Mobert Srl - Castellanza
“Innovazione, la nostra mission!”

L’azienda è stata fondata nel 1959 da Napoleone Trezzi e Vittoria Monguzzi, occupandosi nei primi anni di vita produttiva di carpenteria metallica conto terzi.
Poi, verso la fine degli anni ’60, il salto di qualità

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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L’azienda è stata fondata nel 1959 da Napoleone Trezzi e Vittoria Monguzzi, occupandosi nei primi anni di vita produttiva di carpenteria metallica conto terzi. Poi, verso la fine degli anni ’60, il salto di qualità. Il core business di Mobert Srl diventa la progettazione-costruzione di macchine speciali per la lavorazione della plastica.

Da piccolo laboratorio, nato in un cortile di via Matteotti a Castellanza, a impresa industriale che attualmente occupa 40 persone, fattura 9,5 milioni di euro all’anno, esporta il 20% del fatturato prevalentemente in Europa e investe massicciamente (in media 200.000 euro ogni anno) allo scopo di realizzare nuovi macchinari (termosaldatrici automatiche per film plastici) sempre più versatili e soprattutto “su misura” rispetto alle esigenze della clientela. Dal 1968 a oggi Mobert Srl ha depositato 33 brevetti relativi ad altrettante nuove macchine per la fabbricazione di sacchetti in plastica e in materiali biodegradabili: un vero e proprio record da Guinness dei Primati dell’innovazione di prodotto.

“Alla fine degli anni ’60, grazie al ‘genio meccanico’ del Signor Trezzi – spiega Maurizio Toniato, classe 1956, responsabile dell’area tecnico-commerciale dell’azienda e socio di minoranza della società -, venne realizzato un impianto, per quei tempi rivoluzionario, in grado di fabbricare sia sacchetti di plastica per la raccolta della spazzatura, saldati solo sul fondo, sia altre tipologie di contenitori utili per la spesa di tutti i giorni. Insomma, una grande versatilità produttiva”.

“Nel 1985 ci siamo trasferiti nell’attuale sede, al confine Nord della città di Castellanza. Io sono entrata in azienda nel 1987 – dice Simona Trezzi, responsabile dell’amministrazione e del personale – e mio fratello Roberto, che si occupa della progettazione, è arrivato nel 1997. Nostro padre Napoleone, a 88 anni d’età, non si occupa più dell’azienda, mentre la signorina Monguzzi è scomparsa nel 2011. Le posso garantire, tenuto conto del carattere … forte di nostro padre, che io e mio fratello, insieme con Maurizio, ci siamo dovuti letteralmente ‘conquistare’ la gestione aziendale”.

Una “conquista” legittimata dai fatti: negli ultimi quindici anni Mobert ha raddoppiato gli occupati, passando da 20 a 40 dipendenti.

“Noi preferiamo chiamarli ‘collaboratori’. Per noi il ‘capitale umano’ è veramente la risorsa più importante dell’azienda! Non tutti lo capiscono, ma le assicuro che è la pura e semplice verità. Attribuiamo una grande importanza al ruolo sociale dell’impresa e siamo convinti – osserva Maurizio Toniato – che lo scopo principale del nostro lavoro non sia solo il profitto, ma il reale bene dell’azienda, nella quale reinvestiamo tutti gli utili”.

“Siamo stati abituati a lavorare e a impegnarci sempre al massimo – interviene Roberto Trezzi, 51 anni, ingegnere elettronico – e sappiamo cosa significa affrontare le difficoltà ad arrivare alla fine del mese! Ci mettiamo tutti i giorni anima e corpo e abbiamo voluto al nostro fianco Maurizio che, come noi, ci crede veramente”.

Il passaggio generazionale in Mobert ha voluto dire anche rivedere negli anni 2009-2010 gli assetti proprietari (i fratelli Trezzi soci di maggioranza e Maurizio Toniato socio di minoranza) e trasformare l’azienda di famiglia in una società condotta con criteri manageriali improntati all’innovazione tecnologica spinta.

Cambiare testa e pelle non è semplice, qualche volta è addirittura traumatico …

“Uno dei nostri punti di forza – replicano Simona e Roberto Trezzi rivolgendosi a Maurizio Toniato – è il confronto quotidiano che poi sfocia nell’elaborazione di una strategia unitaria che ha come scopo unico il bene dell’azienda”.

Qual è la vostra specifica “molla” dell’innovazione?

“L’innovazione è la nostra mission. C’è solo un modo per realizzarla: attenzione assoluta alle richieste provenienti dal mercato – risponde Maurizio Toniato – e ‘travaso’ delle stesse al nostro ufficio tecnico al fine di ‘inventare’ nuove macchine. Un passaggio ovviamente non semplice e tanto meno scontato, ma del tutto necessario per vincere la concorrenza che è sempre più agguerrita e non sempre corretta”.

In che senso?

“Glielo spiego subito con un esempio concreto che vale più di mille parole: di recente abbiamo vinto una causa legale sulla proprietà intellettuale che si protraeva ormai da quattro anni con un concorrente toscano che aveva ‘copiato’ una delle nostre macchine”.

Investire in innovazione, tuttavia, alla fine paga sempre.

“Sì, è vero. Non a caso – osserva Roberto Trezzi – abbiamo ricevuto dei contributi da parte della Regione Lombardia, che ha indetto dei bandi ai quali abbiamo partecipato per favorire l’innovazione tecnologica”.

Voi avete incrementato non di poco la base occupazionale. Avete fatto fatica a trovare le figure professionali per voi indispensabili?

“In effetti, il rapporto con le Scuole Tecnico Professionali non è semplice. Anche solo per ottenere dei nominativi”, sottolinea Maurizio Toniato.

“A noi servono periti e ingegneri meccanici, programmatori, responsabili commerciali e operai specializzati”, precisa Roberto Trezzi.

Obiettivi per l’immediato futuro?

“Aumentare la quota di fatturato destinata all’esportazione. Puntiamo a consolidare il nostro export in Europa – risponde Simona Trezzi – e guardiamo verso la Turchia, la Romania, la Polonia”.

Fare impresa, in Italia, continua a essere … un’impresa, perché?

“Burocrazia esagerata e cuneo fiscale che scontenta tutti, tranne il fisco!”, è la risposta immediata e lapidaria di Maurizio Toniato.

“Siamo perfettamente d’accordo!”, chiosano  Roberto e Simona Trezzi.

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