Omicidio in ambito familiare
Il fratello della compagna confessa l’omicidio di Gennaro Tirino

Antonio Calello, 29enne di Legnano, ha confessato l’omicidio. Avrebbe agito in difesa della sorella, più volte maltrattata, picchiata e perseguitata dalle condotte vessatorie del Tirino

Una foto di Gennaro Tirino

Alessio Murace

legnano

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I carabinieri di Legnano, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Investigativo di Monza e coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Nicola Rossato, hanno fermato l’assassino, reo confesso, di Gennaro Tirino, il trentottenne di Castellanza ucciso con sette colpi di pistola la mattina di mercoledì 27 settembre in via Tasso a Legnano. L’arrestato è un uomo di 29 anni, Antonio Calello, meccanico incensurato residente a Legnano. Il fermato è il fratello della convivente della vittima.

Il movente. Calello avrebbe agito in difesa della sorella,  più volte maltrattata, picchiata e perseguitata dalle condotte vessatorie del Tirino. Le attività investigative sono partite dalla valutazione di ogni ipotesi, avendo la vittima diversi precedenti penali, tra cui una condanna per aver violentato, nel 2006, due ragazzine di 13 e 17 anni, per poi concentrarsi sull’ambito più strettamente familiare delle sue conoscenze e frequentazioni.

Fino al 25 settembre, la ragazza non aveva mai sporto denuncia per i maltrattamenti del compagno. Poi, nella notte tra domenica e lunedì, subì un’aggressione talmente violenta da rendere necessario l’intervento della Polizia e dei sanitari del 118. Da lì, Calello avrebbe maturato la decisione di punire l’oppressore della sorella.

La confessione. Nell’immediatezza dei fatti, i Carabinieri di Legnano hanno raccolto le testimonianze di venti persone e operato numerose perquisizioni locali. In particolare, in quella effettuata presso l’appartamento del fermato, sono stati trovati e sequestrati 3 proiettili calibro 7,65, stesso calibro di quelli che avevano raggiunto la vittima. Calello è stato quindi rintracciato e, una volta condotto presso la caserma di Legnano, sottoposto ad interrogatorio nel corso del quale, reso edotto delle evidenze investigative acquisite, ha ammesso le proprie responsabilità.

La ricostruzione. L’arrestato ha detto di aver ucciso il Tirino al culmine di una lite, con la pistola che la stessa vittima gli aveva puntato contro. Calello, durante la colluttazione, avrebbe infatti disarmato l’avversario, prima di sparargli addosso sette colpi di pistola.

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