Da Roma a Pechino: un viaggio per raccontare la cecità
In tandem oltre le barriere: la sfida di Davide, Michele e Samuele

Samuele Spriano, 25enne di Gorla Maggiore, ha accolto la sfida di Davide Valacchi, 28 anni, non vedente da quando ne aveva 9. Con loro ci sarà anche Michele Giuliano. Un viaggio in tandem lungo 8 mesi, da Roma a Pechino. Una sfida personale, moltiplicata per tre, che supera ogni barriera fisica e di pensiero

Da sinistra: Samuele Spriano, Davide Valacchi e Michele Giuliano

Alessio Murace

GORLA MAGGIORE

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Ci sono un bolognese originario di Ascoli, un sardo stabilito nell’Appennino bolognese e un giovane cresciuto nel più piccolo paese della Valle Olona, Gorla Maggiore. Sembra la più classica delle barzellette, in realtà si tratta di una bellissima storia e di una sfida personale, moltiplicata per tre, che supera ogni barriera fisica e di pensiero.

Ci sono Davide Valacchi, 28 anni, una laurea in psicologia, ipovedente dalla nascita e cieco da quando aveva 9 anni; Michele Giuliano, 37 anni, cuoco di professione che da sei anni ha scelto di abbandonare l’automobile per spostarsi unicamente in bicicletta e Samuele Spriano, 25enne di Gorla Maggiore, laureato in scienze motorie, appassionato di sport e di “viaggi on the road”.

Davide ha lanciato la sfida ai suoi due amici: macinare sedicimila chilometri, da Roma a Pechino, in tandem. Davide avrà il sostegno di Michele fino a Teheran, poi subentrerà Samuele che insieme a Valacchi raggiungerà la capitale cinese. Otto mesi di viaggio, due continenti e tredici paesi del mondo da attraversare, con la partenza fissata per il prossimo primo marzo.

Abbiamo incontrato Samuele che ci ha raccontato qualcosa di lui e del progetto “I To Eye”.

“Ho conosciuto Davide quattro anni fa in Puglia trovandolo casualmente e, non forse casualmente, in un campeggio scelto perché aveva il nome con cui solo mio papà mi chiama. Con Davide è subito nata una forte intesa e ricordo che già dai primi discorsi sognavamo possibili viaggi da fare insieme.

Davide, con la tenacia che lo contraddistingue, ha lavorato duramente creando questo bellissimo progetto che appena mi è stato proposto ho accettato, sentendo dentro di me di non desiderare altro se non la voglia di intraprendere questa bellissima avventura”.

Dietro il progetto ci sono prima di tutto tre amici. Tutte le tappe di questa sfida intercontinentale in tandem (che ha il patrocinio dell’Unione ciechi e della Federazione sport per ipovedenti) diventeranno un diario di viaggio sulla pagina Facebook “I To Eye” e sul canale Instagram (che aprirà a febbraio). Lo scambio di idee e di esperienze faranno il resto, con la speranza di smuovere gli animi rispetto alle possibilità che un disabile può avere nella vita.

“Sono un appassionato di viaggi – prosegue Samuele – l’ultima esperienza significativa, terminata ormai da un anno, l’ho trascorsa nella splendida Spagna. Ho viaggiato per diversi mesi in bicicletta, ho incontrato splendide realtà dove ho sempre cercato di contribuire in positivo, ho viaggiato a piedi per la selvaggia Cordigliera Cantabrica, in furgoncino per la Spagna del Nord lavorando in mercati medioevali e poi ancora in bici tornando verso casa. Ho deciso di partecipare a questo progetto perché l’ho sentito da subito anche mio e coerente con la mia vita ed il mio essere. Sto imparato a leggere i piccoli messaggi che ci invia la vita per indicarci la direzione da prendere e sento di avere molti segnali positivi che mi indicano questa strada”.

A rafforzare il senso ed il significato del viaggio ci saranno alcuni incontri con federazioni che in ogni paese gravitano attorno al mondo dei non vedenti.

Per riuscire ad arrivare alla meta, i tre ciclisti chiedono un piccolo sostegno economico attraverso la piattaforma di crowdfunfing Eppela.com. I fondi serviranno a fronteggiare spese mediche o imprevisti, a richiedere permessi di ingresso in alcuni paesi.

“Potrete inoltre garantirci, di tanto in tanto, di dormire sotto un tetto e in un letto caldo nelle giornate più fredde o piovose.

Giorno dopo giorno il progetto va solidificandosi ed innovandosi – continua Samuele che inizierà la sua avventura da Teheran intorno alla metà di giugno – Spero di poter conoscere nuove persone e di scambiare con loro conoscenze, sentimenti e avventure, donare ciò che abbiamo e apprendere dalle persone e dai luoghi che incontreremo. Spero che riusciremo realmente ad aiutare i ragazzi con deficit visivo che incontreremo e sono certo che anche loro ci aiuteranno nella nostra crescita personale.

Io e Davide siamo sempre andati d’accordo e non mi sono mai sentito i suoi occhi anche quando abbiamo affrontato insieme dei viaggi. A volte dimentico il suo non vedere, perché la sua capacità di “muoversi” nel mondo va chiaramente oltre la visione fisica. Immagino, però, che tutto ciò, in un ambiente totalmente nuovo e con le difficoltà che sicuramente incontreremo, non sarà così scontato. Non riesco ad immaginare come sarà ma so che uniremo al meglio i nostri sensi per affrontare gli ostacoli del cammino”.

In bocca al lupo Samuele. A te, a Davide e Michele. A voi che avete accolto questa bellissima sfida che abbatte ogni barriera fisica e di pensiero.

Copyright @2019

NELLA STESSA CATEGORIA