LOTTA AI TUMORI
Ivanoe Pellerin nuovo presidente della Lilt varesina: “Grazie a tutti i volontari”

Dopo vent’anni di intensa attività, Franco Mazzucchelli cede la guida della sezione varesina della Lilt, associazione che si occupa di prevenzione, diagnosi precoce e assistenza al malato oncologico: “Abbiamo raggiunto grandi traguardi”

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Dopo vent’anni alla guida della Lilt varesina (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), lo storico presidente provinciale Franco Mazzucchelli cede la guida della sezione al professor Ivanoe Pellerin. Il passaggio di consegne è stata l’occasione per fare il punto sulle attività dell’associazione di volontariato che ha come scopi principali la prevenzione, la diagnosi precoce e l’assistenza al malato oncologico.

“Ringrazio tutti i volontari e i soci. Senza di loro non ci sarebbe la Lilt”,  ha osservato Pellerin, richiamando l’attenzione su alcuni punti che gli stanno particolarmente a cuore: il supporto psiconcologico, il servizio di accompagnamento, le campagne di educazione e di prevenzione, il welfare aziendale e l’impegno dei volontari che attualmente operano sul territorio provinciale e sono 150.

“Educazione e formazione sono gli elementi fondanti della Lilt. Questo è il primo anno in cui si registra una diminuzione delle diagnosi di cancro. Ma il numero è enorme (371mila). I progressi fatti dalle scienze mediche, pur avendo guarito molte patologie oncologiche ed allungato la sopravvivenza dei pazienti, non hanno risolto tutti problemi, in particolare quelli legati alla qualità della vita sia nel percorso di cura, sia quando sfortunatamente, si entra nell’ambito drammatico dell’inguaribilità, allora lo sforzo dell’assistenza, quella vera, protettiva e solidale, è davvero enorme. Quello è il momento dove l’azione del volontario trova la sua più forte espressione. Le statistiche ci dicono che la sopravvivenza aumenta – prosegue Pellerin – per questo il cancro dovrà essere affrontato come malattia cronica, con gli sforzi e le iniziative adatte. E permettetemi di dire che, in questo, siamo piuttosto bravi”.

Il vicepresidente, dottor Giovanni Trotti, sottolinea che Busto Arsizio è la sede storica della Lilt: “La nostra associazione c’è da 90 anni e con orgoglio tengo ad evidenziare che mai è stata coinvolta da scandali”.

I volontari a Busto sono in aumento ed operano presso i vari presidi della provincia e all’hospice, dopo essere stati appositamente formati.  A breve partirà un nuovo corso di formazione presso l’ospedale di Busto. “Prezioso è anche il servizio di accompagnamento alle terapie e ai controlli, un impegno notevole che svolgiamo gratuitamente”, aggiunge la consigliera Lilt, Valeria Cozzi.

Franco Mazzucchelli, che assume il ruolo di presidente onorario, ripercorre i traguardi raggiunti in questi ultimi vent’anni: “La sezione varesina è stata riconosciuta a livello nazionale per tre significativi obiettivi raggiunti: è stata la prima in Lombardia e, probabilmente in Italia, ad interessarsi di cure palliative per 1500 assistiti investendo 1 milione 500mila euro, con un risparmio notevole per il sistema sanitario nazionale. Inoltre abbiamo istituito un ambulatorio in via Venegoni che ha all’attivo 6mila visite ed abbiamo intrapreso attività di welfare aziendale, dalla Yamamay all’azienda Leonardo e anche nei Comuni di Busto, Gallarate, Gorla Maggiore e Sesto. Il terreno è molto fertile mi auguro che si prosegua con la volontà di innovare”.

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