MIRELLA CERINI RISPONDE A BARBAGLIA
“Incomprensibili le motivazioni delle dimissioni”

Dopo che Luciano Barbaglia ha esposto le ragioni che lo hanno portato alla scelta di dimettersi dal ruolo di Presidente dell’azienda Speciale Consortile Medio Olona Servizi alla Persona, sottolineando come esse non corrispondessero alle dichiarazioni fate alla stampa dai Sindaco Cerini Montano, la Prima Cittadina di Castellanza ha voluto puntualizzare come, a suo parere, la situazione sia ben diversa

Loretta Girola

castellanza

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Dopo che Luciano Barbaglia ha esposto le ragioni che lo hanno portato alla scelta di dimettersi dal ruolo di Presidente dell’azienda Speciale Consortile Medio Olona Servizi alla Persona, sottolineando come esse non corrispondessero alle dichiarazioni fate alla stampa dai Sindaco Cerini Montano, la Prima Cittadina di Castellanza ha voluto puntualizzare come, a suo parere, la situazione sia ben diversa. “Credo di avere dato tutto il tempo e la disponibilità necessarie ad ascoltare le preoccupazioni di Barbaglia – spiega Mirella Cerini, Presidente assemblea soci – che, non più tardi di venerdì 23 novembre, ho incontrato insieme al vicesindaco Borroni, al segretario comunale di Castellanza e Olgiate e al sindaco di Olgiate Olona.

Durante quest’incontro, che è proseguito per tutta la mattinata, in presenza dei sopracitati testimoni Luciano Barbaglia ha parlato dell’intenzione di presentare le dimissioni a causa di motivi personali, legati alla propria sfera familiare, che ci ha raccontato nel dettaglio, e non di motivazioni tecniche di gravità tale da giustificare una tale scelta.

Ritengo dunque che il contenuto della sua lettera di dimissioni, già condivisa con i soci nella massima trasparenza, sia poco rispettoso dei fatti e delle persone che da tempo stanno credendo nella possibilità che l’Azienda Consortile possa svilupparsi e rispondere sempre meglio alle aspettative dei comuni soci e del territorio. In questi mesi di collaborazione abbiamo condiviso in diverse occasioni le preoccupazioni, le fatiche e la ricerca di strategie per affrontare le annose problematiche interne all’Azienda, e in tutte queste occasioni non è mai stato messo in discussione, anche da parte sua, il grande lavoro di riorganizzazione fatto, a partire dall’assunzione di un direttore dopo un lungo periodo di assenza.

La modifica dello statuto ha permesso, tra l’altro, di nominare un Cda che non avesse più un ruolo politico, già garantito dall’assemblea dei sindaci, ma che avesse al suo interno le competenze tecniche per coadiuvare il ruolo del direttore.

Ritengo che l’azienda, grazie al contributo tecnico del nuovo Consiglio d’Amministrazione e all’assunzione a settembre del nuovo direttore, sia uscita dal periodo di forte criticità, complicato anche dalle dimissioni della direttrice, fatto che aveva “costretto” tutto il Cda ad assumere funzioni e responsabilità aggiuntive in un periodo molto delicato, a causa delle scadenze di appalti di servizi strategici per il territorio. Inoltre il nuovo direttore ha sicuramente contribuito a rendere meno conflittuale il rapporto con il tavolo tecnico, che ha iniziato a incontrarsi con regolarità e a lavorare sulla stesura del nuovo piano di zona.

Alla luce delle di queste considerazioni, quindi, risultano essere incomprensibili le motivazioni delle dimissioni, proprio ora che la “fase critica” è stata superata e si è aperta la possibilità di un confronto e un dialogo aperto e costruttivo tra i vari organi dell’Azienda; cosa che sappiamo essere uno dei presupposti indispensabili per la crescita dell’Azienda Consortile.

Mi spiace molto per questa scelta, che non condivido nelle modalità e nei contenuti, e mi auguro anche che le dimissioni non siano parte di una strategia di natura politica legata all’approssimarsi delle elezioni amministrative del prossimo anno; contemporaneamente rinnovo la stima nei confronti degli attuali componenti del Cda e del neo direttore, che stanno continuando a lavorare, senza troppi clamori, per lo sviluppo dell’Azienda e il bene dei nostri territori”.

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