Il poeta di Gaeta

Ѐ ora di Dialetto Bustocco! Non per niente ho qui sottomano una poesia di Mario Candiani che ha pubblicato su “Comunità” di febbraio con lo pseudonimo di “Il poeta di Gaeta”...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Sveglia ragazzi. Ѐ ora di Dialetto Bustocco! Non per niente ho qui sottomano una Poesia di Mario Candiani che ha pubblicato su Comunità di febbraio con lo pseudonimo di IL POETA di GAETA. La Poesia si intitola (guarda caso) A svéglia (la sveglia) che si legge proprio con la e accentata.

L’han ùsta fòa in vedrina – tra tàn relogi in un cantòn. L’ha gha piasèa : la fà a sò figuina sa la metàn sul cifòn” – la custèa tri franchi’in lùa “Giuàn, ti gha n’è in sacogia a sè…” in viagiu da spusu, chèla basùa, a voia han duù mandala indrè – ma candu in turnài, ‘na sia, in dul parlà da Genua, s’in rigurdà dàa svèglia e han sentì a vòia da pudè vidèla in cà – Palancon su palancon han risparmià , inlua i tempi ìan insci, – e dopo ùl fià han tià in tri mesi, pian pian in riusì. – “che bela Giuàn, a la ma piasi , la caegu mèn o tel fe tì, va pian, girala adasi, metèmala in sul cifòn , la sta bèn da lì – Tuci i sìi , par ann l’han caegàa, setantacenchi, a di a veità e l’e in sti ann, la se mai fermàa, mai un minutu  a la saltà. – Mo l’è lì in sul cifòn, la tègn a dù vegi cumpagnìa che par man i fissan àa stagiòn e cunt’ùl sò tic tac , la tìa sia sin a candu Lù vorrà.

Prima di tradurla, lasciatemi dire che la Poesia è di una delicatezza infinita. Racconta di una coppia di sposi e di un desiderio condiviso. Acquistare una sveglia. I due coniugi hanno realizzato il sogno risparmiando “palanconi su palanconi” e qui si nota pure la tradizione e l’origine del Dialetto Bustocco. Le “palanche” sono i soldi Liguri e Busto Arsizio è proprio di origine Ligure, facendo proprie sia la lingua sia le tradizioni di Genova e dintorni. La vita dura dell’epoca ha tracciato la… via del risparmio, fonte di ricchezza per il futuro. Una volta si era quasi obbligati a “metter via” per la vita che viene. Che comprende tante aspettative e tante ipotesi di autentico miglioramento. E quelle persone hanno costruito l’ossatura della società attuale per garantire benessere, frutto di lavoro e di sacrifici. E… vediamo come andrà a finire!

Ed ora la “traduzione” scritta dallo stesso “Poeta di Gaeta” che mi limito a ricopiare.

In vetrina l’avevano vista (la sveglia) tra orologi in un angolino – lo stile subito li conquista “vedrai starà bene sul comodino” – costava tre lire, erano tante “Giovanni, di soldi ne hai?” in viaggio di nozze i contanti, allora erano pochi , questo il guaio – ma quando tornati a casa, una sera parlando di Genova si sono ricordati, hanno studiato subito la maniera per potere essere accontentati (cioè, acquistare la sveglia) – soldo su soldo hanno risparmiato – i tempi allora erano così – dopo tre mesi hanno tirato il fiato e la sveglia era in casa, era lì. “Che bella, Giovanni, mi piace, la carico io o lo fai tu. Fai piano se sei capace, mettila sul comodino, non ne posso più” – Per 75 anni l’hanno caricata – uniti nel tempo che se ne va – lei negli anni non si è mai fermata e segnerà il tempo sino a quando Lui (quanto rispetto nei confronti di Dio) vorrà – Ora è lì (la sveglia) sul comodino – a due vecchi tiene compagnia – col suo tic tac accompagna lì vicino – la loro stagione che se ne va via.

Poesia frizzante, ma pure un tantino melanconica. Del resto, la vita va e occorre (tutti) farsene una ragione. Ciò che resta – tuttavia – è proprio il valore della vita. Che va tutelato e difesa a oltranza… fino alla fine.

Copyright @2018

DALLE RUBRICHE