Indagine congiunturale di CAM (1° trimestre 2018)
La crescita economica c’è ma perde slancio

Le imprese industriali dell’Alto Milanese, secondo quanto rilevato dall’indagine congiunturale di Confindustria Alto Milanese riferita al 1° trimestre di quest’anno, mostrano un andamento economico positivo

Luciano Landoni

LEGNANO

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Le imprese industriali dell’Alto Milanese, secondo quanto rilevato dall’indagine congiunturale di Confindustria Alto Milanese riferita al 1° trimestre di quest’anno, mostrano un andamento economico positivo.

Mitigato, tuttavia, da “un minore slancio – precisa CAM – rispetto all’ultimo trimestre 2017” determinato essenzialmente dalla probabile “guerra dei dazi” fra Stati Uniti e Cina.

Le crescenti tensioni a livello di commercio internazionale “rischiano di gelare i germogli della ripartenza”.

L’indagine congiunturale, in ogni caso, evidenzia come il fatturato sia cresciuto per il 48% del campione di aziende interpellate e il flusso di nuovi ordinativi, provenienti soprattutto dall’estero, si sia dimostrato anch’esso in crescita.

La base occupazionale è rimasta inalterata.

Il rincaro di alcune materie prime ha provocato un leggero rialzo dei prezzi dei prodotti finiti.

“Si mantiene la propensione ad investire – sottolinea una nota diffusa da Confindustria Alto Milanese – con il 61% delle aziende intervistate che ha pianificato spese in conto capitale per i prossimi sei mesi”.

Il futuro semestre sarà caratterizzato anche da un significativo miglioramento delle vendite (il 48% delle imprese le incrementerà), mentre un’analoga percentuale di aziende  prevede di mantenerle stabili e solo il 4% del campione subirà una contrazione.

Il settore meccanico ha fatto registrare aumenti sia del fatturato che del portafoglio ordini e la produzione industriale è cresciuta nel 53% dei casi, mentre è rimasta invariata nel 35%.

Il 47% delle industrie metalmeccaniche ha buone aspettative per i prossimi sei mesi e addirittura il 71% ha in programma l’acquisto di nuovi macchinari e di nuovi impianti.

Stabile la produzione nel comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero, con i fatturati in lieve crescita, mentre la consistenza del portafoglio ordini (sia interno che estero) ha mostrato segni di leggera contrazione; più dinamico l’andamento del calzaturiero rispetto a quello tessile.

Nel comparto moda “permane ancora cautela”.

Complessivamente, solo un’azienda su 3 ha pianificato investimenti nei futuri sei mesi e le attese relative alle vendite sono stabili per il 77% delle imprese intervistate.

Le aree produttive facenti riferimento alle industrie delle materie plastiche e del settore chimico hanno mostrato una crescita della produzione; per il prossimo semestre il 69% delle aziende prevede un incremento del fatturato (rispetto al 47% della precedente rilevazione), anche la propensione ad investire risulta incoraggiante.

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