con i numeri (rilevazione 2017): la provincia di Varese è tra le aree maggiormente industrializzate d’Italia

Luciano Landoni

VARESE

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L’Istituto nazionale di statistica (Istat) l’ha certificato con i numeri (rilevazione 2017): la provincia di Varese è tra le aree maggiormente industrializzate d’Italia.

Vale la pena ricordare che il nostro Paese è secondo, in Europa, solo alla Germania per quanto riguarda la presenza sul proprio territorio di imprese manifatturiere.

Insomma, il saper fare impresa è sempre stata e continua ad essere una caratteristica vincente della provincia di Varese.

Sono mediamente 7 le aziende produttive locali per chilometro quadrato: quasi il doppio rispetto alla media lombarda e circa cinque volte di più di quella nazionale.

“Una fotografia, quella dell’Istat, da tenere sempre ben presente, perché se è vero che nella competizione internazionale in prima fila troviamo le grandi aziende, a fare la differenza sono le filiere produttive, in cui operano molte piccole imprese con un profondo legame con il territorio – commenta Roberto Grassi, presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese –. E il Varesotto trova da sempre uno dei suoi punti di forza proprio nelle piccole e medie industrie e nella varietà del loro portafoglio produttivo, che rende il territorio una cosiddetta multi-filiera

La diversificazione produttiva, in altre parole, è sempre stato uno dei punti di  forza del modello di sviluppo locale.

“Qui infatti – sottolinea il leader di UNIVA –  si va dalle lavorazioni meccaniche di base, ai trattamenti dei materiali, alle plastiche, all’occhialeria, al farmaceutico, alle produzioni della meccanica strumentale, quelle della filiera degli elettrodomestici, dell’aerospazio, dell’energia, dalla casa intelligente, dell’automotive fino a quelle del tessile-abbigliamento e del manifatturiero innovativo. Ogni multinazionale ed ogni prime contractor che opera a Varese è sicura di trovare, nell’arco di qualche decina di chilometri, un fornitore superspecializzato”.

L’intero sistema industriale della provincia di Varese determina un terzo della ricchezza complessiva prodotta sul territorio.

Non a caso Varese è al posto tra le province a più elevato tenore di vita in Italia e al per ricchezza e consumi.

Il territorio provinciale si conferma, quindi, ricco di filiere produttive con specializzazioni di eccellenza: ai primi posti tra le province italiane per numero di addetti in ben 31 nicchie produttive, in 7 delle quali arriva addirittura sul podio.

Con anche una medaglia d’oro: quella per gli articoli in materie plastiche.

Tra i settori in cui Varese si posiziona ai primi posti in Italia per addetti impiegati ci sono quello della gomma e materie plastiche ( posto), del chimico e farmaceutico ( posto, nel solo chimico), del tessile-abbigliamento ( posto, nel solo tessile) e del metalmeccanico (10° posto).

Insomma, una tradizione industriale dalle basi solidissime e con una innegabile visione del futuro

Il termometro che lo dimostra è quello dell’innovazione: Varese è la provincia in Italia per numero di addetti nei settori high-tech (aerospazio, farmaceutico ed elettronica).

“La forza di tutte queste filiere produttive – spiega il presidente Roberto Grassi –  è strettamente legata anche alla loro presenza in campo internazionale: non è un caso che la nostra provincia sia la 12° in Italia per export manifatturiero, che annoveri importanti multinazionali sul territorio e che contribuisca all’export nazionale nella misura del 2,3%. Le aziende varesine generano esportazioni da cui dipende il 45% del valore aggiunto locale: 17 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Di fondamentale importanza – aggiunge Grassi –  è quindi il supporto alle imprese, soprattutto le più piccole, in percorsi di internazionalizzazione. Percorsi nei quali si inserisce a pieno titolo anche la valorizzazione delle filiere produttive, che vanno aiutate a collocarsi sulle catene globali del valore”.

Il made in Varese, da sempre si pone come obiettivo la conquista dei mercati internazionali e, a questo scopo, finalizza le sue energie imprenditoriali.

“Varese è un territorio aperto al mondo. La competitività delle sue imprese – sottolinea Roberto Grassi –  è strettamente dipendente dal legame e dal radicamento territoriale, caratterizzato da un sapere diffuso di fare impresa e da un ancor più diffuso know-how industriale. Ma allo stesso tempo stiamo parlando di un sistema produttivo tra i più internazionalizzati d’Italia. Varese è internazionale perché internazionale è la sua industria: la politica locale di sviluppo non può essere da meno. La crescita e il benessere di questa provincia dipendono dalla capacità delle imprese di presidiare i mercati esteri e da come il territorio e le sue istituzioni sapranno essere loro di supporto nel rimanere al centro dell’Europa, non solo geograficamente. Ma anche a livello di collegamenti infrastrutturali e culturali, anche grazie ad un importante crocevia come l’aeroporto di Malpensa. Ogni decisione, ogni progetto deve guardare a questo scenario che non ha confini. La vera sfida è, e sarà sempre più, governare questa complessità”.

Il glocalismo industriale made in Varese, radici profonde nel territorio e strategie operative che guardano verso il mercato globale, giorno dopo giorno conquista il proprio futuro, senza limitarsi semplicemente a prevederlo.

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