Intervista a Luca Spada, fondatore e presidente di EOLO Spa
“Fare impresa richiede coraggio”

Le parole di Luca Spada, fondatore, presidente e amministratore delegato di EOLO Spa, società italiana al 100%, attiva nel settore delle telecomunicazioni e specializzata nella connettività Internet, rappresentano una vera e propria iniezione di fiducia...

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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L’Istat ha rilevato una diminuzione della produzione industriale del 3,5% nel mese di dicembre scorso, rispetto al mese prima. Su base annua, dicembre 2018 su dicembre 2017, la regressione produttiva risulta pari addirittura al 7,3%. Sia nel 3° che nel 4° trimestre 2018 il Pil è diminuito e si teme che anche nel 1° trimestre 2019 la musica non cambi. Inutile giocare con le parole, i numeri parlano chiaro: il sistema Italia si trova in recessione. Diventa sempre più difficile credere che l’ottimismo della volontà possa prevalere sul pessimismo della ragione.

Difficile sì, impossibile no. “Guardi, da gennaio 2018 a oggi la mia azienda ha assunto 167 persone. Di queste, 104 hanno la residenza in provincia di Varese e 26 vivono a Busto Arsizio”.

Le parole di Luca Spada, fondatore, presidente e amministratore delegato di EOLO Spa, società italiana al 100%, attiva nel settore delle telecomunicazioni e specializzata nella connettività Internet, rappresentano una vera e propria iniezione di fiducia.

EOLO Spa è il principale fornitore di banda ultralarga wireless per il segmento residenziale e per quello delle imprese.

L’azienda è stata fondata nel 1999 a Varese (all’epoca si chiamava NGI e operava nel settori dei videogiochi) ed ora il suo quartier generale si trova a Busto Arsizio, nell’ultimo esercizio di bilancio ha fatto registrare ricavi per oltre 100 milioni di euro (+37% rispetto al precedente), occupa 450 dipendenti (fra Busto Arsizio, Roma e Padova), ha investito ad oggi più di 200 milioni di euro nell’implementazione della rete (350.000 famiglie e imprese collegate in Italia, con un tasso di crescita di oltre 10.000 nuovi clienti al mese) e prevede di investirne altri 300 da qui al 2021.

Presidente, il 2019 è cominciato, economicamente parlando, sotto “cattivi” auspici (forte calo della produzione industriale, blocco degli investimenti, rallentamento del commercio internazionale), è preoccupato per la sua azienda?

“Siamo molto attenti all’andamento del mercato per definire le nostre strategie, ma sono fiducioso per il futuro dell’industria italiana e per la crescita di EOLO. Continuiamo infatti a crescere in linea con le aspettative del piano industriale, confermando il fondamentale ruolo dell’azienda nel mercato domestico delle telecomunicazioni e affermandone il ruolo di leader del settore fixed wireless con una market share pari al 4% nei servizi ultra broadband. Siamo in prima linea al fianco dei territori italiani, nelle province e fuori dai centri città, abilitando le famiglie e le piccole e medie imprese che sono ancora soggette al cosiddetto ‘speed divide’ “.

L’occupazione, soprattutto quella giovanile, fatica a crescere e, nello stesso tempo, le imprese industriali non riescono a reperire le figure professionali a loro utili: come si spiega questo paradosso?

“La crescita di EOLO è legata in maniera positiva anche allo sviluppo del territorio dove si inserisce: oggi siamo più di 400 e contiamo su un network di oltre 8.000 collaboratori, installatori e partner commerciali. Proprio per far fronte al gap tra domanda e offerta di lavoro e livello di formazione necessaria, a partire da settembre 2018 abbiamo dato il via ad EOLO Factory, il nostro progetto di formazione e recruiting realizzato in collaborazione con la Fondazione ITS INCOM della quale EOLO è tra i soci fondatori. Con EOLO Factory offriamo corsi di formazione e un eventuale inserimento in azienda sia per profili tecnici che commerciali, formando prima in aula e poi sul campo i professionisti del domani. Ad oggi, abbiamo già inserito in azienda ben 23 persone nelle ultime 4 edizioni, tra profili tecnici e commerciali”.

Il welfare statale è entrato in crisi (le risorse sono sempre più scarse), si parla sempre più spesso di welfare aziendale: qual è la sua opinione in proposito?

“EOLO è nata da una intuizione di un singolo che ha trovato il gruppo di persone adatto a svilupparla, condividendo assieme idee e valori. L’attenzione al singolo è fondamentale per EOLO che, attraverso il welfare aziendale, cerca di rendere più semplice la vita delle persone legate all’azienda, offrendo servizi trasversali. Anche la nuova sede di EOLO, il campus Busto 2, inaugurata lo scorso maggio, è stata pensata secondo i nuovi valori dello smartworking con grandi open space insonorizzati, zone relax e postazioni per lavorare ovunque in un’ottica di condivisione del lavoro e delle idee ma anche del divertimento”.

Fare impresa, in Italia, continua a essere un’impresa: vero o falso? Cosa si deve fare per (ri)scatenare una ripresa degna di questo nome?

“Fare impresa richiede coraggio: da un lato il coraggio di proporre la propria idea sul mercato, e dall’altro quello di supportare economicamente le idee altrui, attraverso investimenti economici anche importanti. Il mio consiglio è quello di non avere paura delle novità e di correre qualche rischio, credendo nelle idee innovative e nei progetti disruptive che identificano un preciso bisogno del mercato e lo risolvono in maniera nuova. EOLO è nata così, quando, partendo dalle mie origini legate a Malgesso, un paesino totalmente ‘digital diviso’, abbiamo deciso di scommettere sulle cosiddette aree bianche”.

Qual è la strategia di EOLO per motivare il personale?

Penso che sia fondamentale credere nelle persone che collaborano con te, i ragazzi di EOLO sono un grande Team. Cerchiamo ogni giorno di  dare loro spazio di crescita e tutti sono invitati a condividere con le direzioni le loro idee perché da ogni ragazzo attento e interessato all’innovazione può nasce un grande progetto.

Se l’hai sognato vuol dire che puoi farlo” (Walt Disney): è d’accordo o sono solo delle belle parole disancorate dalla realtà di tutti i giorni?

“Credo assolutamente nella veridicità di questa affermazione, che si può realizzare affiancando al sogno anche l’impegno, la motivazione e la giusta squadra per realizzarlo. Tra le citazioni a me più care ce n’è una di Adriano Olivetti, il cui pensiero dovrebbe a mio parere guidare tutti gli imprenditori nell’immaginare la propria attività e la strategia di sviluppo della stessa: ‘La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica’. Un riferimento per sviluppare la propria idea di azienda, come luogo privilegiato dove incubare e fare crescere le competenze dell’uomo e della società”.

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