SPECIALE - PRO...NTI AL DEBUTTO
Il mago Turotti, il marziano Javorcic e l’uomo dei calendari

Sacrificio, grinta e senso di appartenenza: basteranno gli storici valori della Pro a far quadrare il cerchio? Ecco come la pensa il giornalista Silvio Peron

Mattia Brazzelli Lualdi

Busto Arsizio

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Il campionato è ormai alle porte e chi meglio di Silvio Peron, il giornalista per antonomasia del mondo tigrotto, può introdurci alla prima giornata della stagione 2019/2020?
Alla superba penna biancoblù il compito, pardon il piacere, di farci viaggiare con la fantasia, senza mai dimenticare chi siamo e da dove veniamo

Orizzontale, verticale, in lungo e in largo senza andare di traverso. E siamo già avanti trascurando alcune fasce orarie che fanno imbestialire mogli e fidanzate. Compilare un girone o stilare un calendario, in un’era storica altamente tecnologizzata, diventa un affare di stato.
Eppure, agli albori del calcio dilettantistico che si avviava verso il business, un indimenticato collega, Luigi Mondini, allora collaboratore della Lnd varesina, prendeva carta e penna, incrociava le squadre e in un notte era fatta.

Adesso, mettila come vuoi, c’è sempre qualcuno che si lamenta. Paturnie che diventano alibi perché, oggi come allora, quello che avviene fuori dal rettangolo verde sono quisquiglie. Solo là dentro succede quello che conta. I sogni diventano realtà, gli errori pesanti macigni, la tattica un fattore, mentre la tecnica non si compra al mercato delle pulci.

Quali di questi petali deporranno a favore della Pro Patria?
L’ipotesi più plausibile è che al ventaglio s’aggiunga il carattere e l’impegno, per tutti, a diventare migliori.

Altro tema: nel campionato che comincia si mutueranno le esperienze – che a volte hanno fatto rima con magnificenze – dello scorso campionato?Domanda capziosa che assomiglia a un nido di vespe. Repetita iuvant a tutti i costi siamo fritti come la patatina della Ca’ Turbin (nota osteria della Val Vigezzo, metà del turismo bustocco ndr). Sarà dura, mettiamocelo in testa. Senza paura né pregiudizi guardiano nel nostro orto e in quello del vicino. L’erba su cui corrono i tigrotti è verde, ma quella di alcuni condomini sembra un nutriente pascolo di montagna.

Qui bisogna contare anche il centesimo perché la presidente Patrizia Testa, se possibile, è ancora più sola; oltre il recinto si può anche scialare. A meno di ribaltoni e sorprese, a Busto, sarà così per un po’.
Dunque il mago Turotti ha pronte nuove magie, ma occhio agli eccessi di garantismo.

E occhio anche al valore aggiunto che si chiama Ivan Javorcic perché è sì straordinario, ma non è un marziano: e su Marte ci si va con mezzi adeguati.
Lui, come Turotti, sono le chiavi per accreditarsi a un campionato che non è quello scorso. Proviamo a fare un cernita e diteci qual è la squadra materasso. Contato fino a cinque, non ce ne viene in mente una. Semmai aggiungendo altre dita al nostro conto scopriamo che dalla cintola in su c’è una bella lotta.

La corsa alla spesa non ha contemplato la voce “braccino corto”, anzi: chi ha fallito lo scorso anno la promozione in B ci riprova. Nomi? Arezzo, Siena, Carrarese. Dimenticato qualcuno? Già il Monza che tiene a battesimo la nuova Pro. Una squadra di assi (per la categoria) e una società da guinness dei primati mondiali (leggasi sette Coppe dei Campioni) attrezzata per il doppio salto dalla C alla A.
Poi le outsider dal passato illustre come Como e Lecco, oppure un Pontedera che stavolta non rinuncerebbe ai playoff.

Dicono che vincere aiuta a vincere e la Pro Patria ci prova, fedele alla sua storia in cui sacrificio, grinta e senso di appartenenza sono valori. Valori veri per uomini veri. E il portafoglio, in questo caso, è un trascurabile dettaglio.

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