LA PREOCCUPAZIONE DELL’EURODEPUTATA BUSTOCCA
Interrogazione di Tovaglieri sulla plastic tax: “Non si penalizzino imprese e posti di lavoro”

“La Lombardia regione più colpita con il 35% della produzione e un addetto su tre impiegato nel settore”

BUSTO ARSIZIO

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Plastic tax, l’europarlamentare di Busto Arsizio Isabella Tovaglieri presenta un’interrogazione alla Commissione Europea: “Chiediamo all’Europa un impegno strategico e finanziario per un’economia sostenibile che non penalizzi imprese e posti di lavoro”.

“Alla luce delle pesanti ripercussioni della plastic tax stimate dal mondo imprenditoriale e sindacale a danno delle imprese, dell’occupazione e dei consumatori”, l’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri, membro titolare della commissione ITRE-Industria, Trasporti, Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo, ha presentato un’interrogazione per chiedere un impegno strategico e finanziario dell’Europa sul tema della plastica.
“La plastic tax non ha alcuna finalità ambientale o di riconversione industriale – dichiara l’onorevole Tovaglieri – ma ha il solo obiettivo di reperire risorse per fare cassa, mettendo in seria difficoltà un settore manifatturiero strategico per il nostro Paese, secondo in Europa solo alla Germania”.

La Lombardia, dove un lavoratore su tre è impiegato in questo settore, è la regione che risentirà più delle altre della tassa sulla plastica. Il territorio lombardo copre infatti da solo il 35% del mercato italiano della produzione di plastica, seguito dal Veneto (15%) e da Piemonte (10%) ed Emilia-Romagna (10%).

“In questo momento difficile per le economie europee, chiediamo alla Commissione che si attivi non con misure di facciata ma per supportare il nostro Paese e l’Europa intera verso una riduzione della plastica e una riconversione tecnologico-produttiva indirizzata allo sviluppo sostenibile – conclude l’eurodeputata – Si tratta di obiettivi importanti per il nostro futuro che devono però essere raggiunti senza gravi ripercussioni sulle imprese e sui posti di lavoro”.

Nella nota dell’onorevole bustocca, che riporta anche le preoccupazione delle associazioni europee dell’industria della plastica circa un “effetto domino sull’economia europea”, si fa notare come “sulla base delle stime del settore industriale, l’introduzione della plastic tax colpirebbe in Italia 2000 imprese e 50.000 addetti e si tradurrebbe in un aumento del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, soprattutto ai danni dei consumatori a più basso reddito, con due effetti negativi: un impatto sulla spesa delle famiglie italiane e un ulteriore indebolimento della domanda interna”.
“Ma soprattutto la nuova tassa – prosegue – facendo lievitare il costo della plastica per l’intera filiera produttiva, drenerebbe importanti risorse frenando gli investimenti per lo sviluppo sostenibile e per completare la transizione verso l’economia circolare, senza peraltro cambiare le abitudini di utilizzo e riciclo dei materiali, anzi metterebbe a repentaglio anche il sistema dei consorzi per la gestione e il riciclo degli imballaggi, che da più di vent’anni ha consentito al nostro Paese di raggiungere tutti gli obiettivi europei. Infine non va dimenticato il pesante impatto sull’occupazione, come hanno segnalato a più riprese i sindacati dei lavoratori del settore”.

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