CASO INCENERITORE
Il futuro di Accam

Piaccia o no, la struttura ACCAM resterà operante ben oltre il 2021. Farlo prima, i soci (Amministrazioni comunali) dovranno sborsare quote di ripristino area, liquidazione dei fornitori, demolizione degli impianti, ristrutturazione che non hanno e che non mettono a preventivo

Gianluigi Marcora

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Piaccia o no, la struttura ACCAM resterà operante ben oltre il 2021. Farlo prima, i soci (Amministrazioni comunali) dovranno sborsare quote di ripristino area, liquidazione dei fornitori, demolizione degli impianti, ristrutturazione che non hanno e che non mettono a preventivo.

Facile per il Comitato del NO ad ACCAM volere la chiusura dell’impianto. Difficile (direi proibitivo) è attuarla tenendo pure conto del personale operante, delle penali da pagare e di tutti gli oneri che ne conseguono.

All’Assemblea ACCAM convocata a Palazzo Gilardoni a Busto Arsizio, hanno partecipato i soci di ACCAM e certi toni si sono ammorbiditi, mentre altri sono apparsi su una linea interlocutoria, come quelli (14 Comuni) che hanno chiesto alla Presidente ACCAM, Bordonaro “lumi su chi ha prodotto l’intera somma debitoria”.

Poi, il “botto” del Sindaco di Busto, Antonelli: “occorre studiare un nuovo Piano Industriale per ACCAM” il che vuol dire, mantenere gli impianti attuali, aggiornarli in base alle nuove tecnologie, “costringere” i soci ad avere nuovi oneri finanziari da mettere a bilancio per usufruire di ACCAM per lungo tempo e non certo sino al 2021 (gli investimenti vanno ammortizzati e, per farlo, occorrono molteplici Esercizi di gestione).

Il fatto che il Sindaco Antonelli “non ha mosso un dito” così l’ha accusato la vice Sindaco di San Giorgio su Legnano, Linda Morelli, “per riunire un tavolo tecnico che ipotizzasse un futuro per ACCAM con l’impiego di nuove tecnologie” avvalora la tesi che “di spegnere l’inceneritore” nessuno ne parla più.

Il “problema Salute” va risolto, ma “un occhio” importante va rivolto alla “faccenda economica” che non è rosea per nessuno. Inutile quindi appellarsi al “abbiamo già dato” di Borsano che non ha l’aria diversa dal Circondario e che deve sopportare l’inceneritore con tutto l’indotto come il Circondario.

Come andrà a finire? Pensando all’ILVA di Taranto, appare evidente che non ci sarà una “trattativa” che andrà per le lunghe, ma (come appare evidente) la questione sarà Politica e dentro la Politica ci sta tutto: Salute, Economia, Tasse e ipotesi per il futuro.

Le “alzate di scudi” dei Comitati o di chi vorrebbe spostare l’inceneritore o migliorarlo con precise regole, fanno parte della discussione. Il problema “smaltimento rifiuti” e nella fattispecie ACCAM, resta aperto.

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