Elezioni politiche e regionali
Il vademecum per il voto di domenica 4 marzo

Domenica 4 marzo si vota in Italia per eleggere i nuovi membri della Camera e del Senato. Da noi, in Lombardia, gli elettori sono chiamati a eleggere anche il nuovo Governatore regionale. Si vota solo domenica, dalle 7 alle 23

Busto Arsizio

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Domenica 4 marzo si vota in Italia per eleggere i nuovi membri della Camera e del Senato. Da noi, in Lombardia, gli elettori sono chiamati a eleggere anche il nuovo Governatore regionale. Per Palazzo Lombardia è una corsa a sette tra Attilio Fontana (candidato del centrodestra), Giorgio Gori (centrosinistra), Dario Violi (5 Stelle), Onorio Rosati (Liberi e Uguali), Giulio Arrighini (Grande Nord), Massimo Gatti (Sinistra per la Lombardia), Angela De Rosa (Casa Pound).

Dove si vota
Nelle sezioni elettorali del proprio Comune di residenza. Le sezioni sono indicate sulla tessera elettorale e ogni Comune può fornire maggiori informazioni sulle proprie sezioni.

Quando si vota
Dalle 7 alle 23, solo domenica 4 marzo. A differenza di altre elezioni politiche, i seggi non saranno aperti di lunedì.

Chi può votare
I cittadini lombardi sono chiamati a rinnovare la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica e ad eleggere il nuovo Consiglio regionale e il Presidente della Regione. Agli elettori che hanno compiuto 25 anni saranno consegnate tre schede: una verde per le elezioni regionali e due per le elezioni politiche: gialla per il Senato e rosa per la Camera dei Deputati. Saranno invece due le schede consegnate agli elettori con meno di 25 anni: verde per le elezioni regionali e rosa per la Camera dei Deputati.

Quando si sapranno i risultati

Lo spoglio per il Parlamento comincia subito dopo la chiusura dei seggi, alle 23 di domenica. Per conoscere il governatore bisognerà invece aspettare il giorno dopo: lo scrutinio delle schede regionali comincerà lunedì 5 marzo alle 14

Come si vota

L’Associazione culturale “Area Giovani” di Castellanza ha predisposto dei fac-simili di schede elettorali (Camera dei deputati, Senato, Regione) attraverso cui è possibile “spiegare” le metodologie di voto per le elezioni politiche e per quelle regionali.

Premessa, la legge elettorale, meglio nota come “Rosatellum”, prevede un sistema misto: una quota dei parlamentari (circa un terzo) è eletta in collegi uninominali, la parte restante viene eletta con metodo proporzionale (attraverso listini bloccati e senza preferenze).

Si deve tenere presente che non è previsto il cosiddetto “voto disgiunto”: non è cioè possibile barrare il simbolo di una lista e un candidato non collegato alla lista stessa.

La Camera è composta da 630 deputati: 386 eletti con il proporzionale e 232 eletti nei collegi uninominali (12 eletti nella circoscrizione estero).

Il Senato è composto da 315 senatori: 109 eletti nei collegi uninominali, 193 eletti con il proporzionale, 1 eletto in Val D’Aosta con il collegio uninominale, 6 in Trentino Alto Adige (6 circoscrizione estero).

Le schede per Camera e Senato riportano uno spazio dedicato al candidato del collegio uninominale (qui vince il seggio chi ottiene più voti, ne basta uno in più dell’avversario), al di sotto di questo spazio c’è la zona dedicata alla parte proporzionale (ci sono il simbolo della lista o i simboli delle liste, in caso di coalizioni, collegate al candidato uninominale; c’è poi l’elenco dei candidati al plurinominale).

Se si barra il nome del candidato, il voto è esteso anche alla lista; in caso di più liste, viene ripartito in proporzione ai voti ottenuti nel collegio.

Se si barra il simbolo, la preferenza espressa per la lista si estende anche al candidato all’uninominale.

Il voto è valido nel caso vengano barrati sia il nome del candidato all’uninominale sia la lista ad esso collegata.

Per quanto riguarda la scheda relativa alle elezioni regionali, in essa sono indicati i nomi dei candidati alla presidenza della Regione Lombardia e sulla sinistra rispetto ai nominativi sono riportati i simboli delle liste che sostengono i candidati stessi.

Nel caso del voto regionale è possibile il cosiddetto “voto disgiunto”.

Sempre per le regionali, l’elettore potrà barrare il nome del candidato presidente e indicare due nominativi (un uomo e una donna) di una lista che sostiene il candidato medesimo, oppure, in alternativa, vista la possibilità del “voto disgiunto”, sarà possibile scegliere il nome di un candidato e i nomi di due rappresentanti di una diversa coalizione (un uomo e una donna).

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