MILLE E... UNA STORIA 2015
La Diversità è una Ricchezza (!?)

Valentina Colombo

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BUSTO ARSIZIO – È stato lanciato tra un punto di domanda e un punto esclamativo, lo scorso anno, il tema per la sesta edizione del Premio Letterario “Mille e… Una STORIA”: “La diversità è una ricchezza?!”. Ma venerdì sera, alla sala Tramogge dei Molini Marzoli, il direttore de l’[email protected] Online, Gianluigi Marcora, ne era certo: “La diversità non esiste, deve essere una ricchezza e le persone sono tutte uguali” ha sottolineato con fermezza davanti al numerosissimo pubblico, non prima di aver aperto le danze con i preziosi scorci bustocchi immortalati dal fotografo Marino Bianchi con l’accompagnamento musicale dell’inno di Busto Arsizio, “La mia città”, scritto in collaborazione con Tino Pigni e Dino D’Alba. A questi si è aggiunto, poi, un momento commemorativo in memoria alle vittime del “carnage” parigino, proprio ad una settimana dalla strage, con l’ascolto della Marsigliese e quindi di Fratelli d’Italia. Per l’occasione, tutta la platea dei Molini Marzoli, si è alzata in piedi spontaneamente, in segno di rispetto e vicinanza.
Tanti e sempre più di valore, i lavori pervenuti in concorso sia per la categoria studenti che per quella dei lettori, riportati in “Raccolta di Racconti”. Insomma, “altro che giovani scapestrati – ha precisato Marcora – la giuria ha dovuto scegliere con attenzione. I ragazzi sono un segno di speranza e con loro non possiamo non ringraziare il lavoro encomiabile dei professori e gli sponsor che ogni anno credono non solo nelle nostre parole ma soprattutto nel valore dei ragazzi”.
Così è toccato a Luciano Landoni, anchorman della serata, ringraziare i componenti della giuria: Riccardo Torresan, studente di Giurisprudenza all’Università Bicocca di Milano, Paolo Iervese, docente di Storia e Filosofia e Psicologo Cognitivista, Lucia Landoni, giornalista di “La Repubblica” e Mauro Luoni, responsabile dell’Area Immagine e Comunicazione di Univa.
Le immagini coi protagonisti delle cinque passate edizioni del Premio Letterario,
“Mille e… UNa STORIA”, accompagnano il pubblico, intervenuto per la Cerimonia di premiazione,
all’interno della salaTramogge.
PREMIAZIONI CATEGORIA LETTORI
Al terzo posto “La Scommessa” di Paola Maffei da Ceriano Laghetto premiata da Monica Castiglioni (Soceba, Residenza del Conte) e Luigi Peroni (CBS) con una busta contenente 250 euro, targa in cristallo e diploma. Secondo premio a “Blues” di Michela Bevilacqua di Magnago premiata da Olga Mykytyuk (Fondazione Comunitaria del Varesotto) e da Andrea Landonio (Oemer) con 500 euro. Sul gradino più alto del podio, “Diverso o Migliore?”, racconto di Nevio Wartbuechler di Montegrotto Terme (Padova), incentrato sul tema dell’omosessualità. A lui 1.000 euro in una busta consegnata da Lucia Landoni, giornalista e componente della Giuria, da Giorgio Rancilio (Presidente di Rancilio Group) e da Celestino Cerana (ex sindaco di Marnate).
 
PRIMO PREMIO
Diverso o Migliore? di Nevio Wartbuechler, di Montegrotto Terme (PD),
premiato da Celestino Cerana (ex-Sindaco di Marnate), da Giorgio Rancilio (Rancilio Group) e
dalla giornalista e componente della Giuria, Lucia Landoni.
 
 
SECONDO PREMIO
Blues di Michela Bevilacqua, di Magnago,
premiata da Olga Mykytyuk (Fondazione Comunitaria del Varesotto)
e da Andrea Landonio (Oemer).
 
 
TERZO PREMIO
La Scommessa di Paola Maffei, di Ceriano Laghetto,
premiata da Luigi Peroni (CBS) e da Monica Castiglioni (Soceba – Residenza del Conte).
LA DIVERSITÀ RACCONTATA DAGLI OSPITI
Non prima della pungente satira a tema messa in scena dal vignettista Tiziano Riverso, la parola è passata ai tre ospiti della serata: Hammami Hammadi (immigrato tunisino, musulmano praticante, da molti anni in Italia), Fabio Pellegatta (Presidente Cig Arcigay di Milano) e Federica Chittò (Presidente Associazione Amici Team Down di Castellanza).
Inevitabile, per Luciano Landoni, chiedere ad Hammadi come è stato vissuto l’attentato a Parigi: “Ne abbiamo passate tante nel mio paese (la Tunisia, ndr) – ha detto – ma quello che è successo in Francia ci ha toccato di più. Ad un popolo che ti dà ospitalità, ti dà da mangiare, ti sostiene, non penseresti mai di fare del male. Chi ha fatto del male è ignorante, sono persone che non fanno parte della religione musulmana, sono solo dei fanatici.
Nella nostra religione, tutto questo, non esiste. L’Islam – ha concluso – è pace”. Così l’immigrato tunisino, alla condanna ferma verso ogni tipo di violenza, ha confermato: “Certo, denuncerei ogni terrorista ma in questi anni non ne ho mai incontrato uno”.
Mentre Pellegatta, cinquantenne consapevole della sua omosessualità dall’età di trent’anni, prima di chiarire l’input lanciato da Landoni (“nessuno ti insegna a scoprire te stesso”) ha voluto aprire con una premessa: “Si uccidono persone anche senza le pallottole. Le vittime – ha precisato – le vediamo tutti i giorni, da una guerra iniziata da tempo. Attenzione a non cedere nel paternalismo contro le guerre sante in atto. Ogni assolutismo è assolutismo. Ci sono tante persone omosessuali uccise dalla cultura cattolica”. Così ha aggiunto: “C’è chi dice che la pazzia salverà il mondo. Chi riesce ad andare oltre e destabilizzarci, ci permette di scoprire i limiti della nostra cultura. Il concetto di normalità di una cultura prevede un ambito di normalità che è costruzione sociale. È utile la cultura che permette a tutti di poter capire mentre io, a scuola, non ho avuto modo di confrontarmi”.
A chiudere il cerchio Federica Chittò, mamma di un ragazzo down, con la sua definizione di “normalmente diversi”. “La vita stessa – ha detto – è già diversità. Ognuno di noi è diverso e i nostri figli forse lo sono di più”.
Ma quando potremo dire di aver superato la diversità come barriera? È stata la domanda partita dal pubblico. È una questione scolastica per la Chittò, “la scuola deve accogliere e preparare gli insegnanti”. Per Pellegatta, invece, si tratta di “vera comprensione di questi concetti. Scendiamo in piazza da 50anni non per cambiare la Carta Costituzionale ma per chiedere migliori tutele”. Mentre per Hammadi è fondamentale “riscoprire il concetto del bello e trasportare la bellezza”.
Il giornalista Luciano Landoni coordina il dibattito fra gli ospiti sul “valore” della diversità.
Gli ospiti della serata, Hammami Hammadi, Federica Chittò e Fabio Pellegatta
tra il direttore Gianluigi Marcora e il giornalista Luciano Landoni.
Tiziano Riverso cattura l’attenzione del pubblico con la sua spumeggiante ironia.
MENZIONI DI MERITO – CATEGORIA STUDENTI
Il miglior racconto del liceo Artistico e Coreutico “Paolo Candiani” è stato “Lei” di Gaia Clerici di Gerenzano, premiata dal professor Federico De Marco, da Maurizio Toffoli della Castiglioni Valves e da Ugo Amore della Amore Rappresentanze. Per l’istituto “Olga Fiorini” è stato premiato “Il mio sogno era diventare uno chef” di Giada Spera di Busto Arsizio, premiata dalla professoressa Sara Amadei e Silvia Colombo della Comerio Ercole. “Un incontro speciale” di Luca Ferrari di Busto Arsizio è stato il racconto premiato per l’istituto “Cipriano Facchinetti”; a consegnare la busta, la professoressa Patrizia Visigalli e da Alessandro Rosanna (Erreci). Per l’ITE “Enrico Tosi” ha vinto Beatrice Ferro di Castellanza con “Rewind” premiata dalla professoressa Nadia Chiocchi e Giancarlo Vandone della Parcol. Il miglior racconto dell’istituto “Marcora” di Inveruno è “Un antidoto inaspettato” di Clara Tonoli di Parabiago premiata dal Dirigente scolastico Carmelo Profetto e Gian Angelo Mainini della Elettromeccanica Colombo. All’IPC “Verri” si è distinto Federico Mamerato di Cassano Magnago con “Omar e Jack” premiato dalla professoressa Laura Maineri, Andrea Arnaudo della Mediolanum e Maurizio Carminati della Carminati Group di Rescaldina. A tutti loro, una busta contente 100 euro e un diploma.
 
MENZIONE di MERITO
Lei di Gaia Clerici, di Gerenzano, Liceo Artistico e Coreutico “Paolo Candiani”
premiata da Maurizio Toffoli (Castiglioni Valves), Ugo Amore (Amore Rappresentanze)
e dal Professor Federico De Marco.
 
 
MENZIONE di MERITO
Il mio sogno era diventare uno chef di Giada Spera di Busto Arsizio,
Istituto “Olga Fiorini” premiata da Silvia Colombo (Comerio Ercole)
e dalla Prof.ssa Sara Amadei.
 
 
MENZIONE di MERITO
Un incontro speciale di Luca Ferrari, di Busto Arsizio, studente dell’Istituto “Cipriano Facchinetti”
premiato dalla Prof.ssa Patrizia Visigalli e da Alessandro Rosanna (Erreci).
 
 
MENZIONE di MERITO
Rewind di Beatrice Ferro, di Castellanza, ITE “Enrico Tosi”
premiata dalla Prof.ssa Nadia Chiocchi e da Giancarlo Vandone (Parcol).
 
 
MENZIONE di MERITO
Un antidoto inaspettato di Clara Tonoli, di Parabiago, IIS Inveruno premiata da
Gian Angelo Mainini (Elettromeccanica Colombo) e dal Dirigente scolastico Carmelo Profetto.
 
 
MENZIONE di MERITO
Omar e Jack di Federico Mamerato, di Cassano Magnago,
IPC “Pietro Verri” premiato da Maurizio Carminati (Carminati Group), dalla Prof.ssa Laura Maineri
e da Andrea Arnaudo (Mediolanum)
I TRE PRIMI CLASSIFICATI DELLA CATEGORIA STUDENTI
Al terzo posto è arrivato Federico Calloni, bustocco del liceo Scientifico “Arturo Tosi” di Busto Arsizio con “Sogno di un’Europa unita” premiato con 250 euro, targa in cristallo e diploma dalla professoressa Rosa Gallazzi e Ubaldo Colombo della Colmec. Secondo premio, dedicato alla memoria di Mirko Littamé, per Vanessa Divone di Busto Arsizio, studentessa sempre del liceo “Tosi”, con la sua “L’imposizione della diversità penetrata nel cuore”: a lei una busta da 500 euro consegnata dalla professoressa Rosa Gallazzi insieme a Massimo Ciapparella e Gabriele Littamè della Tessiltorre. Primo gradino assoluto per “Non così diversi” di Alice Boldrin, studentessa legnanese al liceo Classico “Daniele Crespi” di Busto Arsizio. Il premio, una busta da 1.000 euro, è stato consegnato dal sindaco Gigi Farioli, dalla preside Cristina Boracchi e dalla professoressa Anna Barbatti.
 
PRIMO PREMIO
Non così diversi di Alice Boldrin, di Legnano, Liceo Classico e
Linguistico “Daniele Crespi”, consegnano il premio la Prof.ssa Anna Barbatti,
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