ATAVICI PROBLEMI DI ORGANICO IN PROCURA
“Grandi risultati con metà personale. Qui la carenza più grande”

Nuovo grido d’allarme del procuratore aggiunto di Busto Arsizio, Giuseppe D’Amico. Ha approfittato della presenza dei media nazionali giunti in Largo Giardino dopo l’arresto del sindaco di Lonate Pozzolo, per denunciare la carenza cronica del personale amministrativo

GIOGARA
Il procuratore aggiunto, Giuseppe D'Amico, ha lanciato l'allarme davanti ai media nazionali

Alessio Murace

Busto Arsizio

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La metà dei posti in organico scoperti. La carenza cronica del personale amministrativo del Palagiustizia bustese è un’emergenza nell’emergenza. “Credo che sia la carenza di personale maggiore in Italia” ha denunciato il procuratore aggiunto, Giuseppe D’Amico, approfittando della presenza dei media nazionali giunti in Largo Giardino per la conferenza stampa convocata dopo l’arresto del sindaco di Lonate Pozzolo, Danilo Rivolta.

“La Procura di Busto ottiene risultati nonostante lavori con la metà dei cancellieri richiesti”.

Sono gli effetti della spending review in salsa giudiziaria, voluta nel 2012 con la riorganizzazione dei tribunale. Da allora, Busto Arsizio ha inglobato Legnano e Rho, oltre alle sedi distaccate di Saronno e Gallarate. La competenza territoriale è praticamente raddoppiata, portando Busto a diventare il secondo polo giudiziario della Lombardia dopo Milano, ma l’organico amministrativo non è mai stato integrato.

Una carenza che inevitabilmente crea forti disagi: i giudici bustesi lavorano bene, sono veloci, la durata dei processi è al di sotto della media nazionale. I cancellieri si fanno letteralmente in due, ma è impossibile stare dietro a tutti gli atti. “Tant’è vero che a volte dobbiamo consolare queste persone – ha aggiunto D’Amico – il personale in servizio deve dare il massimo per far procedere speditamente i processi. Lo fa, ma è stremato, è arrivato al limite della sopportazione. Sono anni che la situazione rimane immutata”.

D’Amico ha lanciato l’allarme davanti ai media nazionali. Le telecamere di Rai e Sky hanno ripreso il suo sfogo. Cambierà davvero qualcosa?

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