In giro per il centro

Vado in giro adesso, per il centro di Busto. Per vedere cos'è cambiato, rispetto a qualche tempo fa, quando le critiche si aggiungevano alle ....implorazioni, per vedere un timido intervento dell'Autorità Pubblica. Sono nella zona del rione San Michele, a ridosso della via Matteotti...

Gianluigi Marcora

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Vado in giro adesso, per il centro di Busto. Per vedere cos’è cambiato, rispetto a qualche tempo fa, quando le critiche si aggiungevano alle ….implorazioni, per vedere un timido intervento dell’Autorità Pubblica. Sono nella zona del rione San Michele, a ridosso della via Matteotti, autentico “enclave” da ristrutturare, per diventare (come aveva promesso il Sindaco) la “Brera” di Busto Arsizio.

Lo so, la proprietà degli immobili è quasi tutta privata; tuttavia, l’Autorità Pubblica deve poter intervenire, quando si tratta di decoro pubblico e utilità sociale.

Vediamo subito la “faccenda” Conventino. Non neghiamolo: è diventato fatiscente e se dovesse crollare, costringerebbe la gente a “salti mortali” per non incappare in conseguenze più gravi. In centro – poi – crolla un po’ di tutto: da Piazza Santa Maria ai crolli che si susseguono in Corso Europa. Condizioni precarie da mettere a posto e….se il privato non dovesse provvedere, il Comune ha il diritto di impartire un ordine.

Via Carlo Porta è diventata agevole e ristrutturata. E’ bastato un “divieto di sosta” per non mettere a repentaglio la vita di chi da via San Michele, raggiunge il “vecchio” Cinema Oscar. A proposito, del famoso Cinema sono rimaste soltanto le mura e null’altro. Che ne sarà dell’immobile? Avevano profetizzato di tutto …da un Centro Estetico a un Supermarket nel cuore della città. Avevano pure ipotizzato molteplici destinazioni, ma a distanza di quindici anni, cos’è rimasto? Tutto chiuso e sigillato e nessuno che vi porre mano.

Vado dall’altra parte della città, dopo aver attraversato via Milano alle 15 circa. Sembra una città in letargo: nessuno in giro, negozi chiusi, anche il bar presenta tre (diconsi tre) temerari che sembrano bere il caffè. Lo scempio arriva dai portici: solite scritte cretine sui muri, con tanto di sporcizia sparsa qua e là. Eppure, i cestini portarifiuti, ci sono e troppi imbecilli buttano “roba” in giro con noncuranza. Mi guardo in giro per scovare un “Agente in incognito”, ma non conosco i loro visi. Avrei fatto la spia; invece raccolgo qualche pacchetto di sigarette vuoto e pure due tovaglioli, guardandomi bene dal toccare dove sono stati utilizzati.

Solo il campanile del nostro “bel San Giovanni” emette i rintocchi d’ordinanza. E lì, mi si conferma che sta iniziando il pomeriggio. Non uno studente per strada, non una nonna a deambulare. Non uno che va tardi al lavoro. Due “sagome” di persona, le trovo molto avanti, a ridosso della fontana che ….una volta si e un’altra ….pure, balza alla cronaca per l’incivile comportamento degli sporcaccioni.

Lungo Corso XX Settembre (che in tantissimi continuano a chiamarla via) solite vetture in sosta su entrambi i lati della strada, con sbocco nelle trasversali e qualche “numero” di chi sta viaggiando col cronometro in mano. Proprio dopo il ponte, via (o Corso) XX Settembre presenta il “lato oscuro” della strada. C’è l’asfalto vecchio, obsoleto e “arrugginito”, nel senso che a salirci sopra con la vettura, si rischia il botto degli pneumatici …e mi viene in mente via Arnaldo da Brescia …quella che dal Sempione conduce al Pronto Soccorso del nostro Nosocomio. Stessa “libidine” di rischio, lungo l’intera via, ma è solo fantasia, visto che siamo vicino al Buon Gesù e si rasenta il Territorio di Olgiate Olona con Castellanza.

Per stare in centro città, osiamo dire che c’è tanto da fare in via Matteotti. Ne abbiamo accennato per via del Conventino, ma l’intera via è tutta da decifrare. Si faccia un “aut aut” ai proprietari: o mettano a posto gli immobili fatiscenti oppure li vendano oppure, il Comune, li ….requisisca, per via dell’utilità pubblica. Mi fermo per un caffè. Chi mi conosce, attacca coi “consigli” del tipo …”hai visto lì? …hai guardato là?” ed è un susseguirsi di … “occorre fare questo…occorre fare quest’altro“. Rispondo a tutti “riferirò” e per ora, lo scrivo soltanto.

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