Chiaravalli Group Spa
Investire per produrre di più e meglio (e non per pagare meno tasse)

“Si investe nell’innovazione tecnologica per migliorare la produzione e non per pagare meno tasse!”

Luciano Landoni

CAVARIA CON PREMEZZO

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“Si investe nell’innovazione tecnologica per migliorare la produzione e non per pagare meno tasse!”.

Andrea Chiaravalli, 27 anni, laureato in Economia alla LIUC-Università Cattaneo, responsabile dell’area produttiva e commerciale del Gruppo Chiaravalli Spa di Cavaria con Premezzo (un conglomerato di imprese con 250 dipendenti, un fatturato che sfiora i 75 milioni di euro annui, stabilimenti in Polonia e Repubblica Ceca e una leadership internazionale consolidata nella costruzione di ingranaggi e di trasmissioni meccaniche e nelle lavorazioni di precisione) ha le idee chiare e non ha paura di andare controcorrente esprimendole.

Eppure il piano Industria 4.0 del ministro Carlo Calenda ha “risvegliato” l’intero sistema economico italiano proprio in virtù del super e dell’iper-ammortamento legati agli investimenti in innovazione tecnologica.

“Noi non ne abbiamo usufruito! La considero una Legge con una regolamentazione vaga e delle applicazioni stravaganti. Da noi sono almeno 20 anni che vengono applicati i princìpi dell’economia digitalizzata, vale a dire il ‘dialogo’ e l’interazione fra le macchine. Voglio proprio vedere quando ci saranno i controlli da parte degli ispettori governativi, in relazione al corretto utilizzo della Legge, cosa succederà. Come di consueto, a seconda delle possibili diverse ‘interpretazioni’ della normativa, sorgeranno i soliti equivoci”.

Chiaravalli Group è stato fondato negli anni ’50 da Silvio Chiaravalli a cui sono subentrati i figli Anna e Mario; Andrea Chiaravalli, figlio di Mario, incarna la 3° generazione imprenditoriale e insieme con il padre e la zia, e tutto il resto della “squadra aziendale” (“Negli ultimi cinque anni – precisa Andrea – l’età media dei nostri collaboratori è scesa di dieci anni e in questi ultimi mesi abbiamo assunto 10 persone giovani!”), affronta quotidianamente le insidie (e le opportunità) del mercato globalizzato.

Torniamo agli investimenti produttivi del vostro Gruppo industriale: di che cifre stiamo parlando?

“Nel primo quadrimestre 2018 abbiamo investito almeno 2 milioni di euro nel miglioramento del ciclo produttivo e circa 1,5 nell’area commerciale. Noi siamo completamente orientati verso il cliente. Lo seguiamo in tutto e per tutto: dalla gestione della qualità all’assemblaggio, dalle consegne alla logistica. Tramite la nostra nuovissima piattaforma digitale il cliente può prenotarsi da solo la merce, può scegliere addirittura il vettore che gliela consegnerà. Insomma, può fare quello che vuole. Direi che questa è un’autentica Industria 4.0 all’ennesima potenza! Attraverso queste sinergie è possibile creare valore aggiunto. E’ così che le tecnologie e soprattutto le persone valorizzano e vengono valorizzate esse stesse”.

Domanda d’obbligo: come vanno le cose in questa prima parte dell’anno?

“Direi abbastanza bene. E’ dalla seconda metà del 2017 che si è avvertita la ripresa. Anche se la considero in parte ‘drogata’. Soprattutto a causa della diminuzione dell’offerta da parte della Cina che, in base alle nuove direttive politiche, sembra essersi convertita alla green economy. I cinesi detenevano un terzo della produzione mondiale di ferro, una produzione che hanno diminuito di almeno due terzi. In ogni caso, noi siamo in crescita e come le ho già detto manteniamo la nostra politica di investimenti in nuove tecnologie e in formazione”.

Le difficoltà post-elettorali per la formazione del nuovo Governo la preoccupano?

“Beh, cosa vuole che le dica … la Spagna e il Belgio sono stati per tanto tempo senza Governo e nonostante questo, oppure proprio in virtù di questo, sono entrambi cresciuti economicamente e quindi …”.

Cosa si sente di dire a un giovane in cerca di occupazione?

“Che le figure professionali trainanti sono quelle dei detentori di lauree di tipo tecnico-gestionale e dei diplomati periti meccanici. Come ho già avuto modo di dirle noi, in questi ultimi mesi, abbiamo assunto 10 persone con meno di 30 anni d’età. Crediamo talmente nella formazione che collaboriamo intensamente con due Istituti tecnici del territorio: gli Isis ‘Gadda Rosselli’ e  ‘Andrea Ponti’ di Gallarate. Abbiamo istituito delle Borse di Studio con entrambi. E’ difficile trovare giovani che abbiamo come priorità il lavoro. Alla scarsa istruzione che fornisce il sistema formativo si aggiunge la scarsa motivazione dei soggetti. C’è ancora uno scollamento troppo grande fra mondo della scuola e mondo delle imprese. Ci si deve rendere conto una volta per tutte che, nelle attuali condizioni di mercato, le imprese industriali hanno bisogno di ‘eccellenze’. Il nostro Gruppo ogni trimestre realizza 40 ore di formazione sia per i neoassunti che per il personale già in forza. Sono necessari impegno e spirito di sacrificio tutti i giorni e non … a giorni alterni!”.

Qual è la prima cosa che dovrebbe fare il nuovo Governo?

“Intervenire in misura significativa sul cuneo fiscale che letteralmente massacra dipendenti e aziende”.

Il vostro futuro, in due parole.

“Incrementare ulteriormente il nostro orientamento verso i bisogni del cliente”.

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