A margine dell’Assemblea generale 2018 di Assolombarda
Il “governo del cambiamento” e il “dividendo elettorale”

Gli imprenditori sono molto preoccupati (e anche parecchio incavolati)...

Luciano Landoni

MILANO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Gli imprenditori sono molto preoccupati (e anche parecchio incavolati).

L’Unione degli Industriali della provincia di Varese, non più tardi di una decina di giorni fa, ha emesso un comunicato stampa nel quale sottolineava il proprio profondo scetticismo (per usare un’espressione eufemistica!) circa le ottimistiche previsioni governative in merito alla crescita prevista per il prossimo anno: +1,5%

Un “numerino”, per dirla alla Di Maio, disancorato dalla realtà dei fatti e che sembra  buttato lì tanto per cercare di giustificare la manovra fondata principalmente sul deficit di bilancio.

Che è un po’ come dire: siamo schiacciati da un debito pubblico colossale (pari al 130% del Prodotto interno lordo) e ciononostante, dato che siamo padroni in casa nostra e non dobbiamo rendere conto a nessuno, continuiamo a spendere e a spandere senza stare a cavillare sui “numerini”.

Il proverbiale pragmatismo del buon padre di famiglia, fatto di buon senso e prudenza, ha lasciato il posto all’azzardo più sfacciato e legittimato da una specie di orgoglio dell’incompetenza a sua volta spacciato con la seducente formula del “governo del cambiamento” che è stato capace di varare la “manovra del popolo”.

Nel corso della 73° Assemblea generale di Confindustria Alto Milanese è riecheggiata una domanda carica di un drammatico significato: “Questo Paese è ancora pro-industria oppure contro l’industria?”.

Un quesito più che giustificato, dal momento che il sistema manifatturiero italiano è il 2° d’Europa.

Un quesito (quasi)retorico che evidenzia il fondato timore da parte di chi è abituato a darsi da fare e a porsi traguardi ambiziosi, per se stesso e per la propria “squadra”, vale a dire i veri imprenditori (che il solito Di Maio è avvezzo a definire con eccessiva faciloneria “prenditori”), di avere a che fare con dei dilettanti allo sbaraglio conviti che 2 + 2 possa fare, a seconda delle convenienze, anche 5 se non addirittura 5,5.

I fatti ci danno torto?

Niente paura, tanto peggio  per i fatti.

La realtà, ahinoi, è quella che è e non è mai quella che si vorrebbe fosse.

Qual è la realtà politico-economica dell’Italia di oggi, (s)governata dall’esecutivo a trazione Lega e Movimento 5 Stelle?

L’ha spiegato con impietoso realismo Carlo Bonomi,  presidente di Assolombarda, durante i lavori dell’Assemblea generale della principale Associazione di Confindustria.

Il governo del cambiamento non ha prodotto una manovra di vero cambiamento. Ma tutti comprendiamo – ha detto Carlo Bonomi –  che il dividendo che si ricerca è quello elettorale, non quello della crescita“.

Molto chiaro, di una chiarezza abbagliante.

Tutto il resto è solo chiacchiera pre-elettorale, appunto.

Madonnina, ti preghiamo, guarda giù e pensaci tu!

Copyright @2018

NELLA STESSA CATEGORIA