DA PORFIDIO VOLANTINI E APPELLO AD AUMENTARE I CONTROLLI
La “battaglia” contro i padroni che non raccolgono le deiezioni dei cani

I cittadini si lamentano e l’ex consigliere comunale si fa sentire: “Chi raccoglie semina civiltà”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”, recita una massima del Mahatma Gandhi. E la civiltà dei proprietari di animali, si potrebbe aggiungere più prosaicamente, si nota dal comportamento davanti ai bisogni dei loro amici a quattro zampe.

Quello delle deiezioni canine abbandonate a terra è probabilmente un problema che accomuna un po’ tutte le città, o meglio, i marciapiedi d’Italia. E Busto Arsizio non fa eccezione.
Lo sa bene Audio Porfidio, a cui non di rado si rivolgono cittadini imbufaliti per aver calpestato il ricordino lasciato da qualche cane incolpevole, a differenza del proprietario.

“Anche di recente sono venute a bussare alla sede del mio movimento La Voce della Città alcune signore che si lamentavano della situazione – racconta –. E hanno pienamente ragione”.
L’ex consigliere comunale è un amante dei cani, legatissimo alla sua Gaia, una shiba di 18 mesi (insieme nella foto in alto): “Mai mi sognerei di non raccogliere le sue deiezioni. È una questione di buonsenso e rispetto verso gli altri”.

Così, nel tentativo di sensibilizzare i padroni poco attenti, Porfidio ha stampato una serie di volantini che distribuirà in bar e locali pubblici. “Chi raccoglie semina civiltà” è lo slogan, affiancato da un disegno che dà voce a un gruppetto di cani: “Noi non possiamo farlo, fallo tu!”, dicono.

E se un invito “con le buone” non dovesse bastare, il leader de La Voce della Città invoca più controlli da parte della Polizia locale. “Le regole ci sono e, di conseguenza, devono esserci anche le multe per chi porta a passeggio il cane sprovvisto del sacchetto. Non dico che questa sia la priorità, ma maggiori controlli e sanzioni potrebbero rappresentare un deterrente. Tra foglie e deiezioni, camminare sui marciapiedi sta diventando impossibile, per non parlare dei parchi”.

Del problema, tra l’altro, si era discusso qualche anno fa in Consiglio comunale e, più di recente, Agesp aveva provato a sensibilizzare i cittadini attraverso un’apposita segnaletica orizzontale.
Ma vincere le cattive abitudini non è facile: “Per questo servono anche controlli e multe salate. E sono favorevole all’introduzione della mappatura del DNA dei cani già in vigore in alcuni Comuni”, conclude Porfidio.

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