LU-VE Group all’avanguardia nella produzione eco-sostenibile
La “febbre del Pianeta” si cura con il progetto EASYGO

E’ una delle sfide strategiche del futuro. Anzi, ci sarà un futuro proprio in stretto rapporto all’esito di questa sfida. Contrastare gli effetti del cambiamento climatico in atto non è più una semplice scelta, ma un’assoluta necessità di sopravvivenza

Luciano Landoni

UBOLDO

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E’ una delle sfide strategiche del futuro.

Anzi, per essere più precisi: ci sarà un futuro, proprio in stretto rapporto all’esito di questa sfida.

Contrastare gli effetti del cambiamento climatico in atto (progressivo riscaldamento dell’atmosfera e conseguente scioglimento dei ghiacci a causa del cosiddetto effetto serra, a sua volta innescato da un massiccio e scriteriato utilizzo dei combustibili fossili) non è più una semplice scelta (si fa per dire, ovviamente), ma un’assoluta necessità di sopravvivenza.

Prima ce ne renderemo conto e meglio sarà per tutti.

Produrre energia in maniera responsabile, ossia rispettosa della biosfera, è un vero e proprio imperativo categorico.

LU-VE Group, l’azienda multinazionale di Uboldo  quotata su MTA e terza impresa industriale mondiale nel settore degli scambiatori di calore ad aria, ne è perfettamente consapevole.

Dal 1986, in anticipo sui tempi, abbiamo applicato una politica di ricerca, sviluppo e innovazione tecnica con un’attenzione particolare alle tematiche ambientali. Oggi più che mai, c’è urgente bisogno di sviluppare tecnologie ecosostenibili che permettano di ridurre l’inquinamento pur mantenendo elevati livelli di efficienza”, sostiene Iginio Liberali presidente di LU-VE Group.

Dalle parole ai fatti.

Il Gruppo si è aggiudicato la partecipazione al progetto di ricerca internazionale EASYGO Efficiency and Safety in Geothermal Operations (efficienza e sicurezza nelle operazioni geotermiche), che si occuperà di sviluppare la tecnologia della produzione di energia elettrica per via geotermica.

L’iniziativa, finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 con un fondo da 3,4 milioni di euro, rappresenta per la società di Uboldo un’importante opportunità mediante la quale approfondire la conoscenza di nuove tecnologie, il cui utilizzo permette di ridurre le emissioni di gas serra nella produzione di energia elettrica.

Inoltre, permetterà a LU-VE di sviluppare ulteriormente la tecnologia Emeritus: un dispositivo di raffreddamento brevettato e sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano che permette di ottenere prestazioni superiori del 400% rispetto ai tradizionali scambiatori ventilati a secco, con un cospicuo risparmio di energia e riduzione della rumorosità.

Il capofila del progetto, guidato dalla ricercatrice Maren Brehme, è la TU Delft, la più grande e antica università tecnica pubblica dei Paesi Bassi, a cui si affiancano altre 3 università (ETH Zurigo, RWTH di Aachen e Politecnico di Milano) e 10 partner industriali internazionali, tra cui LU-VE Group.

“EASYGO rappresenta una importante opportunità per LU-VE, consentendoci di approfondire la conoscenza di nuove tecnologie verdi – sottolinea Iginio Liberali che potremo utilizzare per lo sviluppo dei nostri prodotti. L’attenzione alla sostenibilità rappresenta da sempre uno dei nostri tratti distintivi: ricerca e investimenti in soluzioni rispettose dell’ambiente sono i due punti fondamentali che hanno consentito la crescita economica del Gruppo”.

L’energia geotermica svolgerà un ruolo chiave nella transizione energetica, soprattutto in rapporto alla diminuzione degli effetti negativi innescati dal cambiamento climatico.

Da questo punto di vista,  far funzionare un sistema geotermico nel modo più efficiente e sicuro possibile è una delle sfide chiave.

Esattamente l’obiettivo che si propone di centrare il progetto EASYGO: integrare geologia, geofisica, geochimica, modellazione termodinamica avanzata e ingegneria di processo.

Una vera e propria sfida strategica dalla quale dipenderà in misura rilevante il nostro futuro.

Una sfida a cui non si è sottratto LU-VE Group.

Stiamo potenziando sempre di più l’impiego nei nostri scambiatori di calore dei fluidi refrigeranti naturali (anidride carbonica, ammoniaca e propano) con zero o bassissimo ODP (Ozone Depletion Potenzial) e GWP (Global Warming Potential), in sostituzione degli idrofluorocarburi (HFC). Nel 2004, LU-VE – precisa Iginio Liberali  ha realizzato, per prima in Europa, un impianto transcritico a CO2. L’innovazione e il rispetto dell’ambiente sono nel nostro DNA”.

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