PRIMO PASSO VERSO LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA
Il Consiglio comunale “sblocca” la caserma dei Carabinieri

Si sblocca anche in via ufficiale il caso della caserma di via Bellini, che da oltre dieci anni attende di accogliere i Carabinieri. Martedì sera il Consiglio comunale ha approvato la delibera che ratifica l’accordo

GIOGARA

Riccardo Canetta

Busto Arsizio

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Dopo l’annuncio del sindaco Emanuele Antonelli, si sblocca anche in via ufficiale il caso della caserma (fino a oggi “fantasma”) di via Bellini, che da oltre dieci anni attende di accogliere i Carabinieri. Martedì sera il Consiglio comunale ha approvato la delibera che ratifica l’accordo tra l’amministrazione e la curatela fallimentare di Edilteco, la società costruttrice dell’immobile. Il Comune si appresta ad acquisire la parte dello stabile che verrà utilizzata come caserma vera e propria, mentre gli alloggi inizialmente destinati ai militari rimarranno al costruttore.

Sull’approvazione, che rappresenta un punto importante messo a segno dall’amministrazione Antonelli, pendevano le perplessità della Lega Nord, legate al fatto che le forze dell’ordine non possono spostarsi in strutture che comportino un affitto superiore a quello attuale. Troppo pochi, in sostanza, i diecimila euro annuali. A ciò si aggiungono i sospetti di danno erariale legati alla cessione della palazzina con gli alloggi. Per questo, le “chiacchiere” dietro le quinte sono state più concitate del solito e, al momento di discutere il punto, il capogruppo Ivo Azzimonti ha chiesto una breve sospensione dei lavori per un approfondimento (ripetuta anche al momento del voto).
Antonelli ha ripercorso l’annosa vicenda, che ha visto la mancata stipulazione del contratto di locazione col Ministero e il fallimento di Edilteco, che ha poi citato il Comune. “Vogliamo porre fine a un contenzioso che giudico tutt’ora pericoloso per noi – ha osservato il primo cittadino – Questa soluzione bonaria ci permette di inserire la struttura nel nostro patrimonio e di consegnare una sede più dignitosa ai Carabinieri. Legali e revisori dei conti ci hanno dato rassicurazioni sulla strada da noi intrapresa. Appena approveremo la delibera, la presenteremo alla Corte dei Conti e, finché non avremo un parere positivo, non sottoscriveremo l’atto notarile”.

“Questo intervento ci tranquillizza – ha spiegato il leghista Gianfranco Tosi – Ma non è accettabile che il governo si prenda un bene che potrà mettere a reddito dopo il trasferimento dei Carabinieri, per poi pagare per la nuova caserma un canone inferiore rispetto alla rendita di quella vecchia. Per la palazzina di via dei Mille (che ospita i richiedenti asilo, ndr) si spendono milioni, mentre è risibile quello che il Ministero riconoscerebbe per un edificio che ha una funzione così importante”.

Dello stesso avviso il collega di partito Azzimonti, che ha chiesto al sindaco di impegnarsi a chiedere più personale, “diversamente da quanto avvenuto con il nuovo commissariato di Polizia”, valutando anche l’ipotesi di una diversa destinazione per l’immobile (e l’atto approvato non vincola l’assegnazione all’Arma).

La capogruppo del Pd Valentina Verga ha fatto notare che “la partita doveva essere chiusa nel 2001, quando la Prefettura ha fatto sapere che non era possibile procedere. Invece, i lavori sono proseguiti e terminati, e oggi ci ritroviamo in questa situazione”. E all’assessore ed ex sindaco Gigi Farioli che ha attribuito le colpe a Roma, Massimo Brugnone (Pd) ha replicato che “dal 2001 al 2005 il presidente del Consiglio era Berlusconi”. Immancabile la polemica con Antonelli: “Visto che al Pd i soldi li danno, come a Varese, portate voi un po’ di fondi a Busto”.

Gianluca Castiglioni (Busto al Centro) si è detto soddisfatto: “Una situazione incancrenita sembra trovare uno sbocco. Ma questa è solo una prima fase e molti quesiti devono trovare ancora risposta”. La delibera, alla fine, è stata approvata con il voto favorevole (anche) della Lega.

 

In precedenza, l’assise aveva accordato il rientro del ramo d’azienda di Agesp Attività Strumentali (dedicato alla gestione del patrimonio immobiliare del Comune) e dei due dipendenti che ci lavorano, e il rinnovo dell’affitto delle reti idriche ad Alfa.

Sul primo punto, il presidente dell’assemblea Valerio Mariani ha sottolineato come “un progetto che doveva risolvere diverse questioni in realtà si è rivelato un problema”. Pronta la replica della leghista Paola Reguzzoni: “Il mondo Agesp ha portato contributi al bilancio del Comune a volte superiori ai 4 milioni. Non si può parlare di fallimento”.

Via libera anche all’ampliamento della comunità alloggio Brugnoli-Tosi, presieduta (attraverso la fondazione Anffas Lions Mario Ravera) da Pietro Magistrelli e alla realizzazione di una chiesa Mormone a Sant’Edoardo, tra via del Passero, via del Bosco e viale Borri.

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