In carcere
Inaugurato a Busto Arsizio “Sportello del Garante regionale dei detenuti”

Il Difensore regionale della Lombardia Carlo Lio: “Avvicinare l’istituzione regionale ai detenuti è importante segnale di attenzione”

BUSTO ARSIZIO

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“Avvicinare l’istituzione regionale ai detenuti è un importante segnale di attenzione e sensibilità. Anche chi si trova in condizioni di restrizione della libertà personale deve poter accedere ai servizi previsti dalla legge e fruire dei diritti civili garantiti. In particolare, l’apertura di questo nuovo Sportello del Garante all’interno del carcere consentirà ai funzionari di raccogliere richieste e segnalazioni su eventuali disagi e nel contempo ai detenuti e loro famigliari di avvalersi di un supporto amministrativo nei rapporti con la Pubblica amministrazione, quali il disbrigo di pratiche, documenti, attestazioni e certificazione che riguardano ogni aspetto della vita sociale di ciascun individuo. Mi riferisco al tema della previdenza, dei tributi, dei servizi sanitari e delle certificazioni scolastiche e professionali, solo per citarne alcuni. Nell’ottica di una prossimità territoriale più attenta e vicina alle istanze che da più parti del mondo carcerario giungono all’attenzione delle istituzioni, l’obiettivo che oggi condividiamo e che vogliamo portare avanti come best practice in tutte le carceri della Lombardia, non si limita alla mera funzione di supporto tout-court bensì apre anche a collaborazioni con gli uffici dei Garanti dei cittadini nei Comuni sedi di case di reclusione. Il mondo carcerario è trascurato e necessita di più attenzione e di vera sinergia tra tutti gli enti preposti alla giustizia, all’amministrazione della pena e della detenzione”. Lo ha detto il Difensore regionale della Lombardia Carlo Lio, intervenuto questa mattina (giovedì 15 novembre) all’inaugurazione dello “Sportello del Garante regionale dei detenuti” presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio.

L’iniziativa presentata dal Difensore regionale della Lombardia, una delle prime esperienze di sportello aperto da un’istituzione direttamente nel carcere, rientra nell’accordo siglato con il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria della Lombardia e segue quelle analoghe già avviate negli Istituti penitenziari di Bollate, Opera, Monza, Pavia, Vigevano e Voghera.

Alla presentazione erano presenti l’europarlamentare Lara Comi, il Questore della Provincia di Varese Giovanni Pepè, il Generale della Guardia di Finanza Marco Lainati, l’ex consigliera regionale Paola Macchi, il Procuratore Capo del Tribunale di Busto Arsizio Gianluigi Fontana, il Prefetto di Varese Enrico Ricci, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Samarate Nicoletta Alampi, il Magistrato degli Uffici di Sorveglianza di Varese, Benedetta Rossi, l’Avvocato penalista Francesca Cramis, Don Silvano Brambilla (ex Cappellano del Carcere di Busto Arsizio) insieme al nuovo Cappellano Don David Maria Riboldi.

Dopo gli interventi introduttivi da parte del Direttore del Carcere, Orazio Sorrentini, del Comandante Commissario Capo Rossella Panaro e del Provveditore Regionale Lombardia Luigi Pagano è iniziata la visita al nuovo “Sportello” e alla rimodernata struttura carceraria che nell’insieme ha evidenziato migliorie nelle celle (con doccia), una sala teatro, spazi ricreativi aperti per gli incontri dei detenuti con i famigliari e altri uffici (segreteria tecnica, educatori, formazione etc).

“Ho ritenuto doveroso testimoniare con la mia presenza la mia vicinanza al direttore Orazio Sorrentini e agli agenti di polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Busto Arsizio – sottoòlinea l’europarlamentare del Partito Popolare Europeo, Lara Comi – Ringrazio in particolare il Garante regionale Carlo Lio per l’impegno profuso per consentire l’apertura dello sportello del Garante dei Detenuti, un’iniziativa che va senza dubbio nella direzione di un rapporto più umano tra chi è dietro le sbarre e le istituzioni, il che può avere di riflesso ricadute positive anche per la vivibilità della struttura carceraria”.
“È un segnale importante – prosegue Comi – un altro all’indomani della risposta alla mia interrogazione sul sovraffollamento carcerario da parte del commissario UE alla Giustizia Vera Jourová, che ha rimarcato tutta una serie di opportunità che le norme europee offrono all’Italia per affrontare e cercare di risolvere i problemi emersi a Busto Arsizio, sia per quanto riguarda i rimpatri dei detenuti stranieri, sia per quel che concerne le esigenze del personale di polizia penitenziaria”.

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