“Mobilis in mobile - Fare impresa nella società liquida” entusiasma la platea
Il futuro (che è già oggi) si chiama “fabbrica felice”

Successo di pubblico per la prima presentazione ufficiale di Mobilis in mobile”, il nuovo libro di Luciano Landoni, edito dalla GMC Editore. L’autore ne ha parlato con Riccardo Comerio, presidente Univa, e con Vittorio D’Amato, direttore del Centro sul cambiamento, la leadership e il People Management della Liuc

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Busto Arsizio

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Grande successo di pubblico per la prima presentazione ufficiale di Mobilis in mobile. Mobile nell’elemento mobile, fare impresa nella “società liquida”, il nuovo libro di Luciano Landoni, giornalista esperto di tematiche economiche e responsabile della collana “Romanzi industriali” di GMC Editore: l’autore ne ha parlato con Riccardo Comerio, presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese (Univa), e con Vittorio D’Amato, direttore del Centro sul cambiamento, la leadership e il People Management della Liuc-Business School, nel corso di una tavola rotonda moderata dal direttore di VARESEFOCUS Davide Cionfrini e ospitata nella sala conferenze della sede di Busto Arsizio di Univa.

«È un libro che parla delle imprese del nostro territorio e non solo, scritto da un giornalista che di storie d’impresa nel corso della sua carriera professionale ne ha raccontate parecchie» ha esordito Cionfrini, ricordando che il volume ha diffusione nazionale grazie alla collaborazione di GMC Editore con TraccePerLaMeta.

«Mobilis in mobile è anche frutto di un lavoro collettivo, perché se è vero che in un libro la parola è fondamentale, non bisogna dimenticare che la veste grafica ha una notevole importanza, quindi devo ringraziare tanto il direttore editoriale di GMC Editore Massimo Castiglioni, ideatore della copertina, per la sua genialità grafica quanto il nostro stampatore di fiducia, Marco Dardelli, titolare di Alpha Print di Busto Arsizio. Lui e suo padre Carlo, purtroppo scomparso l’anno scorso, hanno sempre fatto in modo che i miei libri avessero una veste qualitativamente pregevole. Un grazie sentito anche al mio direttore-editore Gianluigi Marcora – ha detto Luciano Landoni – Ho raccolto 35 storie di aziende molto diverse tra loro, ma legate da un filo conduttore: quella della passione degli imprenditori per il proprio lavoro, che li porta a non vedere le difficoltà come alibi, ma piuttosto come stimoli a dare il meglio ogni giorno insieme ai loro collaboratori. Mi hanno dimostrato come nelle loro aziende sia vero che l’ottimismo della volontà sconfigge il pessimismo della ragione. Ho intervistato persone molto pragmatiche, che rifuggono le formule stereotipate e sono curiose di quello che porterà il domani, non spaventate. Insomma, in questo libro i lettori troveranno una serie di esempi trascinanti della capacità di fare bene cose belle».

Sui grandi risultati raggiunti dalle imprese italiane si è soffermato anche Riccardo Comerio: «Il nostro sistema Paese presenta indubbiamente delle difficoltà, ma non piangiamoci addosso. Non dimentichiamo che, secondo una recente indagine di Fondazione Edison, su 5000 prodotti al mondo l’Italia è leader mondiale nella produzione di 800. Siamo la seconda economia dell’Unione Europea e la quinta a livello mondiale. Diamo merito alle nostre industrie. Se ogni giorno iniziamo a lavorare alle otto del mattino con un costo energetico superiore del 30% e con un costo del lavoro superiore del 20% rispetto a quello dei nostri competitor dell’Eurozona eppure riusciamo comunque a vincere alle sei di sera, significa che siamo molto bravi. Ogni tanto è bello trovarlo scritto nero su bianco, come nel libro di Luciano Landoni».

E questa bravura consiste anche nella capacità di innovare ed essere creativi: «Le imprese sono comunità di persone e se una volta per avere successo era sufficiente che il titolare avesse un’idea veramente brillante ogni cinque o dieci anni, oggi per rimanere competitivi ne serve una ogni otto mesi, quindi è necessario il contributo di tutti – ha sottolineato Vittorio D’Amato – Il leader non ha più dei seguaci, ma dei collaboratori che possono avvalersi di competenze sempre maggiori. Le aziende di oggi devono puntare sulla creatività di tutti e ad ogni livello, in modo da far leva più sulle competenze che sui prodotti».

Concetti rimarcati dal presidente di Univa: «Trent’anni fa in azienda avevamo dei prestatori d’opera, mentre oggi il mondo del lavoro è profondamente cambiato – ha detto Comerio – C’è stata la quarta Rivoluzione industriale e la tecnologia ha reso tutto interconnesso, portando imprenditori e collaboratori a sviluppare competenze nuove per stare al passo. È questa l’industria 4.0 di cui si parla tanto, una rivoluzione culturale all’interno dell’azienda».

Sollecitato da Cionfrini, l’autore di Mobilis in mobile ha illustrato al folto pubblico presente i temi che più l’hanno più colpito tra i tanti affrontati nel corso delle sue visite nelle imprese: «Nell’introduzione del libro, il manager Fausto Benzi ha riportato una frase di John Stuart Mill, il quale sosteneva che “Un uomo con fede è uguale ad un gruppo di 99 persone che abbiano solo interessi terreni”. Ecco, io ho intervistato una serie di persone che hanno una ‘fede’, nel senso che credono fermamente in quello che fanno. Molti di loro possono essere definiti “imprenditori rinascimentali”, che hanno saputo trasformare le loro passioni in business di successo. E trasmettono questo amore per il lavoro a chi sta loro intorno: mi è rimasta impressa l’espressione usata da uno degli intervistati, che mi ha parlato del teorema della “doppia effe”, ovvero la “fabbrica felice”. Se le persone sono felici sul posto di lavoro, rendono più del massimo».

Del resto, «tornare a parlare di passione ed emozioni è fondamentale. Le competenze tecniche del leader vanno date per scontate, quindi per dare un autentico valore aggiunto è chiamato a portare in azienda il proprio entusiasmo, influenzando positivamente lo stato emotivo di tutti i collaboratori» ha concluso D’Amato.

Fra i numerosissimi imprenditori presenti, Rita Zaro (Zaro Carni Spa), Giuseppe Scarpa (presidente di Confindustria Alto Milanese), Gian Angelo Mainini (past president Confindustria Alto Milanese), Gianluca Marvelli (Koh-I-Noor Spa), Vittorio Ballerio (Banks Group), Luigi Panno (IoBoscoVivo Srl), Agostino Molina (Molina & C. Spa), Enzo Muscia (A Novo Italia Srl), Rossana Della Foglia (Ross Color Srl), Luigi Peroni (CBS Srl), Roberto Colombo (Calzature Colombo), Simona Colombo (Bfm Srl).

Fra le autorità istituzionali, il Sindaco di Castellanza Mirella Cerini, il Vice Sindaco di Villa Cortese Giambattista Bergamaschi, l’Assessore alla Cultura di Busto Arsizio Paola Magugliani e l’Assessore allo Sviluppo Territoriale di Busto Arsizio Isabella Tovaglieri.

(Testo a cura di Lucia Landoni – foto Giovanni Garavaglia)

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