L’OPINIONE DEL LEGHISTA ALBANI
“Italiani senza casa e lavoro, impossibile garantirli ai migranti”

Il crescente numero degli sbarchi induce l’esponente del Carroccio a tornare sul caso dei richiedenti asilo: “Giusto non gestirli direttamente”

Riccardo Canetta

busto arsizio

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Il flusso di migranti sulle coste italiane continua a crescere. Tra gennaio e marzo i dati del Viminale riferiscono di 24.280 ingressi (il 29 per cento in più rispetto allo scorso anno e il 138 per cento in più del 2015).
Il numero impressionante degli sbarchi ha indotto il consigliere comunale leghista Alessandro Albani a tornare sul caso dei profughi presenti in città, di cui si è discusso qualche tempo fa in assise.

“Sono contento che il sindaco Emanuele Antonelli abbia abbandonato l’idea di gestire direttamente i richiedenti asilo – osserva – La vicenda è particolarmente spinosa, perché si presta a facili strumentalizzazioni”.
L’esponente del Carroccio elenca una serie di premesse: “La crisi economica, politica e sociale ha allontanato l’Italia anni luce dai tempi del boom economico. Le persone che vivono sotto la soglia della povertà sono in aumento e dobbiamo fare i conti con tagli che colpiscono sanità, disabili e anziani”.

In un quadro così delicato, “la cattiva gestione dei flussi migratori finisce per colpire le fasce più povere. Non è vero che gli italiani non vogliano più svolgere certe mansioni. La realtà è che alcuni stranieri accettano condizioni ai limiti dello sfruttamento, diventando strumenti del capitale. A pagare, quindi, non è il ‘ricco’, ma l’operaio, che non può vivere con 500 euro al mese”.
Secondo Albani, in Italia è in corso un processo secondo il quale “importiamo manodopera straniera a basso costo e ‘costringiamo’ i giovani ad andare all’estero diventando, come dice Salvini, ‘profughi noi stessi’”.
Questo perché “manca una vera politica di sostegno del lavoro, che evidentemente non interessa a nessuno. Poi non stupiamoci se le giovani coppie non fanno più figli e si avvia un processo di sostituzione culturale, valoriale e identitaria”.

Senza contare che “la non gestione dei migranti comporta anche dei problemi di sicurezza”.
Il consigliere leghista aggiunge che “la vera integrazione si basa su casa e lavoro. Ma se questi non sono garantiti nemmeno agli italiani, evidentemente non possiamo garantirli ai migranti, che si imbattono in inutili viaggi della morte. Non è mancanza di volontà, ma oggettiva mancanza di risorse. Sappiamo, inoltre, che la maggior parte di queste persone non fuggono dalle guerre. Anche a Busto, i veri richiedenti asilo sono davvero pochissimi. A loro è giusto garantire un forte sostegno”.
Per gli altri, invece, il discorso è diverso.

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