SAN GIOVANNI
La Festa per eccellenza

Ovunque la si commenti, la Festa di San Giovanni contempla pure l'estate, nella sua magnificenza. Eccoci, quindi a porre in evidenza l'Estate dentro una poesia delicatissima di Angelo Azzimonti

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Oggi è la Festa per eccellenza, a Busto Arsizio: San Giovanni Battista “patrono” della Città.

Ovunque la si commenti, la Festa di San Giovanni contempla pure l’estate, nella sua magnificenza. Eccoci, quindi a porre in evidenza l’Estate dentro una poesia delicatissima di Angelo Azzimonti pubblicata in “guti da rusàa” (gocce di rugiada) per i tipi di Grafiche Casbot del 1989.

“Fra mìla smàgi rùssi da sciuèti
ch’hin fèrmi l’ a sbiadì al rabatòn
a gh’è un’espusiziòn
da bèi tapè da munaghèti;

ga fà curnisa a pùlvra  d’una stràa
dughè un cavàl al tìa piàn pianèn
un càru pièn da fèn

e intàntu a vùsi sèca dàa scigàa
la sùta dàghi dàa matìna àa sìa
ma, candu finalmènti l’ha finì
a ga incumència ul grì
par fa saè che’l dì l’è passa via”.

Stavolta, prima della traduzione, mettiamoci qualche inciso di commento. Che mette in risalto la vita di un tempo antico, dove le sfumature del tempo (e quelle della vita) erano cariche di semplicità e di attenta valutazione.

Confesso che non conoscevo la traduzione di “munaghèti” e mi sono stupito dell’apprendere che vuol dire “fiordalisi“, un fiore che m’è tanto caro e che rappresenta la semplicità assoluta. Leggere poi che nel panorama, la “pùlvra d’una stràa” (polvere di una strada) fa da cornice a questo campo di fiori, alberga nel cuore il senso del vissuto e di come, un tempo, c’era delicatezza anche nella natura e nel quotidiano. Diamo spazio alla traduzione invitando il lettore ad osservare quant’era delicato il tempo dell’estate di allora, contrapposto al tempo rumoroso e frenetico di oggi.

“fra mille macchie rosse di papaveri – che sono fermi a sbiadire al sole a picco – c’è un’esposizione – di bei tappeti di fiordalisi – (a cui) fa da cornice la polvere d’una strada – dove un cavallo tira piano piano – un carro colmo di fieno – intanto, la voce secca d’una cicala – continua a darci dentro da mattina a sera – ma quando finalmente termina (di cantare) – incomincia il grillo – per far sapere che il giorno è scivolato via”.

Anche per “farmi sapere” che la fanciullezza… il tempo senza pensieri …. la sobrietà ….e tanto ancora ….sono “scivolati via”. Beh….un pizzico di nostalgia m’ha preso il cuore!

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