Costituito il Comitato Education di Sistema Moda Italia
La formazione fattore di sviluppo per tutto il tessile-abbigliamento

Due imprenditori della nostra provincia nominati componenti del Comitato Education di Sistema Moda Italia: Marino Vago, da pochi mesi eletto presidente di SMI, e Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale Umano

Luciano Landoni

MILANO

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Due imprenditori della nostra provincia nominati componenti del neo costituito Comitato Education di Sistema Moda Italia (SMI): si tratta di Marino Vago, da pochi mesi eletto presidente di SMI, e di Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale Umano.

Entrambi past president dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese.

Le loro attività industriali (Vago Spa di Busto Arsizio e Tiba Tricot Srl di Castellanza) hanno da sempre posto grande attenzione alla valorizzazione del capitale umano quale  fattore strategico della crescita.

Con questa iniziativa SMI vuole (ri)accendere l’attenzione di tutti sul tema della formazione dei giovani alle professioni tipiche ed insostituibili per le produzioni del tessile e dell’abbigliamento.

“Finalmente tutta l’industria tessile abbigliamento italiana con le proprie associazioni di rappresentanza, sotto la guida e con il coordinamento di SMI – ha detto Marino Vago -, affronta con determinazione e su scala nazionale l’emergenza della formazione professionale dei giovani di cui le nostre imprese hanno un enorme bisogno, sia in termini di quantità, ma soprattutto come linfa vitale per agganciare la manifattura italiana al futuro dell’industria europea e mondiale”.

Il Comitato Education di SMI è presieduto da Paolo Bastianello e riunisce i rappresentanti di tutti i principali distretti produttivi del settore, tra cui Bergamo, Biella, Como, Prato, Reggio Emilia, Varese, fino al Veneto, l’Umbria, la Campania, la Puglia.

L’obiettivo è quello di definire una strategia comune di intervento.

“In effetti, pur variamente declinati a seconda della vocazione produttiva locale, i nodi fondamentali relativi alla formazione tecnica e professionale per la moda – sottolinea una nota diffusa da Sistema Moda Italia – sono comuni a tutto il territorio nazionale e devono essere opportunamente affrontati al tavolo dell’associazione nazionale, mettendo a frutto ogni possibile sinergia, concentrando le risorse disponibili e valorizzando su scala nazionale le migliori esperienze che già sono presenti nei singoli distretti”.

“Non si tratta di partire da zero. Buone pratiche e molte iniziative ed esperienze positive in questi anni – ha sottolineato Paolo Bastianello – sono già state fatte. Dobbiamo tuttavia metterle a fattor comune e moltiplicare gli sforzi e le risorse dedicate, perché il settore tessile abbigliamento moda, fulcro del made in Italy che tutto il mondo ci invidia, merita di essere giustamente valorizzato presso i nostri giovani, che nelle nostre imprese possono certamente trovare grandi soddisfazioni personali e professionali”.

C’è una emergenza da affrontare: i dati dicono che nei prossimi anni, solo per effetto del normale turn over, il settore tessile abbigliamento assumerà quasi 50.000 nuovi addetti, soprattutto in ruoli qualificati, con significative percentuali di laureati e diplomati.

Il problema è che nelle scuole tecniche e professionali gli iscritti ai corsi dedicati alle professioni del settore sono largamente insufficienti per coprire la domanda delle imprese.

Ne deriva una lista di priorità di intervento su cui il Comitato Education di SMI ha cominciato a lavorare:

  • la valorizzazione dell’immagine delle professioni tecniche dell’industria della moda presso i giovani e le famiglie;
  • l’orientamento scolastico;
  • l’alternanza scuola – lavoro;
  • l’istruzione tecnica e professionale;
  • l’incremento dei corsi ITS (Istruzione tecnica superiore);
  • l’aggiornamento dei docenti e dei programmi.

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