Ai domiciliari su mandato del Gip
Incubo finito per una 23enne, arrestato l’ex fidanzato persecutore

In un caso i giudici di Busto hanno condannato a quattro anni un altro compagno violento. Riconosciuto un risarcimento anche all’associazione “Eva Onlus” che ha fornito supporto alla vittima di violenza

Alessio Murace

Busto Arsizio

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Un venticinquenne di Busto Arsizio, operaio già pregiudicato, è finito agli arresti domiciliari. Il Gip del Tribunale di Busto, su istanza della Procura, ha richiesto la misura cautelare per il giovane che accoglie in toto gli esiti dell’indagine svolta dal luglio scorso dai carabinieri della compagnia cittadina.

Allora, era il 1° luglio, si presentò in caserma a denunciare le condotte persecutorie del suo ex fidanzato una ragazza di 23 anni. Una serie di violenze che sembravano essersi limitate dopo la querela della giovane, ma che è ripresa con prepotenza negli ultimi mesi, quando il venticinquenne è venuto a conoscenza della nuova relazione della sua ex.

Le indagini dei carabinieri hanno accertato che il soggetto ha più volte pedinato e minacciato, direttamente o per telefono, l’ex fidanzata ed il nuovo compagno di lei.

In un’occasione, in particolare, ha costretto il “rivale” in amore a trattenersi in auto con lui. Qui l’ha minacciato e picchiato, “consigliandogli” di chiudere al più presto la relazione con la sua ex.

Per questo motivo, la Procura ha intenzione di contestare al venticinquenne anche i reati di sequestro di persona ed estorsione, oltre a quelli di atti persecutori e lesioni.

 

Una brutta vicenda che segue di poche ore una sentenza del Tribunale di Busto. I giudici di via Volturno hanno infatti condannato a quattro anni di carcere un 35enne per atti persecutori, lesioni e maltrattamenti nei confronti della propria compagna.

Tale risultato, arrivato anch’esso grazie all’attento ed approfondito lavoro di indagine dei carabinieri, che su questi temi hanno personale preparato in modo specifico, è stato ottenuto anche attraverso la collaborazione del centro antiviolenza “Eva Onlus” di Busto. Associazione “Eva” a cui, per aver garantito supporto alla vittima, il giudice ha riconosciuto una somma di mille Euro (uno dei primi casi in Italia), segno evidente di quanto la collaborazione tra le diverse componenti sia fondamentale per il sostegno alle vittime di violenza.

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