Già in carcere per una rapina a Samarate
I carabinieri trovano i rapinatori seriali dei negozi “Vero Caffè”

Sette rapine in quattro mesi. Colpito anche il punto vendita di Castellanza, oltre a quelli di Tradate, Somma Lombardo e Parabiago. Sono un 52enne ed un 43enne residenti nell’Aronese

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I carabinieri arrestano i rapinatori seriali dei negozi “Vero Caffè”.

L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verbania. Due cittadini italiani, ritenuti responsabili di sette rapine, alcune a mano armata, commesse nelle province di Novara, Varese e Verbania, sono finiti in carcere su mandato della Procura di Verbania.

I due soggetti arrestati, B.W.D., classe 1975, e B.A., classe 1966, pregiudicati e residenti nel basso Aronese, sono accusati di aver commesso, da febbraio a maggio 2018, una serie di rapine ai danni dei punti vendita dell’azienda “Vero Caffè” di Castelletto sopra Ticino, Tradate, Castellanza, Casale Corte Cerro, Somma Lombardo e Parabiago, creando notevole allarme sia nelle comunità interessate che, soprattutto, tra i dipendenti della catena commerciale colpita.

Gli stessi, nel corso delle indagini, erano già stati arrestati in flagranza, sempre dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania, il 24 maggio 2018 a Somma Lombardo, immediatamente dopo aver commesso una rapina a mano armata, utilizzando un “taser”, ai danni del proprietario 25enne e di due clienti trentenni di un negozio di tatuaggi di Samarate. In tale occasione erano stati sequestrati uno scooter T-MAX e un’autovettura Mini Cooper Clubman, nonché gli abiti, i caschi e gli altri accessori utilizzati dai due per commettere la rapina. Mezzi ed indumenti risultati corrispondere esattamente a quelli rilevati negli altri episodi dov’erano stati colpiti i negozi “Vero Caffè”.

Il modus operandi dei due rapinatori prevedeva un copione costante e ben rodato. Dopo aver effettuato, nei giorni precedenti, dei sopralluoghi nei pressi degli obiettivi da colpire, i due giungevano nelle zone delle rapine a bordo della Mini Cooper Clubman e dello scooter T-MAX di grossa cilindrata, con il quale effettuavano i colpi. L’iter prevedeva dapprima il cambio della targa dello scooter con un’altra, rubata, applicata sopra all’originale e parzialmente occultata con del nastro isolante e successivamente il cambio degli abiti da parte dei rapinatori, i quali indossavano anche guanti, caschi integrali, passamontagna ed occhiali per non lasciare tracce e rendersi irriconoscibili. Una volta eseguita la rapina, i due facevano rapidamente ritorno alla zona di sosta dell’autovettura da dove, dopo un nuovo cambio d’abiti e la rimozione della targa rubata dallo scooter, si allontanavano, separatamente e con i due mezzi, per fare ritorno alle rispettive residenze.

Complessivamente il bottino delle rapine attribuite ai due arrestati ammonta ad oltre diecimila Euro.

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