Atto di consacrazione durante l’epidemia di Coronavirus
Gorla Maggiore, don Valentino e il sindaco affidano il popolo alla Madonna di San Vitale

Il sindaco Pietro Zappamiglio e il parroco don Valentino Viganò si sono dati appuntamento al santuario della Madonna di San Vitale, per affidare il popolo a Maria durante l’epidemia di Coronavirus

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Il sindaco di Gorla Maggiore, Pietro Zappamiglio, e il parroco don Valentino Viganò, lunedì mattina si sono dati appuntamento al santuario della Madonna di San Vitale, per affidare il popolo a Maria. Come per tutti i riti nelle diverse chiese durante l’epidemia di coronavirus, anche in questo caso l’atto di affidamento è avvenuto senza la presenza dei fedeli e trasmesso su Facebook attraverso le diverse pagine social del Comune e della Parrocchia.

Il parroco e il sindaco, raccolti a distanza di sicurezza l’uno dall’altro, hanno compiuto l’atto di consacrazione alla Vergine Maria come gesto di consegna e affidamento “in questo momento di paura per il presente e di ansia per il futuro. Madonna di San Vitale, ci rifugiamo tutti nel tuo Cuore Immacolato e ti consacriamo ogni persona, ogni attività ed ogni cosa che si trova qui a Gorla Maggiore. Ferma il diffondersi di questa epidemia. Salvaci da questo contagio. Guarisci quanti si sono ammalati. Scampaci dalla morte per coronavirus. Noi ti proclameremo Regina di questo paese. Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta”.

Proprio sabato scorso, il primo cittadino aveva dato comunicazione del terzo caso di positività al Covid-19 registrato in paese. “Ringrazio i medici di famiglia che in questo momento ci sono molto vicini e con i quali abbiamo istituito una rete territoriale che ci permette di avere il polso della situazione. Grazie anche all’Ats e all’Asst perché ci stanno veramente aiutando – ha proseguito Zappamiglio in un video in diretta su Facebook – Capisco le loro difficoltà organizzative anche nel ritardo di comunicazione dei dati. Per questo motivo, sul territorio dobbiamo avere sempre di più la percezione della realtà attraverso i corpi intermedi come i medici di famiglia. Auguro una pronta guarigione ai nostri tre concittadini che in questo momento sono ricoverati negli ospedali della zona. Infinitamente grazie anche ai sanitari e ai medici che stanno facendo un lavoro incredibile, dobbiamo aiutarli e per aiutarli dobbiamo davvero rimanere a casa”.

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