“Discorsi” tra ragazzi
Ho provato sconcerto

Non sono un bigotto. Un po' di sconcerto, tuttavia, l'ho provato. Poi ci ho riflettuto sopra e mi sono posto un sacco di domande. Illustro il fatto per non millantare la verità. Forse il mondo cambia. Forse è già cambiato. Ha ragione quel tale che asserisce "se tu resti fermo, il mondo si muove e va avanti". Però non ci credo...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Non sono un bigotto. Un po’ di sconcerto, tuttavia, l’ho provato. Poi ci ho riflettuto sopra e mi sono posto un sacco di domande. Illustro il fatto per non millantare la verità. Forse il mondo cambia. Forse è già cambiato. Ha ragione quel tale che asserisce “se tu resti fermo, il mondo si muove e va avanti“. Però non ci credo. Non so se il mondo va avanti o se sono io a non capire.

Sono fermo davanti a una scuola media di Busto Arsizio. Perdonate l’incompletezza del “quale scuola”, ma io sono seduto sulla mia vettura e leggo il giornale, tranquillo. Si rincorrono e si fermano cinque ragazzi: tre femmine e due maschi e hanno l’aria sbarazzina. Fumano in tre: i due ragazzi e una delle tre ragazze. Intanto si scambiano parole e… parolacce, ma non voglio manifestare il mio dissenso; è la moda di oggi mi chiedo? Faccio spallucce. I ragazzi sono impegnati a fumare e, in verità, chi fa casino (oggi non è più una parolaccia… e penso “ai miei tempi” che se l’avessi pronunciata mi arrivava uno schiaffone) sono le tre donne (posso chiamarle così? – solo per non ripetermi – ho già utilizzato sia ragazze sia femmine).

C’è pure qualche bestemmia, detta in coro e all’unisono e anche qui sto zitto, alzo lo sguardo dal giornale e vedo che i ragazzi… non si sono accorti della mia presenza (benedetti i vetri scuri della vettura). E arriviamo alla quasi sintesi del dialogo, per effetto d’una ragazza che si rivolge così, all’altra (non so se è una compagna di scuola o un’amica): “Ho voglia di un pene” e resto impalato ed esterrefatto di fronte a una frase simile, pronunciata poi, nel contesto di… adolescenti. Mi strapazzo il cervello a cercare una ragione, un monito, una repulsione su quanto ho sentito. Ripeto, non sono un bigotto e, per la prima volta, ho sentito una frase del genere. Mi sono chiesto dell’educazione ricevuta da costei che “impunemente” reclama un pene a quell’età. Ho cercato di comprendere l’effetto di una frase simile. Della reazione degli altri. Di capire come si possono superare certi limiti con il linguaggio, magari per pura conversazione.

Non ho “avuto il coraggio” di intervenire. Quanto meno per protestare per questo sproloquio. So che se ti beccano a bestemmiare e qualcuno ti denuncia, passi un momento brutto. Quantomeno la multa non te la leva nessuno per “vilipendio alla religione“. So che di tutti i difetti che ho, non bestemmio; quando sono al limite della sopportazione o ….incazzato, al massimo dico “porca puttana”… lo so è una parolaccia, ma… quando ci vuole, ci vuole. Sentire da una ragazzina “ho voglia di un pene” e non alludeva alle ….pene dell’inferno a alle pene d’amore o alle pene per (sicuramente) i brutti voti a scuola. Il pene di cui la tipa ha “voglia” è quello che intendiamo tutti (sia la combriccola per strada, sia voi lettori).

Vigliaccamente non sono intervenuto subito, quanto meno per dire alla bambina, signorina, adolescente e donna che il suo linguaggio, oltre a essere scurrile, era un eccesso di stupidità. E ho fatto bene; quanto mai per avere un quadro completo della situazione; per capire come avrebbero reagito sia le compagne della “tipa” sia i due (m’è venuto in mente un detto, anche questo dei “miei tempi”) teddy boy che ascoltavano divertiti tra il faceto e la stupidità. Dice, uno dei ragazzi  “oggi vado a trovare una troietta” e non so a cosa volesse alludere (o forse lo so). Mentre ridono tutti a crepapelle, non resisto e penso che l’adrenalina mi stia schizzando nel cervello e scendo dalla vettura. Con un tono di voce abbastanza acceso e seccato dico forte “ma non vi vergognate?” e vedo nei loro occhi, lo stupore, l’incredulità e …forse qualcos’altro, ma non lo danno a vedere.

Fatto è che se la svignano senza dare spiegazioni e solo dopo, a una certa distanza da me, sento la voce di due delle tre ragazze che mi manda… a quel paese. Il coro raggiunge l’unanimità e io resto impalato, fuori dalla vettura a “parare” qualche eventuale conseguenza. Che non c’è stata. Ho solo provato tanta desolazione e mi sono chiesto… dove vanno a finire le buone maniere? Il resto delle considerazioni non le scrivo. Una sola vede la luce. Questa : “Se a questa età si parla impunemente di sesso e di parolacce, quando questi soggetti saranno adulti, come reagiranno di fronte alla maturità“? Grazie per l’attenzione!

Copyright @2018

DALLE RUBRICHE