Profili dei protagonisti della Pro Patria et Libertate 1919/20
I primi undici biancoblù

Fasoli, Marcora, Stefanazzi, Leone, Miotti, Trovato, Capra, Porta, Azzimonti, Tosi, Crosta, Ronzoni...

Giorgio Giacomelli

BUSTO ARSIZIO

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Emilio Fasoli, portiere, tira i primi calci con la Victoria Busto Arsizio. Passa poi alla S.S. Aurora Busto e con Guidali, Bottigelli, Gramegna, Crespi, Della Torre, Giamberini, Avanzini, Macoggi, Venegoni, Ottolini forma un complesso quasi imbattibile che ottiene nel 1913 la promozione al Campionato di Promozione Lombardia (attuale serie B). Rimane titolare fisso, nel 1915 assolve i doveri di cittadino italiano in guerra. Ѐ il capitano nella formazione che al termine del campionato 1919/20 viene ammessa alla 1^ categoria.

Attilio Marcora, caramèla, non solo a Busto ma su tutti i campi avversari. Gioca da poco, ma è già tra i migliori estremi del football contemporaneo. L’intensità negli allenamenti, le molte partite giocate, l’hanno fatto divenire consumato alle arti ed alle malizie del giuoco. Sua abilità è la massima velocità, dribbling, potenza e precisione nel tiro, quasi imparabile.

Stefanazzi Mario, centro sostegno, abile di testa, potente nel tiro, infaticabile. Perno essenziale nello schieramento biancoblù.

Leone Ernesto, half sinistro, buono di testa, preciso nei passaggi, veloce. Nei contrasti con gli avversari, è Leone di fatto. Inamovibile.

Miotti Quinto, lungo, alto scapigliato, gioca in vari ruoli con pari rendimento. Chiamato alle armi con la sua classe, ha mancato varie partite. Si è allenato sempre intensamente, è atteso dagli sportivi anche per la verve allegorica.

Trovato Arturo, centravanti, buono di testa. Veloce ed astuto lega bene con i compagni di reparto. Segna di testa su passaggi invitanti delle ali.

Capra Carlo, l’anziano. Allenatore in campo, prodigo di consigli all’intera squadra, migliorata nel gioco con minor spreco di energie. Terzino, all’occorrenza attaccante, mai domo, benvoluto da dirigenti, giocatori, dall’appassionato pubblico bustese.

Porta Vitaliano, abbastanza rude, mai domo, implacabile marcatore dell’ala avversaria. Gli viene sussurrata maggiore attenzione al pallone, meno agli stinchi avversari.

Azzimonti Giuseppe, Pinin, il cavalleggero, dribbla a perdifiato, ha un gioco di passaggi bellissimo, è quasi seccato quando il pubblico l’applaude, non dice una parola nell’arco di una partita. Segna gol stupendi, è il beniamino della squadra. Appartiene al ceppo bustocco dei “Cattoni panettieri,” e allorché la Pro Patria vince,  “cin ghei in meno ùl pan al chilu“.

Tosi Giovanni, ala sinistra di classe, velocissimo, positivo nelle centrate in piena velocità per i compagni di squadra, insostituibile. E’ anche ottimo quattrocentista militante, all’occorrenza con prestazioni positive.

Crosta Valentino, mezza sinistra, scapigliato, con le sue folate porta scompiglio agli avversari. Tira forte, dribbla  bene,  segna bei gol.

Ronzoni Valentino, terzino, buono nei contrasti, negli arresti di precisione, nelle entrate a tempo sugli avversari.

Ho attinto per quanto riferito sopra dal “Bollettino Ufficiale Mensile” edito nel 1920 dalla Pro Patria et Libertate-Unione degli Sports Bustesi, consultabile presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Si va e si torna in giornata dalla città del Giglio, si trova pure il tempo per fare visita ad una “Buca” nei pressi del Duomo per assaporare prelibatezze locali e venirne via beati e contenti.

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