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Imparare a imparare (sempre) per fare quello che si vuole veramente fare

Il Centro studi di Confindustria presentando il rapporto “Le sfide della politica economica” ha denunciato una vera e propria “emergenza giovani”. Il “vero tallone d’Achille – ammonisce il rapporto – della nostra economia”. Una grave, anzi gravissima distruzione di “capitale umano” che, non trovando sbocchi occupazionali nel Belpaese, se ne va all’estero con un costo complessivo per l’intero sistema Paese, tra pubblico e privato, di 14 miliardi, quasi un punto percentuale di Pil. Nel 2008 le “menti d’opera” in fuga sono state 21.000 e nel 2015 l’emorragia di cervelli è più che raddoppiata: 51.000 E’ basilare, prima di subito, arginare un simile spreco e fare in modo che l’Italia (ri)torni a essere un Paese per  giovani. La funzione dell’istruzione superiore, in proposito, è di una rilevanza strategica.

Alla Liuc-Università Cattaneo ne sono pienamente consapevoli, tanto è vero che il piano di assistenza/affiancamento delle matricole (caratterizzato da due giornate di impegno intenso) riveste un’importanza assoluta nell’ambito del percorso formativo universitario.

Impara facendo, fin dal primo giorno” è la formula che connota l’iniziativa dell’ateneo nella fase dell’accoglienza dei neo-iscritti.

“Vogliamo coinvolgere immediatamente e direttamente gli studenti – spiega il professor Vittorio D’Amato, responsabile della Scuola di Economia e Management dell’Università – chiamandoli, una volta suddivisi in gruppi di lavoro, a realizzare un progetto e a risolvere un problema operando in team. La nostra didattica innovativa si basa sul learning by doing”.

In rapporto al progetto formativo nel suo complesso, il confronto fra le matricole e chi, dopo la laurea in Liuc, è diventato protagonista del mercato del lavoro riveste un particolare significato.

Quest’anno i quattro laureati “made in Carlo Cattaneo” che hanno illustrato il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze professionali ai neo-iscritti sono stati: Paola Caracciolo (laureata in Economia Aziendale e giovane imprenditrice alla guida di Opificio V Milano, una start up specializzata nella realizzazione di calzature vegane di lusso); Mauro Doni (laureato in Economia Aziendale e general  manager di Fujifilm Europe GmbH, la maggior società mondiale nel campo della fotografia e dell’acquisizione di immagini); Paola Garavello (laureata in Ingegneria Gestionale e responsabile dell’organizzazione e delle risorse umane del Gruppo Coesia, costruzione macchine per il packaging); Giampaolo Sala (laureato in Economia Aziendale e managing director dell’azienda di famiglia Interfluid, leader a livello internazionale nella produzione di sistemi per oleodinamica, pneumatica e alta pressione).

Sollecitati dalle domande del rettore della Liuc Federico Visconti, i quattro professionisti hanno fornito ai giovani studenti le rispettive “visioni esperienziali”.

“Cinque anni fa, dopo aver sviluppato prevalentemente il mio lavoro nel settore del marketing, ho sentito il bisogno di realizzare qualcosa di mio, di originale. E’ così – ha detto Paola Caracciolo – che ho puntato sul business della moda, con la creazione di calzature vegane”.

“Dapprima ho lavorato in una piccola impresa della provincia di Varese, poi mi sono occupato della distribuzione di video giochi entrando in contatto con Microsoft dove sono approdato e dove sono rimasto per 15 anni. Adesso il mio compito – ha sostenuto Mauro Doni – è cercare di ‘trasportare’ un progetto analogico in un mondo digitale. Una sfida difficile e stimolante”.

“Mi sono laureata in Ingegneria nel 2005 e dopo uno stage che mi ha insegnato veramente tanto in BTicino sono entrata nel programma Erasmus e ho lavorato in Irlanda, successivamente sono entrata a far parte di una grande società di consulenza aziendale e poi sono arrivata in Italcementi: unica donna in mezzo a tanti ingegneri uomini. Ora lavoro in Coesia – ha precisato Paola Garavello –  e mi occupo della gestione delle risorse umane. Gli studi universitari  mi sono stati utilissimi e mi hanno aiutato ad ‘aprire la mente’ e a fronteggiare la concorrenza del mercato del lavoro”.

“Anch’io ho partecipato a Erasmus in Finlandia, la tesi l’ho fatta in Estremo Oriente e ho effettuato degli stage in Mercedes a Milano. Infine, sono entrato nell’azienda di famiglia e, grazie a quanto appreso in Università, ho seguito e incentivato – ha spiegato Giampaolo Sala – il suo processo di internazionalizzazione”.

Qual è (se c’è) il “Fattore X”  grazie al quale raggiungere il successo?

“La cosa più importante è imparare. Senza mai smettere di volerlo fare e dandosi un metodo per gestire se stessi e gestire le persone con cui si collabora”, è stata l’indicazione di Mauro Doni.

“Sono d’accordo. E’ indispensabile aggiornarsi continuamente. Nella mia azienda, con l’avvento dell’Industria 4.0, è stato necessario ‘adeguare’ i nostri prodotti affinché potessero ‘dialogare’ con il mondo esterno. Internet ti mette a disposizione una quantità praticamente infinita di informazioni/soluzioni, l’abilità – ha fatto presente Giampaolo Sala – sta nel saperle selezionare”.

“Il segreto è solo uno ed è anche divertente: continuare a inventarsi! Io sono passata dalla vendita di scatolette di tonno, quando lavoravo in una catena di supermercati, al mercato del lusso nel settore moda”, ha raccontato Paola Caracciolo.

“Bisogna avere il coraggio di provare, di sperimentare!” è stato il consiglio di Paola Garavello.

Qual è il punto di forza e qual è la “debolezza” dei giovani d’oggi?

“I giovani sono molto ‘svegli’. E’ il mondo attuale che li obbliga ad esserlo. Cercate di avere più ‘fame’ di imparare, fare, sperimentare. Cominciate a lavorare in una piccola azienda per evitare di trasformarvi, da subito, in un semplice ‘tassello’ di un processo”, è stato il suggerimento di Mauro Doni.

“Molti ambiscono ad andare in grossi gruppi. Chi viene da noi e si immedesima nella mission aziendale si realizza come persona. Ve lo posso garantire. Le competenze e le conoscenze che ci sono in Italia sono veramente straordinarie, ce lo riconoscono all’estero”, è stata l’indicazione di Giampaolo Sala.

“I giovani sono molto creativi. L’importante è essere entusiasti di ciò che si fa. Fate quello che veramente vi piace e badate alla qualità del vostro lavoro”, è stata l’esortazione di Paola Caracciolo.

“Siate umili e mai arroganti. Imparate a lavorare con gli altri. L’individuo, per quanto bravo, non potrà mai fare tutto da solo. Utilizzate fino in fondo le ‘leve’, e sono veramente tante, che avete a disposizione per imparare e crescere”, è stata la ricetta di Paola Garavello.