T’a Milano - Cerro Maggiore
La crescita dolce, che più dolce non si può

Alemagna. Un cognome talmente illustre nel mondo dolce dei dolci, che non ha bisogno di particolari presentazioni...

Luciano Landoni

Cerro Maggiore

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Le origini non possono essere ignorate e tanto meno dimenticate.

“Io e mio fratello Alberto abbiamo sempre desiderato fondare un’azienda tutta nostra che riprendesse, aggiornandole, le tradizioni familiari”, dice Tancredi Alemagna, 37 anni, direttore commerciale di T’a Milano.

Un cognome talmente illustre, nel mondo dolce dei … dolci, che non ha bisogno di particolari presentazioni.

“L’Alemagna che tutti conoscono, soprattutto per via del panettone, venne fondata dal mio bisnonno Gioacchino nel 1911, mio nonno Alberto andò avanti nel solco dell’attività di famiglia e negli anni ’50 e ’60 rese il marchio di fabbrica famoso in tutta Italia e non solo. Poi, fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, l’azienda passò di mano – racconta Tancredi, dal suo ufficio nella sede produttiva di Cerro Maggiore -: prima alla Sme e poi alla Nestlé”.

Dal panettone (adesso il marchio Alemagna è di proprietà della Bauli) al cioccolato, è stata ed è questa la vostra … evoluzione dolce?

“Sì, io e mio fratello, nel 2007, abbiamo deciso di puntare sul cacao abbinato alle eccellenze italiane: il pistacchio, l’amaretto, la liquirizia, le arance, i limoni. Così è nata T’a Milano”.

Cosa significa la sigla “T’a”?

“Più che una sigla, è un … suono dai molteplici significati: t’amot’adorot’acchiappo e anche Tancredi e Alberto. Lo scopo è quello di affascinare, incuriosire e attrarre con il meglio del meglio del gusto made in Italy. La nostra produzione è estremamente diversificata: tavolette, praline, cioccolatini monodose e tanto altro ancora che racchiudono le eccellenze italiane insieme con il cacao. Abbiamo aggiunto ‘Milano’ perché è lì, in via Clerici, che c’è il nostro negozio-bistrot: un ambiente elegante e raffinato, disegnato dall’architetto-designer Vincenzo De Cotis, dove i nostri clienti sono letteralmente coccolati”.

T’a Milano nel giro di pochi anni è diventata un vero e proprio punto di riferimento della produzione di alta qualità del cioccolato in Italia e all’estero (“Circa tre anni fa – precisa Tancredi Alemagna – abbiamo iniziato ad esportare i nostri prodotti di fascia alta in Europa, America, Giappone e Emirati Arabi. L’obiettivo è consolidare ulteriormente la nostra presenza in America e ‘conquistare’ la Cina”), fattura annualmente come Gruppo (incluso il punto vendita di Milano) 4,5 milioni di euro, impiega 40 persone, e ogni anno produce 75 tonnellate di cioccolato e 25 di biscotti.

“Siamo un’azienda giovane che crede nei giovani. Mio fratello Alberto ha 33 anni e il nostro direttore della produzione, il maitre chocolatier Stefano Bottelli, ne ha 37. Stiamo crescendo e non è affatto escluso che incrementeremo l’occupazione. L’attuale laboratorio di 3.600 metri quadri, ricavato dalla sede dell’ex-Cotonificio di Cerro Maggiore, comincia ad andarci … stretto. Nel 2014 – sottolinea Tancredi Alemagna – abbiamo aperto una linea di catering e banqueting che si rivolge al settore moda, a quello dei matrimoni e degli eventi aziendali con proposte dolci e salate. Nel 2017 chiuderemo con un fatturato di 5,5 milioni di euro. Dal 2007 ad oggi siamo sempre cresciuti … a due cifre!”.

Alla faccia della Grande Crisi.

“Di crisi ce ne sono sempre state e continueranno ad essercene. Guardi noi. Siamo nati proprio nel bel mezzo della Grande Crisi. Tenga conto – sostiene Tancredi Alemagna con un sorriso ironico sulle labbra – che quando la Borsa dei titoli azionari crolla, quella del cacao sale! Il cioccolato è un formidabile antidepressivo. L’importante è essere ambiziosi in maniera ragionevole, diversificare e puntare sulle novità. La vita è ricca di sorprese. Io mi sono laureato in Bocconi, ho conseguito un master in economia internazionale, ho lavorato a New York, sono tornato in Europa diventando export manager nel settore aeroportuale, poi mi sono occupato di comunicazione e adesso sono qui”.

Cioccolato finissimo per palati super-esigenti, ma come la mettiamo con i prezzi?

“Non è una questione di prezzo ma di gusto. Il nostro cioccolato è ‘pensato’ per chiunque sappia apprezzare le cose buone. Lo si può consumare tutti i giorni, è un cioccolato realizzato con metodo artigianale e con molti gusti e sapori al suo interno. Due anni fa è nato il nostro Cioccolato Gourmet, CG, che è stato distribuito a partire da quest’anno e che è stato realizzato proprio per venire incontro alle esigenze delle famiglie, di tutte le famiglie. Viene venduto attraverso la grande distribuzione e si rivolge, sempre mantenendo elevati standard di qualità con ingredienti non necessariamente solo italiani, al grande pubblico”.

Nella vostra (quasi)sterminata gamma di prodotti, quali sono i dolci più venduti?

“Le confezioni Frutta e Cioccolato e le mini tavolette ripiene”.

Il vostro futuro in due parole.

“Proseguire nel cammino di crescita, sia in Italia che all’estero”.

Copyright @2017