Vediamo se è possibile concretizzare la cosa
A TU per TU

L’invito di Francesca Boragno in Libreria a Busto Arsizio è semplice e gradito da parte mia. Non si vuole fare un assembramento di persone, ma si vuole invitare le persone che hanno piacere di incontrarmi in Libreria per uno scambio di opinioni su TU (il mio recente libro) o su qualsivoglia argomento, quando? Questo venerdì, 29 maggio, dalle ore 16:00 sino alla chiusura della libreria.

tu

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Colgo da una “lezione” del passato, un insegnamento attuale che deve servire pure per il futuro. Ecco il detto: “se’l saludo làa essi bòn, te a fòl cunt’ul to musòn“… capito l’antifona? Traduzione: “se il saluto deve essere apprezzato, lo devi fare di persona” altro che (come si usa adesso) cogli sms o con una semplice chiamata telefonica. Il “musòn” (non è affatto il dispregiativo di muso, viso) qui è utilizzato in tono prezioso, volitivo, verace… di persona. Dimostra l’intensità di un rapporto. Esprime la volontà di esserci. Manifesta la preziosità di un incontro, il volersi bene, il vedersi, il toccarsi, un abbraccio, magari anche un buffetto, una pacca sulle spalle, una risata in compagnia, uno sguardo che potrebbe essere a “muso duro” ma chiarificatore. Insomma, il “saluto concreto è quello espletato di persona”, il resto è un palliativo di saluto. Che nasconde insidie, negligenze, magari incompatibilità, fibrillazione di caratteri, scuse, voglia di “passare per la vietta accanto, quando la strada è un rettilineo” (come recita una poesia).

Il bello del vedersi, dello scrutarsi, del guardarsi negli occhi con “i òegi fòa dul capèl” (gli occhi fiori dal cappello – per dire, viso aperto, senza l’ala del cappello a nascondere la parte visiva di una persona) e dirsi quel che c’è da dire… il saluto “ma la ò” (coma va) o “mal vò’l lauò” (come va il lavoro – nel senso che era implicito il “come va la salute della persona”… se il lavoro va bene, voleva dire che anche la salute… sta bene). Ecco quindi, l’importanza dell’incontro, sia pure per un convenevole o lo scambio d’un parere.

Dopo questa elucubrazione mentale e dopo che il Lettore si è chiesto “dove vuole andare a parare, l’articolista?” ecco svelato il… mistero (che assolutamente non è un mistero).

Voglio dire che l’invito di Francesca Boragno in Libreria a Busto Arsizio (via Milano 4) è semplice e gradito da parte mia. Non si vuole fare un assembramento di persone, ma si vuole invitare le persone che hanno piacere di incontrarmi nella Corte della Libreria per uno scambio di opinioni su TU (il mio recente libro) o su qualsivoglia argomento. Quando? Questo venerdì, 29 maggio, dalle ore 16:00 sino all’orario di chiusura. Sarà mio piacere accogliervi e dialogare (a debita distanza) con chi ama la Narrativa, la Poesia e le Riflessioni contenute in TU… e per chi desiderasse avere una copia del libro sarò felice di personalizzarla con una dedica autografa. Intanto ringrazio chi mi ha già scritto e telefonato per avere fra le mani il mio TU e proprio nello scambio di opinioni, m’è venuto alla mente quel detto del “musòn” e m’è garbato tantissimo.

Ne approfitto per dire che “Tracce per la meta” sta distribuendo TU in tutte le Librerie d’Italia e del Canton Ticino e sarà opportuno che ciascuno (chi lo desidera, ovviamente) prenoti la propria copia del libro, nella Libreria di casa… non tutte ancora lo hanno in dotazione e basta prenotare il libro, per averlo in poco tempo. Non aggiungo altro. Solo un ringraziamento sentito, proveniente dal cuore a quanti hanno già in mano TU. L’emozione di averlo visto in vetrina il 5 maggio scorso, la sento tuttora addosso. Ora, mi piacerebbe veramente moltissimo guardare in faccia ognuno di voi. E cogliere dai vostri sguardi, la simpatia che ci accompagna in facebook e che costituisce materia di dialogo. Non solo in via telematica, ma di persona “vis a vis” (faccia a faccia) per constatare l’immensità di un sorriso sincero.

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