Ricordata in LIUC la figura di Carlo Cattaneo a 150 dalla sua morte
Intelligenza e volontà: i fattori costitutivi dell’impresa

Lombardo di pensiero e d’azione, la cui produzione scientifica nell’ambito dell’economia e dello studio delle dinamiche sociali è di una straordinaria attualità

Luciano Landoni

castellanza

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Sono trascorsi 150 anni dalla morte di Carlo Cattaneo: un lombardo di pensiero e d’azione, la cui produzione scientifica nell’ambito dell’economia e dello studio delle dinamiche sociali è di una straordinaria attualità. Non a caso la Liuc di Castellanza, l’ateneo che porta il suo nome, gli ha dedicato una giornata di studi. Carlo Cattaneo è stato uno dei principali protagonisti del Risorgimento italiano: dal federalismo alla visione di sviluppo economico, dalla ricerca di collegamenti tra cultura tecnica, economica e umanistica al continuo stimolo all’innovazione, le analisi e gli studi del Cattaneo hanno fornito un’autentica visione del futuro in netto anticipo sui tempi. Basterebbe la sua rivoluzionaria intuizione (per i suoi tempi e, in parte, anche per i nostri) in merito allo stretto legame esistente fra i tre elementi della scienza economica classica (materia prima, capitale e lavoro), l’intelligenza e la volontà degli uomini, per collocarlo ai vertici assoluti del pensiero socio-economico di sempre.

Dopo i rituali saluti da parte del presidente della Liuc, Michele Graglia, e del rettore dell’ateneo, Federico Visconti, si sono succeduti i numerosi relatori che hanno cercato di fornire un quadro d’insieme del lavoro scientifico di Carlo Cattaneo. Fra gli interventi più interessanti, la relazione dell’economista Marco Vitale (il presidente del comitato scientifico preposto alla definizione del programma formativo della Liuc, la cui attività didattica è iniziata nel 1992) incentrata su Carlo Cattaneo e lo spirito d’impresa.

“Secondo Cattaneo la conoscenza è di fondamentale importanza, ma ancora prima c’è l’intelligenza dell’uomo. L’intelligenza sta al vertice, seguono poi la natura, il lavoro e il capitale. I destini che danno e tolgono benessere – ha sottolineato Vitale citando il pensiero di Carlo Cattaneo – dipendono dal circolo delle idee: chiuso il circolo delle idee, resta chiuso il circolo delle ricchezze. I fattori costitutivi dell’impresa sono due: intelligenza e volontà, prima del capitale, prima del lavoro, prima della conoscenza. L’innovazione  – ha proseguito – non è mai una casualità, è l’essenza dello sviluppo e quindi è un dovere morale dell’impresa. Dall’intelligenza e dalla volontà scaturisce l’azione e la capacità di affrontare gli ostacoli. Dal pensiero ai fatti, dai fatti al pensiero: è questa l’essenza dell’illuminismo lombardo. E’ per questo motivo che dobbiamo ricominciare da Carlo Cattaneo”.

Rodolfo Helg, ordinario di Economia politica e direttore della Scuola di Economia e Management della Liuc, ha parlato su Carlo Cattaneo e le tendenze dell’economia internazionale. L’ha fatto approfondendo due concetti chiave per il grande pensatore lombardo: le istituzioni (intese come “regole del gioco”) e gli incentivi che ne possono derivare (in un senso oppure nel suo opposto), il libero commercio internazionale. “Il protezionismo per Cattaneo – ha precisato Rodolfo Helg – è una ‘dottrina da amministratori’, mentre il libero commercio è ‘dottrina assoluta e scientifica’. In questo senso il pensiero di Cattaneo è attualissimo”.

Anna Gervasoni, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, ha relazionato su Carlo Cattaneo innovatore: vecchie e nuove start up. “L’intelligenza – ha detto riprendendo una delle massime di Carlo Cattaneo – tende con perpetuo sforzo a procacciare a un dato numero d’uomini una maggior quantità di cose utili, o la stessa quantità di cose utili a un numero d’uomini sempre maggiore”.

Un esempio evidente di quanto siano valide ed attuali le idee di Carlo Cattaneo l’ha fornito l’Ingegner Emidio Zorzella, presidente di Antares Vision. Con intelligenza, volontà e coraggio lo stesso Zorzella e il suo socio Massimo Bonardi, dopo essersi laureati al Politecnico di Milano, hanno dato vita, negli anni 1996-1998, ad uno spin off con l’Università di Brescia (all’interno del laboratorio di optoelettronica dell’ateneo bresciano) da cui nel 2007 è nata Antares Vision: una piccola-grande azienda (agli inizi occupava 18 persone e ora ne impiega più di 500) che ha come mission la protezione del prodotto da quando viene realizzato fino a quando viene consumato.

“Ci abbiamo messo tutta la nostra passione e tutto il nostro coraggio – ha detto Emidio Zorzella – oltre ovviamente all’intelligenza, alla conoscenza e alla volontà. E’ così che, grazie anche alla collaborazione con l’Università, abbiamo potuto realizzare il primo sistema di ispezione integrato sulle macchine di confezionamento dei farmaci mediante telecamere intelligenti. E’ così che abbiamo potuto mettere a punto il primo modulo compatto al mondo di tracciatura che integra funzioni di packaging avanzate”.

Garantire la “protezione” dei prodotti riveste un’importanza assoluta, soprattutto tenendo conto del fatto che il giro illegale della contraffazione dei farmaci vale qualcosa come 200 miliardi di dollari. Dal 2009 al 2011 Antares Vision, battendo la concorrenza di multinazionali del calibro di Siemens, ha istallato e validato più di 200 linee di controllo.

“Nel 2011 – ha spiegato Emidio Zorzella – una delle più grandi multinazionali farmaceutiche al mondo, Sanofi, ci ha scelto come proprio fornitore globale. Attualmente diamo lavoro, in Italia e nel mondo, ad oltre 500 persone e la loro età media è di 33-34 anni”.

Della serie: volontà e intelligenza hanno come unico limite … (quasi) l’infinito. “Non v’è lavoro, non v’è capitale che non cominci con un atto di intelligenza”, Carlo Cattaneo dixit.

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